Martedì 22 Gennaio 2019
   
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“Pascoli-Parchitello”, gli alunni in scena per reclamare i propri diritti

Noicattaro. Rappresentazione scuola primaria Parchitello front

 

Chapeau! Sono bastate 21 ore, dalla prima lettura del copione alle prove generali, per portare in scena “Alice nel Paese dei Diritti dei Bambini”. Una vera e propria rappresentazione teatrale basata sull’omonimo libro che, ispirandosi alla più famosa favola di Carroll, pone l’attenzione sul tema dei diritti. Protagonisti gli alunni della 4^A della scuola primaria “Parchitello”, che lo scorso 3 Maggio nel teatro della scuola secondaria di 1° grado “Pascoli” hanno dato vita a un piccolo grande successo.

Il Dirigente Scolastico, prof.ssa Daniela Menga, con la collaborazione dei genitori - che hanno rinunciato a parte del budget destinato alla gita scolastica per investirlo in questo progetto - delle insegnanti Angela Troiani, Giovanna Liturri, Ilaria Mirizzi e Lucia Saponaro, dell’operatrice di Servizio Civile Graziana Anelli e col prezioso supporto tecnico di Elisabetta Puliero - insegnante di canto e recitazione presso l’associazione “Primi Applausi”, promotrice dell’iniziativa - hanno con entusiasmo offerto questa opportunità ai piccoli attori.

La rappresentazione, aperta ai genitori, ha visto protagonisti 25 alunni, quasi tutti alla prima esperienza teatrale. Durata complessivamente circa un’ora, con rapidi e ordinati cambi di scena, solo poche volte ha lasciato trasparire l’emozione dell’esordio. La trama si è sviluppata liscia fino al meritato scrosciante applauso del pubblico orgoglioso. Reazione del tutto giustificata. L’eterogeneità del gruppo infatti è stata amalgamata con sapienza, al punto che non c’è la possibilità di sceglierne uno o una tra i tanti da citare ad esempio. E non c’è abbastanza spazio per citarli tutti.

Parlando dell’esperienza con le insegnanti, visibilmente soddisfatte dell’esito, Angela Troiani prende la parola e interviene definendo il motore che spinge questo genere di iniziative, ovvero la necessità che l’ascolto non sia solamente una questione sensoriale. Ad essa deve seguire una intima assimilazione, a livello spirituale, che renda consapevoli di quello che si acquisisce con le orecchie per poterlo fare proprio.

La naturalezza e la determinazione con cui i piccoli attori hanno affrontato temi così delicati, sono state la conferma che questo traguardo è stato raggiunto. E non nelle 21 ore di laboratorio. Ma con un approccio interdisciplinare e trasversale che ha permesso alle insegnanti di stimolare una particolare sensibilità ai temi trattati. Dal diritto ad avere una famiglia al diritto alla protezione. Dal diritto all’istruzione al diritto alla diversità. Dal diritto alla salute al diritto ad essere ascoltati. Diritto, quest’ultimo, che è stato reclamato a gran voce. Perchè se è vero che la famiglia, la scuola, la società hanno il compito di educare le future generazioni, è lì che spesso vengono creati i pregiudizi e le stereotipizzazioni. Quindi, talvolta, sarebbe utile guardare il mondo coi loro occhi, ingenui scopritori nella diversità dell’altro di una risorsa. Ma seppur promotori della eterofillia, la possibilità di trovare foglie di forme differenti sulla stessa pianta, restano fermi nel considerare imprescindibili le regole, radici e linfa della società finché sono uguali per tutti. Non c’è stato il bisogno, infatti, di contrapporre ai diritti i doveri perchè, come ribadiscono le insegnanti, se avranno ben acquisito il concetto e la necessità di diritti, non ci sarà bisogno di spiegare loro perchè sia necessario garantirli a chi verrà dopo.

Le insegnanti e il Dirigente ringraziano l’associazione “Primi Applausi”, che intanto è disponibile con corsi di livello avanzato per i bambini che volessero parteciparvi, e auspicano che questa prima esperienza possa ripetersi perchè, come dice ancora la Troiani col supporto delle colleghe, “questo non può ritenersi un obiettivo raggiunto bensì un ben augurante germoglio di un seme che è stato da poco instillato. E ci vorrà costanza e dedizione perchè porti a maturazione dei frutti”. E noi non possiamo che augurare e augurarci che questo non sia solo l’inizio.


[da La Voce del Paese del 7 Maggio]

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