Martedì 25 Giugno 2019
   
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“La Guerra di Mario”, il parere del prof. Nicola Troiani

Noicattaro. Incontro prof. Troiani front

 

Giovedì 7 Aprile, presso la biblioteca comunale, in occasione del 1° conflitto mondiale, si è tenuto il terzo incontro organizzato dal Comitato di Gestione della Biblioteca Comunale di Noicattaro, in collaborazione con la Lute, Ali di Carta - Presidio del Libro, Amici del Teatro, Il Parnaso e il sostegno dell’amministrazione comunale. L’incontro - dal titolo “La Guerra di Mario Sironi 1915-1918” - ha permesso al docente di Storia dell’Arte, presso il liceo classico “D. Morea” di Conversano, il prof. Nicola Troiani, di commentare la produzione artistica di Sironi durante gli anni della prima guerra mondiale.

Ad aprire il dibattito è stata Anna Tagarelli, presidente del Comitato di Gestione della Biblioteca, che esordisce: “Questo ormai è il terzo incontro. La conclusione di un ciclo di incontri dove esperti hanno analizzato la guerra dall’interno. Nel primo incontro si è parlato della guerra fuori e dentro la trincea - precisa la Tagarelli - dove la parte letteraria è stata analizzata dal prof. Sebastiano Tagarelli. Nel secondo incontro abbiamo voluto affrontare il tema della donna nel periodo di guerra, con Marilena Lucente e, in questa serata - continua il presidente - abbiamo voluto concentrarci sull’arte in quel periodo. Dove gli artisti hanno un ruolo importante soprattutto in Italia, loro propagandavano la guerra”.

La Tagarelli continua introducendo cenni storici per permettere al pubblico presente di capire e concentrare la propria attenzione sul tema della serata. “La guerra, per gli artisti, diventa liberazione e speranza. Essa viene vista come levatrice della storia. Pensate che, nel Manifesto Futurista del 1909, Marinetti, con il suo stile provocatorio, glorificava la guerra, il militarismo e il patriottismo. L’uomo futurista - precisa - è animato da istinti violenti, di conquista e dominio. Si ha un rifiuto del passato, orrore del quieto vivere, ma amore del pericolo, del nuovo e dell’imprevisto. I futuristi ribelli del ‘900 sono stati il detonatore del nuovo corso dell’arte ed espressione italiana”.

A prendere parola dopo la Tagarelli è stato lo studioso ed esperto d’arte, il prof Troiani che spiega: “Il titolo di questa serata è ispirato ad un film del 2005, ‘La guerra di Mario’, appunto che - specifica - parlava dell’educazione di un bambino da un lato moderata e dall’altro rigida. E da qui chiedo, chi è Mario Sironi?”, domanda il professore. “Io studio la sua persona da più di 55 anni, ma non è un personaggio ben identificato. Di certo il Sironi - spiega Troiani - non è il più grande artista del ‘900, ma è il maestro di cerimonia dell’Italia del fascismo. L’autore fascista per eccellenza”.

“Sironi - continua l’esperto - è l’autore di quadri più tristi, tormentati della pittura italiana. Autore di angoscia e della fatica di vivere. Pertanto, chiedo, come può un uomo avere l’animo tormentato ed essere anche fascista? Sironi, un personaggio strano, sfugge alla decodificazione”.

“Inizialmente volevo intitolare questo incontro con ‘Le immagini della morte di Dio’ - racconta il professore - proprio perché in queste opere si ha come protagonista la sofferenza, la morte, la decomposizione, la cancellazione stessa dell’identità. Ma su una cosa mi soffermo - continua ancora il professore - perché i futuristi vanno in guerra? A mio parere, a loro dell’Italia importava poco. Per loro la guerra era bella e doveva durare poco. La guerra è una cosa nuova”.

In guerra Sironi, aveva il compito di creare vignette, per tirar su il morale dei soldati. “Sappiamo benissimo - spiega Troiani - che l’esercito italiano era debole, e l’unica cosa da poter fare era prendere in giro l’avversario. Questo fa Sironi”.

Lo stesso Troiani poi parla di arte: “Dello stile delle opere di Mario Sironi posso dire che si collega all’espressionismo tedesco. Egli eredita la scissione della personalità, dell’io. Ma chi conosce e studia l’arte - precisa - sa che il Sironi, soprattutto nell’opera ‘Il Camion – 1914’ usa un unico colore, una dominate cromatica. Questo i futuristi lo avevano eliminato e quindi perché questa opera è stata comunque definita futurista dagli stessi? Di certo la cosa ci lascia pensare. Una risposta plausibile sarebbe quella che anche gli altri futuristi, probabilmente, vedono in quell’opera una loro personalità”.

Con un velo di mistero riguardo le stupende opere analizzate e spiegate dal professor Troiani, la serata si è conclusa dopo una dedica fatta dal professore: “Dedico questa mia serata ad un mio caro amico scomparso, lo scorso Febbraio, in un incidente d’auto”.


[da La Voce del Paese del 16 Aprile]

Noicattaro. Incontro prof. Troiani intero

Commenti 

 
#1 Angelo a Cavallo 2016-04-19 13:40
Sironi - continua l’esperto - è l’autore di quadri più tristi, tormentati della pittura italiana. Autore di angoscia e della fatica di vivere. Pertanto, chiedo, come può un uomo avere l’animo tormentato ed essere anche fascista? 

Risposta: esattamente come lei oggi possa definirsi democratico. Poca cosa il fascismo rispetto i suoi ideali di partenza, assai peggio quella cosa che chiamiamo democrazia.
 

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