Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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Roberto Sorino e la sua passione per il pianoforte

Noicattaro. Roberto Sorino front

 

Seduto con le gambe distese, lo sguardo disincantato e il sorriso da furbetto, tipico dei ragazzi della sua età. È stato questo il modo in cui Roberto Sorino, giovane artista nojano residente a Bitritto (Ba), ci ha accolto pochi giorni dopo aver conseguito il primo premio assoluto al Concorso Internazionale Musicale “Mediterraneo”, tenutosi nella città di Sannicandro di Bari, presso il Castello Normanno Svevo, dal 22 al 25 Aprile scorso.

Avvicinatosi in punta di piedi alla musica all’età di 6 anni, per volere dei genitori e dei nonni paterni i quali hanno alle spalle una lunga tradizione musicale, Roberto è cresciuto in un contesto dove la musica gli ha fatto da culla. Ma non sempre il suo percorso musicale è stato roseo. All’età di 5-6 anni ha incominciato a prendere lezioni private di pianoforte presso l’abitazione di un insegnante “solo per accontentare il volere di mio padre”, ci dice sorridendo. Ma col passare del tempo e le difficoltà iniziali, Roberto decide di accantonare lo studio; decisione che dura per poco tempo, scoprendo che la passione per il pianoforte è la sua vera strada. “Se la musica non mi fosse piaciuta avrei smesso da tempo. All’inizio del mio percorso, proprio quando stavo per smettere perché non riuscivo a trovare la giusta concentrazione nello studio, mi resi conto che infondo la musica mi piaceva”, ci dice.

Virtuoso è l’aggettivo che meglio descrive le qualità artistiche di Roberto Sorino. Viene identificato come “orecchio assoluto” per la sua capacità nel riconoscere le note senza l’ausilio del suo di riferimento. Dote che possedeva ancor prima di affacciarsi al mondo della musica, forgiando il suo talento, raccontandolo con la spensieratezza dei suoi 14 anni in questa intervista.

Raccontaci gli esordi tuo percorso musicale...

Ho iniziato a studiare pianoforte per quattro anni con una professoressa che impartiva lezioni private. Ma la cosa mi pesava e incominciavo a non studiare più con piacere; notavo che l’entusiasmo iniziale si stava affievolendo. Decisi quindi di iscrivermi a “Nuove Armonie”, un’associazione musicale di Bitritto, frequentandola per tre anni. Con il passaggio alla scuola media e scegliendo come indirizzo quello musicale, il maestro che mi seguiva in associazione mi consigliò di seguire l’insegnamento di un solo maestro e per queste ragioni decisi di lasciare “Nuove Armonie”. È grazie al mio nuovo insegnante, che ha visto in me qualità che io stesso non pensavo di avere, o forse non ci credevo abbastanza, se ho deciso di partecipare ai concorsi.

Una scoperta che ha accresciuto in te la voglia di crederci e di imparare...

Esattamente. Ricordo un episodio avvenuto in prima media, nel quale Mirko Signorile, pianista pugliese, sostenne una lezione di jazz. Notando una certa inclinazione verso questa forma musicale e nel riuscire a tenere il tempo, la mia professoressa Giovanna Carone mi ha consigliato di iscrivermi al Conservatorio, all’indirizzo jazz. Purtroppo l’accesso richiede particolari prerequisiti e per queste ragioni ho deciso di continuare il mio percorso musicale con il maestro Signorile, in modo da perfezionare la mia tecnica.

Com’è stato partecipare al tuo primo concorso?

Il primo Concorso Nazionale a cui ho partecipato è stato a Valenzano, in una piccola Chiesa. C’erano 27 persone che gareggiavano. Ero molto emozionato, essendo il primo concorso a cui partecipavo. Il pianoforte a disposizione era un po’ più pesante rispetto a quello sul quale mi esercito abitualmente. Nonostante la tensione, sono riuscito a classificarmi primo assoluto. Nel 2015, invece, ho partecipato al Concorso Internazionale Musicale “Mediterraneo” arrivando al primo posto ex aequo. Quest’anno ho partecipato al medesimo concorso, aggiudicandomi il primo premio assoluto. È stata una gioia immensa riuscire a vincere il primo premio assoluto. Non è stata una sfida con gli altri concorrenti, ma volevo dimostrare a me stesso che potevo farcela. Riuscire ad aggiudicarmi il primo premio assoluto nella mia sezione è stato per me e per i miei cari motivo di orgoglio.

Quali brani hai presentato al Concorso “Mediterraneo” 2016?

“Nuvole Bianche” del compositore contemporaneo Ludovico Einaudi, e “Firth Of Fifht” dei Genesis. Quest’ultima è l’introduzione improvvisata da un componente del gruppo; una sorta di arrangiamento che successivamente è diventato uno spartito. Quando ho incominciato a suonarla i giudici si sono meravigliati, essendo un brano molto difficile da interpretare. Oltre a “Nuvole Bianche” ho presentato “I Giorni” e “In un’altra vita”, entrambe opere di Einaudi.

Con che spirito affronti le gare?

Ogni volta che partecipo ad un concorso incomincio a dimenticarmi le note. Le mani, tuttavia, hanno una memoria, e non appena si appoggiano sulla tastiera, tutto prende la giusta piega. A volte quando faccio i concerti e ci sono tante persone, la gamba sulla quale appoggio il pedale che serve per allungare il suono delle note, incomincia a tremarmi dall’emozione. Lo stesso mi capita quando partecipo ai concorsi. Ma una volta che incomincio a suonare, mi lascio trasportare dalla musica e la tensione si allenta.

Qual è l’opera musicale che più ti piace suonare?

“Nuvole bianche” di Einaudi è un brano che mi emoziona quando lo suono, perché è come se mi assentassi momentaneamente dal contesto in cui mi trovo. Non penso alle note; le mani suonano per me, mentre io viaggio con la mente. Tuttavia, anche se suono il pianoforte, la musica che più prediligo ascoltare è il rap. Sembra strano ma è così.

Quali sono le tue ambizioni?

Nel prossimo anno accademico frequenterò il Liceo Scientifico “G. Salvemini”, indirizzo tablet. Mi piace molto l’aritmetica e, anche se non ho spiccate doti in matematica, ho promesso a me stesso che mi impegnerò a fondo in questa materia. In futuro vorrei trovare un lavoro coerente con il mio percorso di studi e con la musica, e continuare a praticare la capoeira. È una arte marziale brasiliana che pratico da tre anni. È la mia valvola di sfogo; dopo la musica è la seconda disciplina che mi fa volare in alto.


[da La Voce del Paese del 7 Maggio]

Noicattaro. Roberto Sorino intero

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