Lunedì 21 Gennaio 2019
   
Text Size

Alla Pende va in scena lo spettacolo “Caro Diario…ti scrivo”

Noicattaro. Rappresentazione scuola media Pende front

 

Lo scorso venerdì 29 Aprile, l’auditorium della scuola media statale “Pende” di Noicattaro ha presentato l’evento “Caro diario…ti scrivo”, dove i ragazzi della II D, coordinati dalla prof.ssa Anna Vavalle, hanno inscenato dei brevi monologhi ispirati dalla lettura di alcuni libri, pagine di diario famose e non, oltre a delle pagine proprie di ciascuno di loro. È così stato possibile assistere alla presentazione del diario di una scarpa, di un calciatore, di un calzino, di Anna Frank e via discorrendo. Come afferma la stessa prof.ssa Vavalle, l’incontro nasce da un progetto sul diario personale, dove si è pensato di procedere a una lettura espressiva. Lo scopo è la innanzitutto la conoscenza di sé, quindi l’autostima e la motivazione, oltre che la diffusione della cultura del teatro, la quale deve costituire parte integrante dell’attività curriculare. Qui di seguito riportiamo le dichiarazioni rilasciate dal Dirigente Scolastico, prof.ssa Rosaria Giannini D’Ursi, poco prima dello spettacolo.

Come nasce questo evento?

Questo incontro nasce poiché i ragazzi della II D hanno messo su una performance dal titolo molto forte. Ci hanno lavorato su, per infine arrivare al loro diario, alle loro sensazioni ed emozioni. Sono molto curiosa di ascoltarli in modo da udire le loro cose, i loro bisogni e le loro esigenze in questa che è un’età particolare, un po’ difficile. Attraverso questo lavoro, i ragazzi hanno la possibilità di dire bene come la pensano, di parlare di sé sotto questa forma artistica un po’ più distante da loro, sebbene siano proprio loro a stare dietro a tutto questo.

È pensabile che i ragazzi affermino la verità o si ispirino piuttosto alla fantasia?

Penso che fra le righe si troveranno anche le loro verità e, in tal modo, potremo conoscere meglio il loro mondo che a volte nascondono, aiutandoli a conoscere le loro aspettative. Noi, come scuola, insieme alla famiglia, possiamo fare qualcosa per consentire che queste aspettative possano poi realizzarsi, poiché a volte ci sono degli incidenti di percorso, dove magari i ragazzi possono avere delle delusioni. Quindi far loro comprendere che noi come scuola ci siamo e siamo ben felici di vederli all’opera.

È stata dunque usata la forma della rappresentazione teatrale per tirar fuori la loro più profonda intimità?

Sì, anche. Sappiamo benissimo il gioco del teatro qual è: il ragazzo si nasconde dietro una maschera affermando poi delle cose che, in fondo, manifestano il proprio io. Abbiamo bisogno di conoscere sempre meglio e più a fondo le diverse problematiche, in quanto non possiamo permetterci il lusso di sbagliare con loro in quest’età particolare. Più noi sappiamo di loro, sotto l’aspetto scolastico e interiore, più possiamo aiutarli nell’aprire le tante finestre e scoprire il mondo che li circonda per, in definitiva, misurarsi con questa realtà.

Come è stata accolta questa iniziativa dai ragazzi?

Sono stati felicissimi, impegnandosi a fondo anche per sopperire agli impegni strettamente scolastici. L’importante è che capiscano che la scuola è sempre pronta a sostenerli e a dare loro la possibilità di esprimersi.

Cosa vi aspettate dalla presente rappresentazione?

Che, oltre all’aspetto teatrale, i ragazzi si innamorino sempre più della scuola. Il nostro obiettivo è che abbiano fiducia nella scuola e, tal fine, dobbiamo sfruttare tutte le possibilità che ci propongono.

Cosa direbbe alle famiglie dei ragazzi?

Devo sicuramente ringraziarle per la collaborazione, in quanto si sono dimostrate molto disponibili. È senz’altro questo un momento in cui si rinforza anche il connubio, il rapporto, la collaborazione tra scuola e famiglia.

Eventi come questo maggiorano il prestigio di una scuola...

Sì, certo. La scuola non è solo leggere, scrivere e fare i compiti, ma anche utilizzare linguaggi non verbali e offrire a tutti le giuste opportunità, tanto a chi eccelle in alcune discipline, tanto a chi eccelle nello sport, dove, in ogni caso, i ragazzi devono poter mettere in gioco se stessi. Abbiamo da anni un laboratorio teatrale al quale ci dedichiamo in orario extra-scolastico. È un laboratorio eterogeneo che impegna i ragazzi di tutte e tre le classi, il quale ben dimostra la presenza di questa passione nel DNA della scuola Pende. Abbiamo nel tempo ottenuto diversi riconoscimenti e ci fa estremamente piacere che questo lavoro vada a integrarsi col nostro preesistente, in quanto la scuola è aperta a tutte le possibilità.

Un invito e un incoraggiamento a distanza per i ragazzi...

Quello di continuare sempre su questa strada: l’impegno è bello perché poi arrivano le gratificazioni e le incentivazioni.


[da La Voce del Paese del 7 Maggio]

Qui tutte le foto

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI