Domenica 21 Luglio 2019
   
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Colori e tradizioni, in festa la comunità Mauriziana

Torre a Mare. Festa Mauriziana front

 

Giovedì 21 Aprile, come ogni anno, la comunità mauriziana di fede Tamil presente a Torre a Mare ha celebrato un rituale religioso tra i più popolari e tradizionali nella cultura dell’India meridionale, il “Thaipoosam Cavadee”, in onore della divinità Muraga. Il mare del piccolo borgo ha fatto da sfondo ai mille colori che caratterizzano il rituale, Indù il quale riesce a ricreare le atmosfere tipiche delle Mauritius attraverso un piacevole inganno sensoriale fatto di profumi, suoni e particolari sfumature cromatiche.

I numerosi mauriziani, da tempo inseriti e perfettamente integrati nel nostro borgo, rivivono fedelmente questo evento mistico che evidenzia quanto questo popolo, pur essendo completamente integrato, voglia mantenere le proprie tradizioni e la propria cultura attraverso l’aggregazione ed una straordinaria apertura verso tutti coloro che vogliano partecipare ed unirsi alla festa.

L’appuntamento per i preparativi è sulla balconata di Cala Fetta, dove i sacerdoti ed i fedeli si incontrano per i primi riti di culto. Tutti indossano abiti tradizionali, tra i quali il shari, tipico abito femminile adornato con fiori e ghirlande. Gli uomini, invece, si applicano lunghi aghi sul corpo e sulle labbra e portano in spalla un grande arco di legno alle cui estremità vengono appesi dei vasi contenenti del latte. Appena pronti, i fedeli iniziano una lunga processione durante la quale le donne eseguono un tradizionale ballo scandendo il tempo con dei bastoni di legno; tutti cantano, accompagnati dalle percussioni e dalle darbuke, mentre gli uomini, assorbiti dalla musica e provati per il dolore provocato dagli aghi, entrano più volte in trance.

Durante tutto il percorso le donne, gli uomini e i bambini camminano a piedi nudi. I canti, i balli, la musica tribale, l’odore degli incensi e lo sforzo fisico dei devoti rendono l’atmosfera frenetica, spettacolare ed emotivamente coinvolgente. Per i Tamil mauriziani tutto questo ha un duplice significato: cioè quello di purificarsi sradicando il male e di soddisfare i propri desideri.

La partecipazione devota al rituale e l’attenzione posta ai particolari testimoniano non solo la complessità culturale di questo popolo, ma anche il loro grado di integrazione, infatti la volontà di mostrare a tutti le proprie tradizioni altro non significa che voglia di farsi conoscere fino a fondo, sviscerando l’intimità della propria fede intrisa di sacrificio e sofferenza.

Rituali di questo genere prevedono lunghi periodi di preparazione spirituale, durante i quali si osservano regole rigide di sobrietà, preghiera ed astinenza, per giungere puri nel corpo e nello spirito al giorno della celebrazione. Ci si deve inoltre astenere dal sesso, e per questa ragione gli uomini dormono sul pavimento; l’alimentazione deve rigorosamente essere a base di frutta e verdura, ed è consentito bere solo acqua e latte.

La processione ha percorso un lungo tragitto all’interno del quartiere, passando da via Giglioli, via Leopardi e via Duca degli Abruzzi, per rientrare nuovamente a Cala Fetta. Non sono mancate le difficoltà logistiche, considerato che era presente un solo Vigile Urbano, il solito nonché unico appiedato eroe che suo malgrado è chiamato dal dovere e dalla divisa a risolvere ogni sorta di situazione.

Nonostante ciò, i fedeli sono giunti a destinazione, dove è avvenuto il momento conclusivo del rituale religioso, cioè la consegna da parte degli uomini dei saumboos di latte nelle mani dei sacerdoti, i quali hanno versato il latte sulla statua di Muraga. Gli uomini si sono sfilati gli aghi dal corpo, mentre le donne hanno continuato le loro ritmiche danze.


[da La Voce del Paese del 23 Aprile]

Torre a Mare. Festa Mauriziana intero

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