Lunedì 22 Ottobre 2018
   
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“Il mio Nottario”, diario dei sogni dei bambini

Noicattaro. Progetto De Gasperi front

 

Giovedì 14 Aprile, presso il Palazzo della Cultura di Noicattaro, la scuola primaria “De Gasperi”, in collaborazione con il Presidio del Libro (foto di Anna Maria De Marzo), ha presentato il libro “Il mio Nottario. L’ora dei sogni in classe”, di Eva Pattis Zoja e Liliana Liturri, che illustra un progetto di espressione creativa realizzato in alcune classi già da qualche anno insieme con le insegnanti Filomena Liturri, Olimpia Difruscolo, Angela Pisanello, Rossana Terrafino, Santa Anelli, Maria Teresa Cappelli e Maria Teresa Gassi.

Erano presenti le autrici, il Dirigente Scolastico dott.ssa Domenica Camposeo, la prof.ssa Antonella Delre, delegata della direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Puglia; moderatrice la giornalista e scrittrice Marilena Lucente.

Suddetto progetto è di natura sperimentale, e dopo essere stato “testato” in sei classi - le attuali quarte - può essere considerato replicabile in qualsiasi scuola italiana, anche perché il percorso è stato dettagliatamente illustrato nel saggio, dal quale si può attingere per proporre nelle classi elementari un’attività che si è rivelata entusiasmante per i primi attori del “Nottario”.

All’inizio dell’incontro è stata proposta al pubblico una simulazione de “L’ora dei sogni in classe”: creata la penombra in sala, i presenti hanno potuto scrivere o disegnare un proprio sogno, e in questo modo hanno potuto vivere in prima persona un’esperienza emotiva e attivare la capacità immaginativa.

Il Dirigente Scolastico, dott.ssa Domenica Camposeo, ha salutato il pubblico e ha ringraziato la psicoanalista Eva Pattis Zoja, che ha voluto rendere la scuola “De Gasperi” protagonista di un esperimento tanto significativo, le insegnanti che sono state coinvolte nel percorso formativo innovativo e i genitori degli alunni, che ancora una volta hanno dimostrato apertura e fiducia nei confronti delle proposte educative offerte dalla scuola.

La prof.ssa Antonella Delre ha voluto testimoniare il grande apprezzamento e la condivisione del progetto da parte della direttrice generale dell’USR Puglia, la quale auspica la divulgazione dell’esperienza, frutto di ricerca educativa, documentata e illustrata nel libro con rigore metodologico. Si può dire che il “Nottario” è un progetto terapeutico perché produce benessere; la sua valenza educativa si ritrova nelle dinamiche relazionali che crea, nello sviluppo dell’introspezione per conoscere se stessi, nell’espressione creativa, nell’esercizio dell’intelligenza emotiva.

Marilena Lucente ha suggestionato il pubblico, creando un parallelo tra il sogno e alcuni eventi accaduti a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento: l’affermarsi delle ipotesi di interpretazione dei sogni di Freud, la nascita del cinema e del film dell’immaginario, la realizzazione dei primi voli aerei alla conquista del cielo. La scrittrice ha evidenziato l’importanza dell’apertura della scuola al mondo emozionale dei bambini: l’ora dei sogni in classe può rappresentare per loro il “tempo del racconto di sé”, riconosce dignità ai loro pensieri, dà credito alla loro vita interiore, li spinge a studiarsi e ad ascoltare la loro anima.

La psicoanalista Eva Pattis ha spiegato quali sono i fondamenti psicologici di questo percorso, così particolare perché, contrariamente alla routine di lezioni e alle prestazioni che vengono richieste a scuola, durante il “Nottario” il bambino rivede le sue immagini interiori e può raccontarle sentendosi protagonista; e, nel momento stesso in cui le disegna e le racconta, impara a elaborare paure, ansie e conflitti. E siccome il cervello memorizza di più nel momento di una sorpresa o di una emozione, il mettere insieme sogno e classe, due mondi apparentemente distanti tra loro, attiva processi cognitivi più significativi.

Liliana Liturri ha illustrato le fasi del progetto e le modalità di conduzione dell’ora dei sogni, basate sul rispetto di regole alle quali insegnanti, bambini e genitori devono rigorosamente attenersi affinché il percorso sia sereno e costruttivo. Quando i bambini possono esprimere se stessi in uno “spazio protetto”, l’energia psichica fluisce liberamente e senza ostacoli; si può osservare che i piccoli applicano a se stessi una sorta di esercizio filosofico, si prendono in cura, fanno pace con i loro fantasmi. E poi in classe si costruisce un modo nuovo di stare insieme, si allena l’alfabetizzazione emotiva che deve attraversare trasversalmente i percorsi di apprendimento.

Ricchi di riflessioni e interessanti sono stati gli interventi al dibattito da parte di genitori, psicologi ed educatori.


[da La Voce del Paese del 16 Aprile]

Noicattaro. Progetto De Gasperi intero

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