Giovedì 20 Giugno 2019
   
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Unioni civili. “Le concessioni si chiedono, i diritti si rivendicano”

Noicattaro. Michele Ciavarella front

 

La scorsa settimana è stata approvata la legge sulle unioni civili, una legge che tanto ha fatto discutere, sia a livello nazionale che a livello locale. Una vittoria o una sconfitta per gli omosessuali? Ne parliamo con il nojano Michele Ciavarella.

Unioni civili: ora è legge!

Lo Stato ha cominciato a compiere il suo dovere di tutela nei confronti di tutti i cittadini. Da un punto di vista politico, questo piccolissimo passo determina una presa di coscienza che è ancora timida, incompleta, vincolata agli interessi di partito, contaminata dalla volgarità e dall’ignoranza di una buona parte dei nostri politici. Ecco perché, se concretamente questa legge porta dei cambiamenti nella vita e nelle garanzie della comunità LGBTQI, sostanzialmente è anche pericolosa, perché assomiglia a una concessione. E i diritti non sono concessioni. Le concessioni si chiedono, i diritti si rivendicano. Le concessioni sono beni elargiti dall’alto verso il basso, e determinano per questo un rapporto di subordinazione, e dunque di giustificazione, di quel potere che prima le negava. Questa legge è degradata e mistificata dal potere bigotto e sessuofobo che da decenni combattiamo in Italia. È stata corrotta da chi non l’avrebbe mai voluta.

Cosa ne pensa di questa legge, quindi?

Quando si parla di questa legge, spesso, ci si dimentica che si parla di persone. Persone, sì. Decine, centinaia, migliaia di persone che per troppo tempo si sono viste umiliate davanti al loro amore. Persone negate, a cui sono state sbattute in faccia le porte degli ospedali quando volevano semplicemente assistere l’uomo o la donna che amavano negli ultimi istanti di vita. Persone che, oltre al dolore del lutto, hanno dovuto sopportare il ritrovarsi infinitamente sole e senza una casa, la loro casa, dopo aver trascorso un’intera esistenza dedicandosi alla costruzione di una famiglia invisibile. La gente deve saperlo, questo.

Si parla di reversibilità della pensione e obbligo di coabitazione ma non di essere fedeli...

L’emendamento relativo all’obbligo di fedeltà è stato solo uno squallido tentativo di svuotare di senso questa legge. L’obbligo di fedeltà è un diktat che si nutre del tabù della promiscuità, di cui il mondo gay è tradizionalmente incriminato. In pratica, affermando che non siamo fedeli, taluni vorrebbero dimostrare che per natura non siamo capaci di costituire una famiglia. A smentire questo pregiudizio ci pensa la realtà: innumerevoli storie d’amore e innumerevoli famiglie omo-genitoriali, in Italia, già esistono. E la fedeltà non è un optional dipendente dall’orientamento sessuale. Si è cercato di degradare l’essenza del rapporto omo-affettivo, di porre delle barricate tra questa unione e quella eterosessuale regolata dal matrimonio tradizionale, facendo leva sui pregiudizi, usando il chiacchiericcio da bar, lo scandalismo pruriginoso. Perché, si sa, in una cultura come la nostra, questi argomenti funzionano, plasmano l’opinione pubblica.

Insomma, cosa cambierà ora?

Il diritto e la società sono chiaramente interconnessi, si permeano a vicenda. Una società con più diritti è una società migliore perché è più felice. La legge sulle unioni civili crea nel nostro sistema uno sparuto accenno all’esistenza di milioni di persone che fino ad ora erano giuridicamente assenti. Le conseguenze non possono che essere positive, e penso soprattutto ai giovanissimi che avranno sempre meno problemi ad essere liberi in un mondo meno discriminante e più inclusivo.  Ma, ripeto, è ancora molto, troppo poco.

E per quanto riguarda le adozioni?

Per quanto riguarda le adozioni, o meglio la stepchild adoption, anche questa parte della legge è stata strumentalizzata dalla destra e dai fanatici cattolici. La stepchild adoption poneva esclusivamente la possibilità, da parte di un coniuge, di adottare il figlio naturale dell’altro coniuge, a tutela del bambino. Si è creato un allarmismo insensato e si è parlato, con la superficialità tipica di chi vuole censurare, di altri tipi di genitorialità ai quali questa legge non faceva neppure lontanamente accenno. Il tutto con consapevole cinismo, per creare fobie e odio.

Quale sarà, quindi, la differenza tra unione civile e matrimonio?

Nell’attuale ordinamento, il matrimonio è un’unione registrata dallo Stato ed è esclusivamente riservata a coppie eterosessuali. Le unioni civili rappresentano la mancanza di coraggio della società italiana, che tra le coppie omosessuali tollera solo unioni di serie B. Nelle società evolute, infatti, c’è il matrimonio. Certo, per Francia, UK e altre nazioni si è arrivati al matrimonio dopo tappe intermedie, come i PACS in Francia, ma in Spagna, per esempio, si è arrivati direttamente al matrimonio.


[da La Voce del Paese del 21 Maggio]

Commenti 

 
#1 disgustato 2016-05-29 11:14
disgustato da questa legge pornografica, disgustato da questo da questo fanatico omolatra. i movimenti pro vita e pro life stanno crescendo ovunque in America ed Europa, le vostre menzogne saranno spazzate presto via.
 

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