Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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Economia collaborativa e sharing economy: il futuro è del digitale

Noicattaro. Laboratorio CircuLab front

 

Terzo appuntamento promosso da CircuLab riguardante il tema della sharing economy e dell’economia collaborativa. L’evento, ospitato presso il centro Exviri di Noicattaro nel tardo pomeriggio di venerdì 15 Aprile, ha visto la partecipazione di rilevanti esponenti di questo nuovo mondo qual è la condivisione: Andrea Rapisardi della Cooperativa Lama, il vice presidente della Legacoop con delega all’innovazione Carmelo Rollo, oltre alla presenza in sala di Katia De Luca del Coordinamento Nazionale di Generazioni, Vito Fusillo, coordinatore di Generazioni Puglia, e Tommaso Romagno, responsabile di CircuLab.

Innanzitutto “CircuLab è un laboratorio di economia circolare costituita da giovani pugliesi che lavorano sul territorio, operando in ambiti molto differenti tra loro con punti di connessione al fine di mettere al servizio della comunità il nostro sapere”, ha detto Graziana, membro del laboratorio CircuLab. Partecipando al bando regionale “Mettici le Mani”, che aveva lo scopo di creare con nuove attività una nuova animazione all’interno del contenitore Exviri, recuperato grazie a finanziamenti e bandi regionali, essi hanno candidato l’idea di creare un laboratorio aperto alla comunità all’interno del quale ognuno, volenteroso nel creare e riparare oggetti della propria casa, ha la possibilità di trovare presso l’Exviri persone in grado di offrire assistenza nella realizzazione del progetto. “Questo richiama laboratori come FabLab, che nascono per dare servizi gratuiti alla comunità, in modo che venga messo in rete, circoli, un nuovo sapere”, ha concluso Graziana.

Uno studio condotto da Andrea Rapisardi, in collaborazione con Unipolis, ha portato alla realizzazione di una ricerca, effettuata nel mese di Marzo e Luglio 2015, rivolta a tracciare quelle che possono essere considerate le forme emergenti della sharing economy da una parte, e l’individuazione delle connessioni insite nel mondo della cooperazione dall’altra. “Quello della sharing economy è un fenomeno che conosciamo da poco, e c’è molta confusione al riguardo. Con questa ricerca non vogliamo dare un soluzione, ma dei punti di riflessioni per approcciarsi alla tematica”, ha sottolineato Andrea Rapisardi. La ricerca è rivolta a riordinare concetti di un fenomeno molto ampio e in continuo divenire, attraverso un approccio metodologico come interviste ad esponenti di spicco del mondo della cooperazione.

Per sharing economy si fa riferimento ad un fenomeno che consente l’accesso e l’utilizzo a tecnologie digitali che hanno incominciato a facilitare l’interazione e la mobilitazione tra persone fin dalla nascita di Facebook e i successivi social network. Dall’utilizzo sempre più diffuso delle tecnologie digitali, si passa ad una economia che, grazie a esse, riesce a realizzare progetti imprenditoriali al fine di massimizzare l’utilizzo di risorse latenti. La crisi economico-finanziaria che ha portato alla ricerca di risparmio e di opportunità economiche ha favorito la sharing economy.

Cinque sono le macro arie di intervento della sharing economy: il consumo collaborativo, ossia piattaforme di scambio di beni e servizi nelle quali le persone riescono a vendere, scambiare e prestare in forma gratuita o a pagamento (un esempio sono Uber e i B&B); produzione collaborativa, basata su una filosofia open source e di condivisione orizzontale di strumenti e di conoscenze; apprendimento collaborativo, ossia pratiche di utilizzo di Internet per lo scambio di conoscenza come Wikipedia, che garantisce una cooperazione collaborativa di conoscenze su scala globale; finanza collaborativa come sistemi di valuta alternativa, e infine la governance collaborativa. Il fenomeno della sharing economy sta non solo interessando numerose aziende che si stanno ponendo la domanda su come innovare i modelli di business e rispondere in maniera sempre più efficace a nuovi bisogni, ma interessa anche grandi gruppi industriali come Google. Queste cinque forme si rivolgono al mercato nel quale operano sia aziende capitalistiche che cercano di massimizzare il loro capitale, sia forme sociali di collaborazione associativa e che grazie all’utilizzo di piattaforme digitali aumentano la connettività e gli scambi sociali. Oggi, il grande ostacolo alla sharing economy riguarda la regolamentazione delle sempre maggiori entrate di grandi colossi aziendali.

Quello che la ricerca svolta da Andrea Rapisardi ha omesso - ma solo per il tempo trascorso dall’inizio dello studio, essendo un processo in continua trasformazione - riguardano le cooperative di comunità. Come ha ben spiegato Carmelo Rollo, “le cooperative di comunità sono un pezzo di innovazione e di sharing perché in essa si da protagonismo alle persone, e l’idea condivisa da una comunità intera ha più probabilità di crescere. Chi ha inventato Uber è una persona che ha condiviso una idea e quella idea è stata promossa grazie anche ai finanziamenti milionari”.

L’evento si è concluso con l’esperienza raccontata da un gruppo di ragazzi - Giuseppe Belvedere, Francesco Schettini e Danilo Colosimo - che da un anno hanno dato vita a Experience, una start-up innovativa che cerca di creare come luogo di condivisione l’appartamento che studenti Erasmus e giovani professionisti occupano momentaneamente. Il progetto inizialmente prevedeva la realizzazione di un network di case private da suggerire agli studenti. Essi hanno pensato di prendere in locazione appartamenti di ampia metratura dove i futuri “inquilini potevano contribuire alla realizzazione e alla co-progettazione degli arredi. Ci siamo inventati questi workshop di auto-costruzione, aiutati da un gruppo di architetti, e chi ha voglia può collaborare alla realizzazione di mobili”, ha chiarito Giuseppe Belvedere. Soluzioni abitative basate sulla condivisione, sull’eco-designer, sulla sostenibilità ambientale e sulla condivisione di spazi e servizi ha consentito a Experience di crescere e di diventare un valido strumento di cooperazione.


[da La Voce del Paese del 23 Aprile]

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