Domenica 20 Gennaio 2019
   
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Globalart, bi-personale di Mario Carone e Cleto Albi

Noicattaro. Bi-personale Globalart front

 

È stata inaugurata venerdì 6 Maggio, presso la Galleria di Arte Contemporanea Globalart di Noicattaro, la bi-personale di Mario Carone e Cleto Albi, vincitori del terzo premio ex aequo del Concorso “Il Narcisismo e L’incapacità di Amare. Il piacere di amare fino a confondersi”.

Nonostante la condivisione dello stesso spazio messo a disposizione dalla dott.ssa Rosa Didonna - art director Globalart - non vi è stata contaminazione tra le due personali, se non il dialogo e il confronto tra le diverse discipline. Mario Carone, barese di nascita, ha sempre nutrito sin da adolescente la passione per l’arte. La sua formazione scolastica prettamente tecnica non gli ha impedito di inserirsi nell’ambiente artistico inizialmente come musicista prima, poi come pittore e scultore. “Con l’avvento dell’informatica mi sono appassionato al digitale, con elaborazioni di grafica pubblicitaria e artistica che mi hanno appassionato sempre più”, ha detto Mario Carone. “Le mie opere si ispirano molto ai testi musicali, dando un concetto profondo al testo e all’immagine che i testi delle canzoni richiamano”.

Il critico d’arte, dott. Giovanni Masiello - laureato in Arte Contemporanea, ha lavorato presso una Galleria di Firenze e girato l’Italia per un collezionismo di alto livello - è stato chiamato per analizzare le opere presentate da Carone, il quale ha avuto come punto di riferimento il nome che l’artista ha voluto dare alla sua mostra: Percettibilità. Il termine percettibilità spiega la capacità dell’occhio umano di sfruttare i sensi e percepire un oggetto; sfruttare la vista in primis e successivamente tutti e cinque i sensi per percepire l’oggetto in questione. “Nella percezione di un oggetto o di un suono rientrano sempre due elementi: l’oggetto da percepire e la superficie che lo contiene. Tra superficie ed oggetto deve esistere un forte contrasto. È stato interessante partire da questo perché nelle opere di Mario Carone c’è questo forte contrasto tra quello che è il fondo quasi sempre fotografico e poi quello che troviamo in superficie, che è la sua rielaborazione digitale”, ha chiarito Masiello.

Nelle opere dell’artista barese si scopre una unione di diversi linguaggi artistici che vanno da una pittura nella quale si riscontra un uso abbondante di contrasti e di colori, a immagini multimediali e musicali. Pop art e dinamismo sono le correnti artistiche nelle quali le opere di Mario Carone si inseriscono. Il soggetto è il colore che segue un movimento.

Di tutt’altro avviso, invece, sono le opere presentate da Cleto Albi. Originario di Bitonto, Albi ha da sempre amato l’arte nonostante - anch’egli come Mario Carone - ha alle spalle un percorso di studi differenti dal mondo artistico. “Circa 15-20 anni fa, ho iniziato a comporre delle forme che si intersecavano fra di loro utilizzando semplici fogli di carta”, ha detto Albi. “Ho iniziato a frequentare un corso di pittura e studiato la tecnica della pittura acrilica, e invece di utilizzare i fogli di carta ho incominciato a utilizzare la pittura, creando comunque forme che dovevano contenere un significato. Per renderle più reali, ho iniziato ad applicare degli oggetti sulla tela per rafforzare il significato che volevo trasmettere attraverso l’opera”.

L’analisi critica promossa dalla dott.ssa Sabrina Delliturri - laureata in Storia dell’Arte Contemporanea, curatore indipendente e critico d’arte - sull’operato di Cleto Albi, ha inciso sull’assenza di una corrente artistica in particolare. Tuttavia la personale di Albi dal tema “Narcisismo musicale” racchiude una serie di correnti: cubismo, surrealismo e molti altri. “Riscontriamo diversi richiami che vanno dal simbolismo fino ad arrivare all’astrattismo. Questa non contaminazione può essere una linea guida del suo operato perché non è un’opera a comunicare ma un percorso di opere”, ha chiosato Delliturri. “L’altra costante che troviamo nella personale di Cleto Albi è l’ambiguità nella simbologia. Si tratta di pitto-scultura che è una corrente artistica non ancora entrata a pieno titolo poiché non ancora contemplata nella storia delle storie dell’arte. Una corrente nuova che nasce a metà strada tra la tela bidimensionale e l’installazione. La pitto-scultura amalgama le due grammatiche, avendo una figurazione di fondo e un rilievo apportato sulla tela”.

Ultimo appunto che il critico d’arte apporta nella sua analisi è l’ambiguità delle opere che “hanno sempre una doppia lettura: da una parte figurativa e di richiamo ad un concetto artistico, e dall’altra di ironia. Lì dove manca l’ironia c’è comunque la critica sociale; un cenno contemporaneo di taglio attuale a quelle che sono delle condizioni presenti che possono essere di richiamo sociale, storico e politico”.

Durante la bi-personale i poeti Bruno Aurisicchio e Diego Iurilli, con la partecipazione del prof. Vito Giuss Potenza, hanno intrattenuto gli ospiti presenti con la lettura di poesie tratte dai loro libri. Anche la poesia, come la pittura, è un’opera d’arte che nasce da un contesto di immaginazione nonché di rappresentazione da parte del poeta. La poesia ha il compito di dare a chi ascolta un’emozione simile a quella trasmessa attraverso la visione di un dipinto. Le musiche degli artisti Nick Reale, Carlo Stragapede e Jumping The Hole, presentati da Amalia Perrone, hanno fatto da cornice a questa bi-personale, chiusa da sensuali passi di tango danzati da Titti Schirone.


[da La Voce del Paese del 14 Maggio]

Noicattaro. Bi-personale Globalart intero

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