Mercoledì 24 Luglio 2019
   
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Il silenzio è dolo! La testimonianza del giovane Ismaele

Torre a Mare. Incontro con Ismaele front

 

“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa; chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”. In questa frase di Giovanni Falcone è racchiuso l’unico strumento con cui si può sconfiggere l’illegalità. La ricerca della verità, il coraggio di darle voce: sono questi gli unici strumenti di cui disponiamo per poter restituire alla nostra società il sacrosanto diritto alla legalità.

Il 18 Maggio scorso l’associazione “I Care” di Torre a Mare ha organizzato nei locali della parrocchia di San Nicola un incontro con un giovane giornalista di nome Ismaele La Vardera (foto di Ismaele e don Fabio Carbonara).

Chi è Ismaele? Ismaele è un ragazzo poco più che ventenne, nato in un piccolo paese siciliano di nome Villabate, noto alle cronache nazionali per casi di infiltrazioni mafiose e soprattutto per essere stato il luogo di latitanza del boss Bernardo Provenzano.

Il giovane giornalista è stato l’artefice di un servizio televisivo in cui denunciava un caso di illegalità in riferimento al sorteggio per scegliere gli scrutatori delle scorse elezioni europee. Il suo servizio, andato in onda su Tele Jato - una piccola emittente locale nota per essere in prima linea contro il malaffare in Sicilia - ha scatenato un vero e proprio caso. Il giovane Ismaele, in breve tempo, si è ritrovato catapultato in un qualcosa più grande di lui a tal punto da destare l’interesse della nota trasmissione televisiva “Le Iene”, che ha realizzato un servizio.

Ismaele oggi collabora con la redazione de “Le Iene” ed è in prima linea contro il sistema mafioso e l’illegalità che ne consegue. Il nostro amico vagabonda per l’Italia raccontando a tutti la sua esperienza, fornendo all’interlocutore una chiave di lettura diversa. Ascoltarlo è stato qualcosa di unico.

La giornata pelosina di Ismaele è iniziata con una serie di incontri nelle scuole del piccolo borgo di pescatori. Accompagnato da don Fabio, vero promotore dell’incontro, il giovane ha parlato ai nostri ragazzi, coinvolgendoli e rispondendo alle numerosissime domande. Ma la sera del 19 Maggio, tra le mura della Chiesa di San Nicola, dinanzi ad una platea numerosa ed attenta, Ismaele ci ha fornito una lunga serie di spunti di riflessione. Presentato brevemente dal nostro parroco 2.0, Ismaele ha iniziato a raccontarci la sua esperienza, divincolandosi in tematiche alquanto complesse, ma da lui rese chiare e semplici.

La mafia non è quella delle sit-com che vediamo in tv, ma ben altra cosa. Le organizzazioni criminali sono realtà complesse in profonda evoluzione, capaci di crescere e proliferare intorno al silenzio, all’omertà, alla paura. Il silenzio, a volte, è inquietante: consuma le persone dall’interno, le avvolge sino a stritolarle; ebbene è questo silenzio che permette all’illegalità di vincere. L’infame è colui che da voce alla verità, colui che insegue la libertà e fugge da quella complicità dolosa che è il silenzio.

Proprio questa voglia di ricercare la verità spinge Ismaele a combattere una battaglia globale, fatta di parole, di racconti, ma soprattutto di cose semplici. Nel suo accorato disquisire il giovane giornalista ci ricorda che in primis dobbiamo sconfiggere il mafioso che è dentro di noi, imparando a rispettare le regole, educandoci alla legalità, ritornare alla bellezza delle cose semplici. Un gesto semplice come gettare una carta in un cestino o raccogliere una bottiglia abbandonata per strada, anche queste piccole cose rappresentano un piccolo tassello della grande lotta all’illegalità.

Oggi ed in passato leggiamo di “eroi”, che combattono la mafia e l’illegalità, uomini e donne che hanno perso al vita per un qualcosa di normale e non di straordinario, la legalità. Troppo comodo restare in silenzio, disinteressarsi di quanto accade intorno a noi. Il silenzio è già una scelta, la peggiore che si possa fare. Ismaele sprona la platea a schierarsi dalla parte della legalità: “Una sardina da sola non può far nulla, ma mille sardine incutono paura ad un pescecane”. Impariamo ad essere tutti sardine, nuotiamo senza paura alla ricerca della verità, che ci rende liberi. “Nei momenti in cui la paura prendeva il sopravvento - ricorda Ismaele - il conforto era la fede in Cristo, e la consapevolezza di non essere soli ci spinge a trovare il coraggio e la determinazione”.

“Il momento di cambiare è arrivato”, ci ricorda Nicola Legrottaglie - ex giocatore di Juventus e Milan - intervenuto per raccontare la sua metamorfosi di fede. La ricerca di cose futili non appaga l’anima, anzi la ingolfa.

Mentre scatta il momento dei selfies di gruppo in stile don Fabio, lasciamo i locali della Chiesa non prima di aver abbracciato questo giovane ventenne che, mosso dal profondo desiderio di legalità, sostenuto dalla fede in Cristo, lotta ogni giorno, strappando il cerotto dalle labbra della gente che incontra.


[da La Voce del Paese del 28 Maggio]

Torre a Mare. Incontro con Ismaele intero

Commenti 

 
#1 JOELE 2016-06-01 19:32
GRANDIIIIIIII!!!!!!!!
W LA LEGALITA'
M ALLE MAFIE
 

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