Mercoledì 23 Ottobre 2019
   
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Fratres, l’Assemblea regionale è un momento di fratellanza. FOTO

Noicattaro. Assemblea regionale Fratres front

 

In occasione dell’Assemblea regionale della Fratres dello scorso 10 Aprile, La Voce del Paese ha raccolto le dichiarazioni del presidente dell’associazione nojana, Pasquale Dipinto, che, al termine della dissertazione, ricorda che si dona volontariamente, anonimamente e gratuitamente nel rispetto della più assoluta sicurezza.

La scorsa domenica la Sala Consiliare del Comune di Noicattaro ha ospitato l’Assemblea regionale dei gruppi Fratres della Puglia.

Sì, è un appuntamento annuale, un’assemblea ordinaria sull’approvazione dei bilanci consuntivo dell’anno passato e preventivo dell’anno in corso. Ho chiesto sia al vecchio che al nuovo presidente del consiglio di poter organizzare l’assemblea regionale a Noicattaro, in concomitanza con la nostra ventennale costituzione. È stata una bellissima esperienza.

Cosa è emerso nel corso del raduno?

Come sempre, è risaltato lo spirito di fratellanza fra i presidenti, i delegati e gli accompagnatori dei vari gruppi Fratres di Puglia. Il tutto si è svolto all’insegna della solidarietà, quella solidarietà che traspare dal ogni volto di ogni singolo partecipante. Si è trattato di un incontro abbastanza sereno.

Ci puoi illustrare i principi fondanti della Fratres?

La Fratres nasce alcuni decenni fa dalle Misericordie d’Italia. Nel Medioevo le Misericordie prestavano mutuo soccorso agli indigenti e ai malati, oltre che a tutte i bisognosi. Circa cinquant’anni addietro la Fratres nasce appunto in seno alle Misericordie, fino ad avere poi un proprio statuto e divenendo dunque un’entità autonoma. I princìpi fondamentali sono quelli del volontariato rivolto all’aiuto dei bisognosi, nella fattispecie all’aiuto dei centri trasfusionali per sopperire alla mancanza e alla necessità di sangue.

Quanto la Fratres Noicàttaro è radicata sul territorio?

Direi abbastanza. In questi 20 anni, almeno una volta hanno donato più di 1.700 cittadini, pari al numero degli iscritti. La maggior parte continua ancora a donare sangue presso il nostro gruppo, chi in modo saltuario, chi in modo frequente.

La donazione è o, quanto meno, dovrebbe essere un atto volontario e responsabile. Quanto sono consapevoli i cittadini di questo principio?

Direi che tale aspetto è ben radicato e assimilato dai cittadini, non solo nojani. Nell’opinione pubblica, donare volontariamente, anonimamente e gratuitamente, rappresenta ormai un punto fermo. Sono queste le tre parole che accompagnano il donatore volontario, non solo della Fratres, ma di tutte le associazioni cui i donatori appartengono.

L’associazione è notoriamente di ispirazione cristiana. È una scelta scaturita da atti ritenuti doverosi e responsabili?

Come detto in precedenza, essendo la Fratres una costola delle Misericordie, nel Consiglio è sempre presente la figura dell’assistente spirituale. È un aspetto per noi molto importante, l’unico che del resto ci distingue da altre associazioni. Apriamo e chiudiamo ogni assemblea - provinciale, regionale o nazionale che sia - con un momento di riflessione, quantomeno con una preghiera. La maggior parte delle assemblee si svolge di domenica, dove al termine c’è sempre la celebrazione della Santa Messa, come abbiamo fatto domenica scorsa. Siamo appunto di ispirazione cristiana e lo sottolineiamo sempre.

Secondo lei, i cittadini sono adeguatamente informati sull’importanza della donazione e soprattutto sul superamento delle comprensibili paure?

Il problema del superamento delle paure ormai non si pone più, in quanto ritengo che i donatori siano ben informati. Fino a vent’anni fa sussisteva ancora il timore di poter contrarre malattie attraverso l’ago o il kit di donazione; oggi i donatori sanno bene che viene fatto ricorso a un kit monouso sotto vuoto. In passato si credeva addirittura che donare una sola volta significasse dover donare per sempre: non è così, il donatore è libero di poter donare anche una sola volta, senza dover necessariamente ripetere l’esperienza.

Vuole rivolgere un invito particolare alla cittadinanza?

Il nostro compito è quello di promuovere, divulgare e sensibilizzare l’opinione pubblica alla problematica della donazione del sangue, ancora carente nel sud. La Puglia si distingue tuttavia dal resto del sud, sebbene non goda ancora della piena autosufficienza. Nell’Assemblea regionale su menzionata è stato evidenziato che, nel corso dell’anno precedente, la Puglia ha importato da altre regioni circa 230-250 sacche di sangue, dunque non tantissimo. Ci riterremo soddisfatti quando sarà raggiunta la piena autosufficienza. L’invito che rivolgo ai cittadini è quello di affacciarsi presso la nostra sede in via Telegrafo, situata accanto al Palazzo della Cultura, per soddisfare ogni loro perplessità. A tal proposito, ricordo che siamo presenti in sede dalle ore 20 alle ore 21 di tutte le sere.

Dove e come donare?

Si dona nei giorni feriali presso i centri trasfusionali, a Bari recandosi al Policlinico, gli ospedali Di Venere e San Paolo, oppure presso i centri di Monopoli, Putignano, Molfetta, ecc. Per una sola domenica al mese, è presente, presso la nostra sede, un’unità di raccolta rispondente ai requisiti imposti dall’Unione Europea. Il calendario è stato concordato con l’ospedale San Paolo dove, nei giorni stabiliti, garantiscono la propria presenza un medico e due infermiere, accompagnati da un autista. Poiché la donazione viene fatta su prenotazione e grazie all’abnegazione del personale preposto, ricordo che raccogliamo non più di 60 richieste in modo da garantire 50-55 unità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che, per ogni donatore, il prelievo ottimale corrisponde a 450 c.c., poco meno di mezzo litro, quantità sopportata benissimo da qualsiasi individuo adatto alla donazione.


[da La Voce del Paese del 16 Aprile]

Qui tutte le foto, a cura di Carlo Caringella

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