Martedì 15 Ottobre 2019
   
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Oloturie, il nuovo business del mare colpisce anche noi

Torre a Mare. Sequestro cetrioli marini front

 

Anche Torre a Mare sembra essere coinvolta in un illecito traffico di oloturie, più comunemente conosciuti con il nome di “cetrioli di mare”. Si tratta di una classe di Echinodermi, diffusi sui fondali marini di tutto il mondo e caratterizzati da un corpo cilindrico allungato; il nome comune di questi organismi bentonici deriva dalla loro morfologia simile all’ortaggio.

Diversi testimoni hanno constatato la presenza di contrabbandieri intenti a pescare le oloturie, senza alcuna autorizzazione, in prossimità del porto, incuranti del fatto che anche questa specie rischia ormai l’estinzione. Ogni mattina un furgone carica tonnellate di cetrioli di mare, catturati da gente senza scrupoli. Il tutto accade sotto gli occhi di tutti. I pescatori utilizzano i cetrioli di mare come esca e sono ben attenti dal catturarne quantità esagerate, in quanto le oloturie costituiscono il primo nutrimento per la crescita delle specie marine.

Questo è un problema a livello globale derivante dalle speculazioni messe in atto per rifornire di cibi prelibati le tavole esclusive della ristorazione cinese, cui si deve anche la strage di squali uccisi per essere privati solo delle loro pinne, problema che inizia a riguardare anche le nostre acque.

È di circa un mese fa la notizia del sequestro di 22 tonnellate di oloturie, dirette in Grecia, dove sarebbero state lavorate per poi essere spedite ad Hong Kong. Il sequestro è avvenuto a Brindisi, da parte del Nucleo Ispettivo del 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari e della Capitaneria di Porto di Brindisi, come risultato di una lunga serie di indagini sul traffico e sulla pesca illegale di questa specie.

Le indagini condotte hanno riscontrato l’enorme valore del prodotto il quale, una volta essiccato, può essere venduto ad un prezzo che va dai 10 ai 600 dollari al chilo. Si tratta quindi di affari d’oro che, come solitamente accade, finiscono nelle mani di spietati speculatori.

L’oloturia ha un ruolo fondamentale nell’equilibrio degli ecosistemi marini dove è presente, infatti il suo compito è quello di riciclare le scorie dei fondali per garantire la sopravvivenza di altre specie, e in modo particolare gioca un ruolo importante nella pulizia delle praterie di posidonia oceanica nel caso dei nostri mari.

Attualmente sono in corso delle petizioni per salvare il “cetriolo di mare”, volte a vietarne la pesca e a Manduria, nel tarantino, si è costituito un comitato che si è rivolto espressamente al Ministero dell’Ambiente e al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per chiedere espressamente che si prendano seri provvedimenti in materia, proponendo che si realizzino degli allevamenti per consentire così una pesca controllata.

Torre a Mare in questo caso si impegna a tenere sotto controllo il fenomeno, denunciando alle autorità preposte ulteriori episodi di pesca illegale e invitando i cittadini a prestare maggiormente attenzione al fenomeno in modo da arginare il problema e ridurre i danni nell’interesse comune, che è quello di preservare il proprio patrimonio biologico.


[da La Voce del Paese del 7 Maggio]

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