Mercoledì 21 Agosto 2019
   
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Un cero per devozione. Tradizione ripresa da Pasquale Settembrini

Noicattaro. Portatore cero front

 

Chi ha assistito alla processione della Naca, la sera del Venerdì Santo, è rimasto piacevolmente sorpreso. E non solo dalla bellezza della culla del Cristo morto. Quest’anno, infatti, c’era una novità: è stata ripresa una tradizione che si era ormai persa nel tempo, ovvero quella di portare un grosso cero davanti alla Naca. Il gesto, ricco di devozione, è stato compiuto dal 54enne Pasquale Manzari Settembrini, che abbiamo ascoltato per saperne di più. Buona lettura.

Quest’anno ha avuto l’onore di riportare alla luce una tradizione che si era persa...

Si. E sono davvero contento. Quest’anno ho deciso di riprendere, per devozione, questo rito. Prima di me lo faceva mio padre Francesco.

Ma da dove è nata, inizialmente, questa iniziativa?

Tutto iniziò nel 1965, quando mio padre era ricoverato in ospedale, in attesa di essere operato ad un’ernia al disco. Una notte, mentre dormiva, sognò l’immagine di Gesù nella culla, il quale lo accarezzava e lo invitava ad alzarsi e ad andare via. Il giorno successivo, durante i soliti controlli, i medici videro che non c’era più alcuna traccia di ernia, e lo dimisero dall’ospedale. Quando mio padre tornò a casa, raccontò tutta la storia a mia madre, la quale lo invitò, da quel momento in poi, a portare un cero nella processione del Venerdì Santo, come segno di riconoscenza e devozione. Così dal 1965, ogni Venerdì Santo, mio padre ha portato il cero nella processione. E questo per una ventina d’anni circa, fin quando la salute glielo ha permesso insomma.

E poi, cosa è successo?

Quando mio padre non era più in grado di compiere tale sforzo, anche a causa dell’età, ha passato il testimone. Il cero, infatti, è stato portato da un’altra persona per qualche altro anno. Dopodiché si è persa proprio la tradizione. Quest’anno, ho deciso di riprenderla. E, casualmente, mi sono ritrovato a portare il cero proprio il giorno del 18esimo anniversario di morte di mio padre, che ci ha lasciati il 25 Marzo 1998. Se ci penso ho ancora i brividi!

Come mai questa scelta di riprendere la tradizione?

Ho voluto riprendere quanto lasciato da mio padre. E così, insieme alla mia famiglia, ho deciso di portare il cero durante la processione. L’ho fatto per devozione, per fede, ma soprattutto per mia sorella Anna, gravemente ammalata.

Che emozione ha provato durante la processione?

Un emozione grande. È stato bello vedere gli sguardi della gente, quasi sorpresi dalla mia presenza. Addirittura qualcuno un po’ più adulto, conoscendo la storia della mia famiglia, in dialetto ha detto: “È lui, il figlio di Francesco”. Ma la cosa più emozionante è stato incrociare gli occhi di mia madre, dei miei fratelli e delle mie sorelle. Loro piangevano, perché sapevano il motivo per cui ero lì. Mi si stringeva il cuore.

Ma il cero era pesante?

Il cero, acquistato dalla mia famiglia, era pesante 18 kg, alto 1,65 m e con un diametro di 14 cm. Il peso era distribuito sia sulla schiena che sulle braccia. Infatti il cero era sorretto da una cintura che poggiava sulle mie spalle e un’altra alla vita. La cintura mi è stata donata gentilmente da Nuccio Del Vecchio, che ringrazio.

Insomma, un sacrificio grande...

Si, tenere quel peso e portarlo lentamente, a passo della Naca, non è stato semplice. Anche perché il giorno dopo non ho potuto riposare per bene, in quanto ho partecipato, da Crocifero, alla processione dei Misteri. Ma questo ormai dal 1980. Il mio stato di salute, poi, non è quello ideale. Però posso dirvi che durante la processione della Naca e durante quella dei Misteri, nonostante la fatica, non ho sentito alcun dolore!

Per quanto riguarda il cero, conferma la sua presenza per l’anno prossimo?

Assolutamente si. E vi dirò di più: voglio abbellire il tutto. Immagino un cero più grosso, con tanti fiori, e con l’immagine di Gesù incisa. È un atto di devozione davvero sentito. Porterò avanti questa missione fin quanto Gesù mi darà la forza!


[da La Voce del Paese del 2 Aprile]

Noicattaro. Portatore cero intero 1

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Noicattaro. Portatore cero intero 3

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