Lunedì 17 Giugno 2019
   
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Chiesa del Soccorso, una serata tra storia e tradizione

Noicattaro. Presentazione libro Chiesa del Soccorso front

 

Mercoledì 30 Marzo, alle ore 19.30, presso la biblioteca comunale si è tenuta la presentazione del libro “Santa Maria del Soccorso, tra storia e tradizione”. Opera frutto dell’esperienza e della cultura storica di Michele Sforza e Rita Tagarelli, affiancati dall’esperienza ecclesiastica e il vissuto più recente di don Giovanni Caporusso.

La moderatrice della serata, Maria Colucci, ha introdotto l’opera, sottolineando come i tre autori abbiano lavorato singolarmente, ma con una stupefacente sintonia.

Il primo autore che ha preso parola è stato Michele Sforza. Lui ha raccontato la storicità della Chiesa, partendo dalle origini conosciute, fino al suo inevitabile abbattimento. “Ho curato la prima parte del testo - dice Sforza - raccontando la storia della vecchia Chiesa. Operazione non del tutto facile poiché i documenti riguardo ad essa sono pochi. Ma con certezza - aggiunge - posso raccontarvi quello che io stesso ricordo: una Chiesa dalla facciata semplice ed un interno cupo con scarsa areazione. Forse - ipotizza - è stata la nostra prima Chiesa Matrice, dato la sua centralissima posizione in piazza, difronte al Palazzo Ducale. Un edificio sacro che risale circa la fine del XVI secolo, distrutto negli anni ’70. Una Chiesa che con gli anni ha acquisito denominazioni diverse, forse a causa delle Confraternite createsi all’interno, tra cui - specifica - quella dell’Assunta, del Purgatorio o dei Santi Medici”.

Tra un autore e l’altro, agli spettatori è stata offerta l’esibizione canora del tenore Giuseppe Settanni e del soprano Nicla Didonna, entrambi accompagnati dalla leggiadra musica del violinista M° Walter Folliero.

Al professor Sforza ha seguito la cultura e l’esperienza della “maestra di vita” Rita Tagarelli che, con umiltà e semplicità, ha raccontato la sua esperienza riguardo la creazione di questo libro e gli annessi cenni storici. “Nulla si cancella e finisce”, esordisce la Tagarelli. “Il tempo assopisce la storia degli uomini e delle loro opere. Ai ricordi e ai documenti cartacei è affidato lo scorrere della realtà. Il ricordo di una fatiscente Chiesa dell’età rinascimentale - specifica la professoressa - fu distrutta in un atto inconsulto e chissà quanto inevitabile. Ma oggi, eccola rinata dalla sua stessa polvere. Non è necessario abbattere per poi ricostruire”, aggiunge. “Come quando negli anni ’70, a causa di una moderna composizione urbana, e per sovvenzionamenti regionali che il Comune di Noicattaro aveva ottenuto, sia la vecchia chiesa del Soccorso, sia altri edifici storici, furono abbattuti. Polemica? No - specifica la storica - è solo una mia personale opinione. Sono purtroppo, errori del passato che spero non si ripetano. Adesso la Chiesa del Soccorso è rinata più grande e più vigorosa, grazie al sacrificio e alla fatica di don Giovanni Caporusso. Noi tutti - conclude - dobbiamo prodigarci affinché tutto venga tutelato e cresca”.

A seguire, don Giovanni Caporusso ha ringraziato i presenti e la stessa Rita Tagarelli, raccontando un aneddoto storico, che risaliva agli anni ’70, dopo la demolizione della vecchia Chiesa quando, il padre della professoressa Rita, il signor Sebastiano Tagarelli, conservò in segreto le reliquie ritrovate nelle macerie, per poi custodirle negli anni, fino a quando non furono riconsegnate alla comunità dalla stessa Rita, direttamente nelle mani di don Giovanni.

Ero un trentenne - racconta don Giovanni - quando il Vescovo mi chiamò per costruire una nuova Chiesa. Il nome Santa Maria del Soccorso fu suggerito da Monsignor Francesco Colucci. Così il 9 Dicembre 1990 si è aperto un cantiere, mai chiuso. L’intento di questo libro - specifica - non è stato quello di un’autocelebrazione delle singole persone e nè della comunità, ma quello di voler ringraziare nostro Signore e tutti coloro che ci aiutano e aiuteranno in un cammino di fede. Ricordate – aggiunge - verba volant, scripta manent”.

Alla serata hanno partecipato ecclesiastici come don Nicola Rotundo, Monsignor Angelo Latrofa e padre Giuseppe. Presenti anche il fotografo e testimone oculare dell’abbattimento della vecchia Chiesa, Peppino Liturri, e il sub-Commissario Gerardo Laguardia, in rappresentanza comunale.


[da La Voce del Paese del 2 Aprile]

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