Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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CircuLab, istruzioni per l’uso della Stampa in 3D all'Exviri

Noicattaro. Incontro CircuLab front

 

Presso l’Exviri, il trascorso 1° Aprile si è tenuto il secondo appuntamento di CircuLab, primo laboratorio dedicato all’artigianato digitale e alla stampa 3D, realizzato dalle cooperative Reharwareing e AddLab con l’obiettivo di condividere nozioni sul riuso e sull’uso creativo di un oggetto.

La stampante 3D viene oggi usata in moltissimi ambiti: dalla progettazione all’edilizia; dalla riproduzione di componentistica o di profili per la piccola industria, alla medicina e all’ortodonzia nella creazione di componenti per l’essere umano (es. protesi); dalla creazione o riproduzione di opere d’arte danneggiate o distrutte, al fashion per la creazione di abiti o gioielli unici. Una stampante 3D è sostanzialmente una macchina a controllo numerico, che realizza gli oggetti tirando all’interno di un estrusore un filamento plastico facendolo passare dallo stato solido allo stato viscoso, liquido, mediante temperature comprese tra i 190 e i 205 °C (temperature che comunque variano a seconda dei materiali utilizzati). Il materiale diventa così una sorta di inchiostro pronto a essere estruso, dove una sorta di apposito “pennino” ha il compito di disegnare. A contatto con la temperatura ambiente, la plastica si ri-solidifica immediatamente, consentendo all’oggetto di essere fisicamente costruito in poche frazioni di secondo. Il gruppo che fonde la plastica, deposita e disegna in piano muovendosi sugli assi X e Y.

Concluso tale lavoro, il piatto di stampa si abbassa leggermente creando la terza dimensione, vale a dire l’altezza e, depositando strato su strato, la stampante consente appunto all’oggetto di crescere dal basso verso l’alto. Gli oggetti così stampati presentano una caratteristica rigatura orizzontale (meno visibile con l’aumento della qualità di stampa), propria delle tecnologie FDM (Fused Deposition Modeling).

Com’è intuibile, la parte complicata risiede nella capacità di saper previamente disegnare gli oggetti sul computer, sebbene in alternativa sia possibile attingere a delle banche dati presenti su Internet. Una volta disegnato il 3D, un software procede a una sorta di TAC individuando tutti i vari layer, per ognuno dei quali s’individua la geometria e il disegno. Le istruzioni così create vengono scaricate su una scheda SD che la macchina può leggere da sola e lavorare in modalità Stand Alone, senza l’ausilio di alcun operatore. Con una sola bobina di plastica è possibile stampare numerosi oggetti in quanto molto leggeri, molto porosi. Pur essendo la plastica il materiale più diffuso, in quanto consente di operare alle temperature su indicate, è inoltre possibile stampare con argilla, polvere di cemento o di gesso, polveri o liquidi di resine, metallo, polvere di gesso e via discorrendo. Sostituendo la plastica con materiale organico è addirittura possibile stampare cibo.

Il vantaggio di questo tipo di tecnologia è quello di poter stampare oggetti con caratteristiche uniche e complesse a costi assolutamente accessibili, contrariamente alla produzione tradizionale che lavora sul grande numero, sulla ripetizione per “n” volte di infiniti oggetti uguali. Il ricorso a una stampante 3D è funzionale ad un risparmio delle risorse piuttosto che al disfacimento delle stesse, mediante un consumo controllato e finalizzato alle specifiche richieste. In altre parole, vi è adesso la possibilità di intravedere le potenzialità degli oggetti presenti in casa in modo da poterli riutilizzare con nuovi scopi.

Come sostiene Graziana Cito, in rappresentanza della cooperativa AddLab, l’idea è quella di fare insieme, coinvolgendo delle persone a mettersi in gioco, riparando e creando. Dunque non l’idea un corso frontale classico, ma un’esperienza che dev’essere innanzitutto per gli utenti: un laboratorio in cui si impara facendo. A tal proposito, va ricordato che il laboratorio è finanziato dal progetto “Mettici le Mani” della Regione Puglia, da cui si evince appunto la volontà politica dell’amministrazione di voler creare degli spazi a esclusivo vantaggio degli utenti finali.


[da La Voce del Paese del 9 Aprile]

Noicattaro. Incontro CircuLab intero

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