Martedì 17 Settembre 2019
   
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“Primavera di Legalità”, la Pende dice no alle mafie

Noicattaro. Primavera di Legalità alla Pende front

 

“We forward in this generation triumphantly. All I ever had, is songs of freedom. Won’t you help to sing, these songs of freedom?” Si conclude sulle note di Redemption Song il viaggio cominciato con le ali del gabbiano Livingstone, spinto dal vento della legalità figlia della libertà. Le protagoniste di questo viaggio metaforico sono giunte invece in auto, dalla Sicilia.

Venerdì 6 Maggio, presso l’auditorium “Falcone-Borsellino” della scuola secondaria di primo grado “N. Pende”, si è svolta la prima di una serie di eventi che andranno a comporre la “Primavera di Legalità”, “un progetto mirato a sensibilizzare gli alunni ai temi della legalità democratica e all’impegno per la costruzione di una società libera dalla violenza e dalle mafie”. Così descrive l‘iniziativa Maria Teresa Tomasino, docente presso l’istituto. Citando il film “I 100 passi”, che racconta la storia di Peppino Impastato, vittima di mafia per essersi ribellato alle mafie, pensa all’amore per la bellezza come viatico contro le mafie. Parole belle, di buone speranze, ma che possono scontrarsi col duro volto della realtà. Purtroppo piena di casi di violenza, repressione, privazione dei diritti, corruzione, ricatti. In una sola parola, mafia. Perchè di questo si tratta.

Lo scopo di questo progetto è quello di rendere consapevoli i giovani alunni del fatto che la mafia non è fatta solo di bombe e attentati. Non è solo il politico corrotto. Non è solo l’appalto pilotato. Non esiste solo lontano da noi. La mafia esiste e ci circonda nei piccoli gesti che limitano l’integrazione, che mirano ad offendere, che mirano ad appropriarsi di ciò che spetterebbe di diritto ad altri.

Per rafforzare l’impegno profuso dal corpo docenti nel dare un quotidiano esempio di integrità agli alunni, sottolinea la Tomasino l’importanza del ruolo della testimonianza diretta delle persone coinvolte, la collaborazione tra l’Associazione Antimafie Rita Atria (nata in provincia di Messina dall’iniziativa di Nadia Furnari e Santina Latella) e ImmaginArte (fondata dall’attrice/regista siciliana Stefania Mulè, che ha tra i suoi scopi quello di abbattere le frontiere sociali attraverso l’arte) ha portato a Noicattaro “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”. Nato per i grandi teatri, il lavoro diretto e interpretato da Stefania Mulè è stato rieditato per poter essere portato in scena nelle scuole. Attraverso un dialogo ideale, Rita e Stefania raccontano le loro storie. Delle loro giovani vite spezzate dalla violenza. Che si è manifestata per mano di un ex fidanzato nei confronti della giovane Stefania. O indirettamente, spingendo al suicidio Rita che, dopo aver deciso di raccontare al giudice Paolo Borsellino i fatti mafiosi che avevano portato all’uccisione del padre e del fratello, pensa di poter amplificare il suo urlo lanciandosi da un balcone. Con la morte del giudice, un uomo blindato, credeva di poter fare poco da viva.

Al termine della performance di Stefania Mulè, per nulla provata dal lungo viaggio e dall’influenza, si discute sulla effettiva presa che possa avere su un pubblico così giovane la proposta di un’opera nata per essere somministrata ad un pubblico diverso. E nonostante l’iniziale scetticismo di alcuni, ci si è trovati concordi nell’idea che ruolo dell’insegnante è quello di supportare e completare quello della famiglia e della società nel processo di educazione. Per questo non dovrebbe adeguarsi agli standard che i media, sempre più accecati dalle logiche di mercato, propinano come esempi di realtà che di reale non hanno nulla. Media, siano televisori o cellulari, ai quali purtroppo spesso ci si affida per l’intrattenimento dei propri figli quando mancano il tempo o le risorse per potersene occupare personalmente. Al contrario dovrebbe essere compito della scuola quello di stimolare nelle giovani menti la curiosità per parole, temi, concetti che non si comprendono. E sarebbe bello se, rivolta la domanda ai propri genitori, questi venissero animati dallo stesso spirito.


[da La Voce del Paese del 14 Maggio]

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