Domenica 25 Agosto 2019
   
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Caporalato, più controlli. Il Governo attiva una task force

Noicattaro. Lavoro in campagna front

 

Le ultime inquietanti vicende riguardanti il maltrattamento degli operai che lavoravano in campagna ha acceso un faro sulla questione. Ricorderete l’ultimo caso, riportato anche su queste pagine, smascherato dai Carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana (Brindisi), che si è conclusa con l’arresto di una donna di 45 anni e di suo figlio di 29 anni, oltre all’emissione di un provvedimento di obbligo di dimora nei confronti di una terza complice, una donna originaria della Romania. Secondo le indagini, i tre ogni giorno portavano operai in un’azienda agricola di Noicattaro che si occupa della raccolta e confezionamento in cassette dell’uva. Partenza alle 4 di mattina da Villa Castelli (Brindisi) con due furgoni da nove posti e un’auto. In ogni pulmino facevano entrare anche 17 persone, in auto 6. Gli sfortunati lavoratori erano costretti ad un tragitto di un’ora e mezzo, e che chi non trovava un posto a sedere restava nel bagagliaio. Lavoravano dalle 6 del mattino fino alle ore 19 e a volte anche fino alle ore 22, con due sole pause. Con una paga di appena 30 euro. Una caso di sfruttamento delle persone e della dignità lavorativa ai limiti della decenza.

Per combattere il caporalato, il Governo sta attivando una task force nelle 15 zone più a rischio individuate nella penisola. Lo ha annunciato all’Ansa il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina: “In vista della stagione di raccolta, con il Ministro Giuliano Poletti stiamo lavorando al rafforzamento dei controlli a partire da 15 territori prioritari. Tra le azioni è prevista l’attivazione di task force composte da ispettori del Lavoro e supportate da Carabinieri e Corpo Forestale, con un significativo aumento di uomini e mezzi impiegati nel controllo delle nostre campagne”.

L’obiettivo dell’operazione “è quello di incrementare ancora le verifiche, che lo scorso anno sono aumentate di oltre il 50%, tutelando la salute e la dignità dei lavoratori. Un’iniziativa incisiva che salvaguarda anche le aziende in regola che subiscono la concorrenza sleale di chi infrange la legge. Non è ammissibile nessuna forma di sfruttamento per questo vogliamo continuare ad alzare il livello di contrasto”. Un passo necessario prima di approvare in Senato la legge sul caporalato, già in discussione: “Avere più strumenti penali e rafforzare la nostra rete del lavoro agricolo di qualità è un passaggio fondamentale”.

Dello stesso parere è Stefano Bassi, presidente dell’Associazione Cooperative di Consumatori a marchio Coop (Ancc-Coop): “Siamo assolutamente favorevoli a tutto ciò che faciliti la lotta a un fenomeno criminale come è il caporalato, e nessun intervento ci sembra di troppo”, asserisce Bassi. “Noi svolgiamo la nostra parte e possiamo anche funzionare da apripista - precisa Bassi - ma Coop non può essere sola su un tema che è per sua stessa complessità demandato a un controllo da parte delle istituzioni pubbliche. Solo costruendo una rete fra azioni singole e interventi dello Stato si potranno ottenere i risultati attesi”.


[da La Voce del Paese del 14 Maggio]

Commenti 

 
#2 Funziona Così 2016-05-18 14:34
Annosa questione. Sarà mai sgominato quanto è ormai radicato nella cultura di ognuno, tanto da essere considerato un fatto assolutamente normale? ono gli sfruttati in primis a non rendersi conto della loro condizione (di sfruttati appunto) ritenendo il tutto "dovuto" e normale", sulla base della regola "funziona così". E allora, finché si permette a certi signori di gestire caporali, voucher, finte giornate lavorative e quant'altro, difficilmente cambierà qualcosa nel cmune pensare.
 
 
#1 Io non Voto 2016-05-17 14:45
Cosa aspettano a mandare gli ispettori anticaporalato a Noicattaro?
A fine mese inizia la giostra dei pullman e macchine di caporali che portano persone all'acinino facendosi pagare a nero dai 3 ai 5 euro al giorno.
 

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