Giovedì 22 Agosto 2019
   
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Tommy Terrafino arriva sul palco di “Made in Sud”. FOTO

Noicattaro. Tommy Terrafino front

 

“Non si sceglie di diventare comici, ma è la comicità che sceglie te”. Queste le parole di Tommy Terrafino, il cabarettista nojano - vincitore della 18^ edizione del Festival del Cabaret di Martina Franca - quando gli è stato chiesto come fosse cominciata la sua avventura di comico, avventura che oggi è per lui un lavoro a tempo pieno. Far ridere non è semplice come può sembrare agli occhi degli spettatori, ma è frutto di un lavoro di scrittura costante ed intenso; è una qualità che - come tutte - va affinata e allenata.

Ai nostri microfoni, Terrafino spiega cosa c’è dietro il lavoro di un comico professionista e di come procede la sua esperienza nel famoso programma televisivo in onda su Rai 2, Made in Sud.

Come è arrivato agli Studi Rai di Napoli? Da chi è stato contattato?

Un anno fa sono stato contattato dagli autori di un programma in onda su La7 che si chiamava “Il boss dei comici”. Dopo due puntate mi è stata avanzata la possibilità di partecipare al programma. Per alcuni mesi mi sono esibito con altri comici presso lo storico locale di Made in Sud, il teatro TAM di Napoli, dove ho proposto le mie idee che sono state fortunatamente apprezzate dagli autori, e dopo poco sono stato inserito nel show televisivo. In realtà la convocazione al programma viene fatta settimana per settimana. Ogni volta si presenta il proprio pezzo agli autori, e sono loro a comunicare l’esito, apportando eventuali modifiche ai copioni.

Quanto tempo impiega a scrivere il copione della sua performance?

L’errore che spesso fa chi guarda il programma da casa, è quello di pensare che tutto sia frutto della bravura del cabarettista e della sua capacità di improvvisare. In realtà non è così: dietro soli tre minuti di esibizione ci sono giorni di lavoro di scrittura da parte del comico e degli autori. Inoltre i temi da trattare si scelgono in modo accurato, non si trattano temi di politica e si presta attenzione a non essere offensivi.

Quali temi tratta nella sua esibizione sul palco di Made in Sud?

Recito la parte di un “vegano costretto”, che poi non si tratta di recitazione vera e propria dal momento che, forse non ci crederete, mia moglie è davvero vegana e abito in una casa eco-compatibile in periferia. Una sorta di autobiografia insomma.

Quanto è importante il sostegno della sua famiglia in questa nuova esperienza lavorativa?

Quando sono tornato a casa, dopo aver girato la prima puntata, una delle mie bambine mi ha detto: papà, sei stato veramente bravo. Il calore del pubblico è una cosa bellissima, ma quello della famiglia è tutto. Il lavoro mi prende tanto, e per questo sono fuori diversi giorni a settimana, ma ben venga questa stanchezza se deriva dal mestiere che ho scelto di fare, ben venga se rende fiera di me la mia famiglia.

Ha dei progetti futuri o per adesso si concentra solo su le esibizioni a Made in Sud?

Sicuramente Made In Sud mi sta dando tantissime soddisfazioni, nonché la possibilità di sperimentare per la prima volta la diretta e di essere visto su scala nazionale, ma per la stagione estiva ho già in programma uno show tutto mio con una band e la partecipazione di alcuni ospiti. In anteprima posso svelarvi che ho insistito affinché una delle date si faccia proprio a Noicattaro.


[da La Voce del Paese del 23 Aprile]

Qui alcune foto

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