Lunedì 26 Agosto 2019
   
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A Torre a Mare va in scena “Fahrenheit 451”

Torre a Mare. Rappresentazione teatrale front

 

Le vacanze estive si avvicinano e con loro anche gli esami. È giunto il tempo delle valutazioni ma anche il momento da dedicare alle recite di fine anno, momento ad alto valore educativo che richiede collaborazione, spirito di adattamento e rispetto delle regole, momento in cui i ragazzi si mettono a nudo evidenziando la propria capacità e i differenti aspetti della propria intelligenza.

L’esibizione in pubblico non è cosa semplice, il cuore batte all’impazzata e trovare la concentrazione risulta complicato. Per degli adolescenti poi, superare la timidezza e sentirsi all’altezza del ruolo da interpretare è una prova davvero ardua.

I ragazzi della 3^ H della scuola media “Rita Levi Montalcini” di Torre a Mare, seguiti dall’insegnante di italiano Cinzia Portoghese, hanno davvero sorpreso tutti quando, mercoledì 11 Maggio, mettendo in scena lo spettacolo “Fahrenheit 451 - Il rogo dei libri”.

Lo spettacolo si è svolto nel pomeriggio all’interno della scuola dove erano presenti genitori, parenti, l’intero corpo docenti e il Dirigente Scolastico, dott.ssa Annamaria Lagattolla.

La professoressa Cinzia Portoghese ha scelto di far interpretare un’opera complicata ma allo stesso tempo attuale, rivisitando il libro scritto da Ray Bradbury nel 1953, divenuto film dall’omonimo titolo nel 1966, ad opera del regista François Truffaut. Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza ambientato in una città di cui non viene citato il nome, e in un tempo futuro a partire dal 1960. L’autore nell’opera mette in evidenza il potere mediatico assunto dal mezzo televisivo, il quale viene descritto come onnipresente e responsabile della sudditanza al potere da parte della popolazione, la quale è divenuta non solo incapace di scegliere autonomamente ma ormai da tempo succube di una dittatura mediatica e sociale.

Il potere, inteso come “Governo”, utilizza la televisione come mezzo di definizione delle regole sociali indicando, senza possibilità di critica, tutto quello che è giusto e tutto quello che è sbagliato. L’uomo ha quindi smesso di pensare e non è più in grado di scegliere autonomamente, e questo si è reso possibile attraverso la distruzione dei libri, i quali vengono sistematicamente bruciati da squadre di incendiari a servizio del potere. Possedere libri è fuori legge, pena il rogo della propria abitazione e l’arresto.

I ragazzi hanno sostenuto una prova difficile, i testi erano complessi ed emotivamente forti, la professoressa Portoghese ha abilmente rivisitato l’opera adattandola ai nostri giorni mettendo così in evidenza non solo le capacità intuitive dell’autore, ma anche come la realtà abbia in qualche modo superato la fantasia, sollevando così un problema che riguarda tutti, invitando i ragazzi ed il pubblico ad una seria riflessione sul reale disagio sociale derivante dall’utilizzo non critico di determinati strumenti di comunicazione.

In scena non sono quindi mancati smartphone e schermi giganti, alienanti guru di nuove e vecchie generazioni: i protagonisti erano costantemente sottoposti a programmi televisivi di basso livello come reality show e intrattenimento spazzatura, il tutto per evidenziare quanto sia ormai diffusa l’illusione che i protagonisti di certi programmi facciano parte della nostra vita, considerato che in alcuni casi siamo esposti alla loro presenza anche 24h su 24.

Molto interessante il riferimento alla tv interattiva evidenziato dall’esasperante e patetico dialogo tra i personaggi televisivi e lo spettatore ormai privo di empatia e completamente incapace di distinguere la realtà dalla finzione; uno spettatore che ha smesso di pensare e che ha completamente perso il contatto con la natura ed i suoi simili.

Meritevoli di attenzione  anche i nessi tra aziende multinazionali e lo sfruttamento del lavoro, così come il riferimento al crescente divario tra ricchezza e povertà e al potere della pubblicità.

L’interpretazione e la rielaborazione dei testi hanno lasciato genitori ed insegnanti senza fiato, un po’ tutti ci siamo riconosciuti come inconsapevoli protagonisti di una realtà malsana, fondata su falsi ideali e falsi bisogni, risultando per alcuni versi terapeutica e liberatoria. I ragazzi in alcuni momenti sono apparsi totalmente assorbiti dalla parte, dando l’impressione che stessero tirando fuori gli aspetti negativi della loro stessa personalità, quasi a voler esorcizzare i pericoli e i danni di determinati stili di vita.

Finita la rappresentazione, qualcuno aveva gli occhi lucidi e gli applausi sembrava non dovessero più cessare. Il Dirigente Scolastico ha ringraziato i ragazzi e gli insegnanti, apprezzando molto  il loro operato: “Questo è di buon auspicio per gli esami”, ha detto agli alunni prima che questi ultimi distribuissero mazzi di fiori a tutti gli insegnati e li invitassero a servirsi dei dolci preparati da alcuni genitori.


[da La Voce del Paese del 21 Maggio]

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