Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Valentina Vezzali si racconta agli alunni nojani. FOTO

Noicattaro. Valentina Vezzali a scuola front

 

Si è raccontata agli alunni della scuola elementare e media con semplicità e sincerità, la campionessa olimpionica e deputata Valentina Vezzali. “Lo sport è una scuola di vita ed è una delle più grandi agenzie educative. Lo sport è fondamentale per ognuno di noi per affrontare, quando poi saremo grandi, la vita. Nella vita ti trovi difronte a delle avversità e devi saperle affrontare, così come devi saper reagire ad una sconfitta, devi rialzarti in piedi con la consapevolezza che tutto è possibile”. Questo il messaggio lanciato da dalla campionessa italiana di scherma, tre volte medaglia d’oro alle Olimpiadi, ospite sabato 21 maggio presso le scuole medie di Noicattaro “G. Pascoli” e “N. Pende”. Presenti anche gli alunni della scuola elementare “A. Gramsci” e insieme hanno accolto l’atleta con calore, intonando l’inno di Mameli.

Una mattinata di festa dedicata allo sport e alla legalità. Dinanzi ad un pubblico di ragazzi entusiaste ed emozionati, la Vezzali ha raccontato la propria esperienza di atleta e di donna. Ha iniziato alla tenera età di 6 anni, e a 15 era già alle Olimpiadi, con una medaglia in mano. La campionessa si è rivolta ai ragazzi delle scuole elementari e medie, spronandoli a fare sempre di più e a non arrendersi mai. “La scherma è uno sport individuale, ma poi si trasforma in uno sport di squadra e ti insegna che devi condividere insieme alle tue compagne un percorso”, spiega la 42enne schermitrice di Jesi, l’atleta italiana più medagliata di tutti i tempi, che da poco si è ritirata dalla pedana per intraprendere la carriera politica. “Volere è potere, da una semplice miccia possiamo creare grandi cose. Nella vita non bisogna mollare mai, bisogna sempre puntare a traguardi più prestigiosi”.

Dopo 36 anni di carriera, la Vezzali si è ritirata e ora fa la parlamentare. Si impegna a migliorare la qualità dello sport nelle scuole italiane, a mettere in atto azioni concrete per migliorare il rapporto sport-scuola insomma. “Nella scuola primaria non esiste l’insegnante di scienze motorie in maniera strutturale, non esistono palestre in tutte le scuole. Spesso le strutture sportive nelle quali i ragazzi fanno sport non sono all’altezza. Bisogna investire nello sport”. Poi si è rivolta agli insegnanti: “Bisogna cambiare la mentalità dei professori. Spesso chi fa sport a livello agonistico viene penalizzato. La mia maestra pensava che lo sport fosse una perdita di tempo e togliesse tempo allo studio. Lo sport e la scuola sono due agenzie educative, una non può escludere l’altra, devono collaborare per formare al meglio il ragazzo”.


[da La Voce del Paese del 28 Maggio]

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