Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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Palazzo Macario: possibile luogo di conservazione della memoria?

Noicattaro. Palazzo Macario front

 

In seguito a una riflessione scaturita da una presenza a Rutigliano, il prof. Vito Didonna ipotizza l’eventuale futuro utilizzo di quello che in Corso Roma è conosciuto come Palazzo Macario.

Qual è l’elemento fondante su cui si origina la sua riflessione?

Un paio di settimane fa, la collegiata San Nicola di Rutigliano ha aperto il museo didattico di Arte e Storia Sacra nel Palazzo Settanni. Un investimento di quasi 1.200.000 € su una struttura appartenuta all’omonima famiglia, originaria di Noicattaro, importantissima nel 1800 per l’economia di Rutigliano. A seguito dell’estinzione della famiglia, il Palazzo è stato ereditato dalla collegiata di San Nicola, la quale, grazie all’intervento dei Fondi Europei, è riuscita a procedere alla sua ristrutturazione, raccogliendo nel Palazzo stesso la Storia Sacra di Rutigliano: libri, statue, ori e tutti gli oggetti che tale storia ricordano.

Esiste una possibile situazione analoga a Noicattaro?

In loco esistono palazzi storici appartenenti alla Borghesia Agraria, attualmente chiusi, abbandonati o in procinto di esserlo. Un palazzo simile per struttura e grandiosità al Palazzo Settanni, è il cosiddetto Palazzo Macario, sito in Corso Roma, il quale, dopo la rigenerazione urbana, ha acquisito un’importanza artistica e architettonica ancora maggiore. Questo è stato costruito nel 1849 dalla famiglia allora più importante di Noicattaro, i Positano, esattamente da Francesco Positano, padre del console che poi si distinse in Bulgaria nel salvataggio di Sofia.

La struttura cui fa riferimento non sembra però molto ben messa…

Questo palazzo ha infatti subìto l’onta del tempo, oltre che le disavventure della stessa famiglia di origine. Con il fallimento della Banca Positano nel 1886, fu messo in vendita e acquistato da Antonio Macario, divenendo per tutti Palazzo Macario.

Chi sono i Macario?

Non rappresentano una famiglia nojana, né del nostro territorio circostante, ma affondano le proprie radici nel circondario di Napoli, esattamente a Cava dei Tirreni, appartenendo a un nucleo di nobili napoletani e di alti funzionari dello Stato Borbonico. Con l’avvento del Regno d’Italia, i piemontesi avevano speso un’enormità di soldi nella terza Guerra d’Indipendenza e, essendo a corto di denaro, decisero di procedere all’esproprio dei beni ecclesiastici: chiese, monasteri, terre, palazzi e quant’altro. Nel 1873 si passa dunque alla vendita dell’asse ecclesiastico in cui si inserisce la famiglia Macario, acquisendo la più importante ricchezza del luogo, vale a dire quella della Chiesa Madre, spuntandola sul pretendente Luigi Triggiani per un’offerta di sole 500 lire in più (201.000 contro le 200.500, ndr). In un sol colpo, Macario acquistò 20 case e 188 terreni, per una superficie complessiva di 134 ha e, possedendo anche masseria Macario in Torre a Mare, diventò il più grande latifondista nostrano e, conseguentemente, la più importante famiglia di Noja, sostituendosi ai Positano. A concludere l’ascesa economica, commerciale e sociale dei Macario, interviene l’abile politica matrimoniale: questi si sposano infatti con le famiglie allora più in vista, tra cui gli stessi Positano, i Guarnieri e i Demattia. L’aspetto più importante è tuttavia l’approdo politico che, com’è noto, risulta necessario per una buona visibilità degli aspetti economici. Antonio Macario diventa sindaco di Noicattaro nel 1890 e lo sarà per un anno, quando lascerà la politica per dedicarsi all’amministrazione dell’enorme patrimonio terriero e fondiario.

In che modo potrebbe essere utilizzato Palazzo Macario per non cadere nel dimenticatoio del tempo?

Su Noicattaro la famiglia Macario è rappresentata da Anna Rosaria Macario, priva di eredi. Suppongo che, nel tempo, si porrà il problema dell’utilizzo di questo immobile straordinario e immenso, importante sia dal punto di vista artistico che architettonico, tra l’altro costruito da un grande architetto dell’epoca, Nicola Carelli. Se ci fosse un atto di donazione della signora Macario nei confronti della Chiesa Madre, potrei suggerire la strada percorsa a Rutigliano da Palazzo Settanni, vale a dire allocarvi gli importanti reperti religiosi ed ecclesiastici, oltre che i manoscritti della storia religiosa del nostro paese, compreso il grande e prezioso archivio storico del Comune. La mia speranza è quella che, oltre a riacquistare quella funzione avuta nell’Ottocento, ospitando le famiglie Positano e Macario, il Palazzo possa diventare luogo di conservazione della memoria storica, politica e religiosa del nostro paese.


[da La Voce del Paese del Paese del Aprile]

Noicattaro. Palazzo Macario intero

Commenti 

 
#9 profugo 2016-04-17 19:24
Suggerisco il metodosaponaro quello usato per la chiesa del Soccorso in piazza. In fondo abbiamo dei veri cultori della materia a Noicattaro. Demolire per ricostruire con guadagni per i costruttori che hanno rovinato il nostro paese rendendolo un dormitorio.
 
 
#8 Annoiato 2016-04-17 17:56
E chi se li compra quei ruderi in un centro storico dove pullulano soggetti poco affidabili?
 
 
#7 Annoiato 2016-04-17 17:54
Come volevasi dimostrare tutti i comunisti cantano bene ma poi amano ville lussuose, macchine lussuose, bella vita e soldi a palate.
A zappare la terra mandano i poveri cristi sui quali fanno la cresta.
 
 
#6 Ciccillo Dipierro 2016-04-16 21:09
Cari tutti , i problemi della conservazione in genere non sono di questoPaese. L'assenza di amministratori attenti solo ai piani di nuova edilizia "speculazione da pezzenti" ha svuotato il centro città di tutto compreso gli abitanti. Nessun serio controllo dei lavori di pseudo restauro hanno ulteriormente degradato il nostro Paese. L'assenza di veri dirigenti che pensassero veramente alla programmazione e non solo alla squallida gestione ha depresso ulteriormente Noicattaro. Purtroppo il nostro sportivo dialogare non fa frutti!!!!!! E i candidati prossimi alle cariche amministrative sono tirati fuori dal cilindro !!!!! Chi. Li conosce? Buona notte e buoni sogni
 
 
#5 superstufo 2016-04-16 16:54
allora parla di cose reali signor Didonna non di fantascienza.Auguro alla signora Macario di campare altri cento anni a dispetto degli avvoltoi!!!!!!!!
 
 
#4 vito didonna 2016-04-16 14:03
ho un debole, confesso, per le Jaguar..in ogni caso per rispondere, la mia è una modesta ipotesi che non tiene conto delle reali intenzioni della nobildonna Anna Rosaria Macario. E tuttavia fra pochi anni, come in altre città, si porrà il problema di gestire gli immobili storici e a Noicattaro ci sono vuoti e abbandonati..palazzo Santoro-Antonelli, palazzo Siciliano, palazzo Carafa-Crapuzzi, palazzo Pontrelli, palazzo Colella in piazza, e fronte di tutto ciò i privati non intervengono..le amministrazioni pubbliche ,per il taglio alle spese, hanno le mani legate e quindi è necessario percorrere altre strade...
 
 
#3 Jaguar 2016-04-15 20:56
Mi sia consentito rivolgere al prof. Didonna una semplice, ingenua domanda ("incoraggiata" dalla lettura del commento dell'utente "Ciccillo Dipierro"): dal tenore delle dichiarazioni da Lei rese al Giornalista autore di questo pezzo, precisamente laddove dice testualmente "...se ci fosse un atto di donazione...", non si comprende se la signora Macario abbia in qualche modo manifestato una "potenziale volontà" di determinarsi in tal senso con riferimento a tale immobile o se, come l'intervento di "Ciccillo Dipierro" lascia intendere con la sua entrata a piedi uniti, non si sia ancora espressa al riguardo. In sintesi: Lei si auspica che la signora doni o è a conoscenza di tale sua intenzione?
Grazie sin d'ora per le delucidazioni che vorrà darmi sul punto.
P.S. Un appunto al Giornalista: dire che la struttura non sia ben messa (peraltro è vero il contrario, è ben conservata!") non mi sembra un buon viatico per "invitare" la proprietaria a un atto altruistico di tale portata...o mi sbaglio? :-)
 
 
#2 Ciccillo Dipierro 2016-04-14 13:53
Che bello fare i conti senza l'oste!!!!!!
 
 
#1 domenico p. 2016-04-14 10:47
Caro Vito, il palazzo Macario sarebbe una bellissima location per qualunque iniziativa, tra l'altro è perfettamente conservato all'interno più che all'esterno, però dubito che donna Anna Macario lo lascerà alla Chiesa. Augurandole di vivere altri 100 anni. Sarebbe più semplice che il comune salvasse un altro palazzo in rovina ed in vendita, tu sai di quale parlo, e sai anche che storicamente ha altrettanto valore.
 

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