Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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“La sindrome di Isacco”, il libro del dott. Saverio Abbruzzese

Noicattaro. Presentazione libro Abbruzzese front

 

“Ama i tuoi genitori, se sono giusti, altrimenti sopportali”. È con questa citazione di Publilio Siro, scrittore romano, che vogliamo sintetizzare l’ultima fatica di Saverio Abbruzzese, psicologo e psicoterapeuta nojano. Il suo libro - “La sindrome di Isacco. I genitori e le ‘colpe’ dei figli” - è stato presentato sabato 2 Aprile nella sala conferenze della biblioteca comunale. L’evento, moderato da prof. Sebastiano Valerio, ha visto la partecipazione della prof.ssa Giovanna Petrosino e dalla dott.ssa Adriana Pioselli, psicologa e collega del dott. Abbruzzese.

“La sindrome di Isacco” è un’opera dai tratti duri e incisivi, dove la genitorialità è messa in discussione alla luce del difficile modo che hanno i genitori di rapportarsi verso i propri figli. Per spiegare queste difficoltà, l’autore prende ad esempio il sacrificio di Isacco, episodio biblico tratto dal Libro della Genesi. Isacco, secondo patriarca di Israele dopo suo padre, è presentato nelle pagine dell’Antico Testamento come un personaggio non ben delineato. Nato quando suo padre Abramo era ormai centenario, rimase a lungo nell’immensa ombra del genitore. Da ragazzo, Isacco si comportò passivamente di fronte al dramma più grande della sua esistenza, quando Dio ordinò a suo padre di offrirlo in sacrificio. Seguiti dai suoi servitori e da un asino, Abramo condusse Isacco sul monte Moira, come gli era stato detto. Il viaggio durò tre giorni e una volta giunto nelle vicinanze del luogo indicato, Abramo proseguì a piedi con Isacco che trasportava la legna per l’olocausto. Quando arrivarono sul luogo, Abramo dispose un altare su cui mettere la legna, legò a suo figlio mani e piedi e lo adagiò sopra la legna. Ma l’angelo del Signore fermò in tempo la mano di Abramo, riconoscendo la sua ubbidienza e la sua fedeltà verso Dio. Un montone impigliato per le corna in un cespuglio fu l’olocausto in luogo di suo figlio Isacco.

Magistralmente ripercorse dalla prof.ssa Giovanna Petrosino, i racconti presenti nelle Sacre Scritture possono essere considerati validi strumenti pedagogici atti ad analizzare, attraverso sedute di psicanalisi, i comportamenti erronei che, inconsciamente o non, i genitori commettono verso i loro figli.

Trappole famigliari, figli della separazione, abusi e soprusi sono i titoli di alcuni capitoli nei quali l’autore ha voluto raccontare storie vissute in psicoanalisi. Come la storia di un uomo di mezza età il quale, nonostante una vita agiata e senza problemi, da diversi anni soffriva di una grave depressione, accompagnata da attacchi di panico e sensi di colpa.

Nel lungo percorso di analisi intrapreso con il dott. Abbruzzese, l’uomo ha ricordato un episodio legato alla sua infanzia. Non è mai stato in grado di capire perché all’età di tre anni i suoi genitori lo avessero lasciato a casa dei nonni andando a riprenderlo solo all’età di sei anni. Un dolore riaffiorato a distanza di anni che ha lacerato l’animo del povero uomo, e solo addossandosi la colpa di quella separazione è riuscito a guarire. Prendendo ad esempio la figura sacrificale di Isacco, lo psicologo Abbruzzese ci conduce in un viaggio alla scoperta delle ragioni incomprensibili vissute da innocenti bambini.


[da La Voce del Paese del 9 Aprile]

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