Lunedì 21 Ottobre 2019
   
Text Size

Carabinieri alla “Pascoli”, per la cultura della legalità

Noicattaro. Carabinieri alla Pascoli front

 

Giovedì 12 Maggio la scuola media “Pascoli” ha tenuto un incontro mirato alla promozione della cultura della legalità, presenziato per l’occasione da alcuni esponenti del Comando dei Carabinieri di Triggiano, nello specifico il Comandante della Compagnia, Capitano Piergiorgio Rosa, con al suo seguito il Maresciallo Vittorio Doria, della Stazione di Noicattaro.

Come afferma il Dirigente Scolastico, prof.ssa Daniela Menga, tenuto conto della locale situazione non priva di furti e atti di vandalismo, si è ritenuto opportuno offrire ai ragazzi la presente opportunità, coinvolgendo gli alunni di seconda media e i rappresentanti delle restanti classi in virtù della presenza del Consiglio d’Istituto dei ragazzi. L’incontro, inquadrato nel più ampio progetto “Cultura della Legalità” e finalizzato alla crescita dell’intera popolazione, è divenuto possibile grazie all’intesa tra Ufficio Scolastico Regionale e Arma di Polizia e dei Carabinieri.

Previa una breve presentazione dell’Arma dei Carabinieri (struttura, organizzazione, finalità, percorsi), il già menzionato Capitano Rosa entra nel vivo della trattazione affrontando l’iniziale tema del bullismo. Il relatore ricorda trattarsi di una tematica subdola poco riconosciuta dai giovani, i quali si vergognano addirittura di ammettere l’esistenza del problema confidando che rimanga distante da loro, sebbene si insinui oggi in tutte le realtà. Come egli stesso ricorda, le forme di estrinsecazione del bullismo sono molteplici, non riguardando unicamente il ragazzino picchiato dal branco: la forza e il coraggio di riconoscerlo derivano non solo dalla consapevolezza del singolo, ma dalla collaborazione dell’intera classe, del gruppo e della comunità tutta. Prima del punto di non ritorno, esistono una serie di passaggi. Il bullismo consiste essenzialmente nell’isolare una persona: si inizia con uno spintone o un insulto per finire poi col non considerarla.

Sebbene molti adulti ritengano si tratti di un qualcosa di trascurabile (ragione per cui tali comportamenti continuano a diffondersi), tutto quello che risulta nocivo nei confronti di un’altra persona non può essere affatto considerato una ragazzata. Ad amplificare il tutto, interviene l’indifferenza di chi non è vittima di bullismo, dove si riscontra la tendenza a non schierarsi per timore di essere vittima di bullismo a propria volta. Paradossalmente, è la stessa vittima di bullismo a vergognarsi in prima persona, credendo di essere egli stesso la causa del problema e finendo per colpevolizzarsi oltremisura. Questo succede quando la collettività abbandona queste persone: star loro vicini mostrando un semplice gesto di affetto quale una pacca sulla spalla, può sicuramente contribuire ad alleviare di molto il problema. Se si lascia correre oggi, il rischio è che l’omertà prosegua anche in futuro, non muovendo un dito se si dovessero ascoltare rumori sospetti nell’appartamento accanto o se malauguratamente si dovesse assistere a degli episodi delittuosi. Se oggi si ha paura del capobranco, domani si avrà paura di chi spadroneggia in paese.

Il chiamato a relazionare chiude l’argomento con un breve accenno al “cyberbullismo”, il quale avviene solitamente tra un adulto e un minorenne o, semplicemente, tra coetanei.

Lo stesso relatore affronta poi dal punto di vista legale il delicato tema delle sostanze stupefacenti, quali marijuana, hashish e quant’altro. Essere trovati in possesso di queste sostanze anche per solo uso personale - ricorda - non costituisce reato, ma un illecito, col serio rischio di essere condotti in Caserma e, in caso di atteggiamento continuativo, di essere segnalati al Prefetto. Quest’ultimo, dovendo agire a tutela della collettività, si preoccuperà di inserire il minore in una struttura apposita e provvedere al suo percorso formativo. Al pari delle sostanze alcoliche - conclude - quelle stupefacenti possono modificare la percezione della realtà, costituendo il mezzo più probabile per nuocere a se stessi e agli altri: si pensi ad esempio alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe varie. L’obiettivo finale della legge, pertanto, è sempre quello di intervenire a tutela della collettività.


[da La Voce del Paese del 14 Maggio]

Noicattaro. Carabinieri alla Pascoli intero

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI