Lunedì 17 Giugno 2019
   
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Corpus Domini, una tradizione che si rinnova

Noicattaro. Corpus Domini front

 

Domenica 29 Maggio si è svolta la tradizionale processione del Corpus Domini, che quest’anno è partita dalla parrocchia del Carmine. Si tratta senza dubbio della processione più importante dell’Anno Liturgico, perché, a differenza delle altre, non vede sfilare un simulacro ma il Signore, vivo e presente dell’Eucaristia.

Alle ore 19.00 al Carmine si è svolta la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Angelo Latrofa e concelebrata dai parroci nojani e dagli Agostiniani; subito dopo si è snodata la processione eucaristica. Il Santissimo Sacramento - collocato nell’artistico ostensorio quattrocentesco custodito nella Chiesa Madre e sormontato da un artistico baldacchino bianco portato da alcuni Confratelli del SS.mo Sacramento - è stato accompagnato dai bambini che quest’anno hanno ricevuto la Prima Comunione, dalle Confraternite, dalle associazioni e dalle Autorità. Numerosa è stata la partecipazione del popolo e molto bello è stato il lancio dei fiori davanti al Santissimo Sacramento. Per l’occasione, i balconi sono stati addobbati con le coperte e coi lumini, e tanta gente si è riversata per le strade.

La processione si è conclusa sul sagrato del Carmine, con la benedizione eucaristica impartita da don Giuseppe Bozzi, che ha letto una preghiera da lui composta per l’occasione, nella quale ha chiesto al Signore “di crescere nell’amore, nella concordia e nella fratellanza, nella pace, nell’amicizia e nella gioia, per non offendere la Tua Croce, per non tradire il tuo Vangelo, per non violare il tuo insegnamento” e di essere sempre pronti ad accostarci “alla carne martoriata dei poveri, dei disperati, dei malati, degli emigranti”.

Ma quali sono le origini della solennità? La festa del Corpus Domini nacque nel 1247 nella Diocesi di Liegi, in Belgio, come risposta alle tesi eretiche di Berengario di Tours, che sosteneva che la presenza di Cristo nell’Eucaristia fosse solo simbolica e non reale.

Tuttavia, la ricostruzione storica sarebbe incompleta se non si tenesse conto del Miracolo eucaristico di Bolsena, avvenuto nel 1263. Nell’estate di quell’anno, un sacerdote boemo, Pietro da Praga, iniziò a dubitare della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e decise di compiere un pellegrinaggio sulla tomba di San Pietro a Roma: il soggiorno nella città lo rasserenò e sembrò fugare i suoi dubbi. Prima di rientrare a casa pernottò a Bolsena, e qui i dubbi si manifestarono di nuovo. Durante la celebrazione della Messa nella Chiesa di Santa Cristina, avvenne un fatto prodigioso: durante la consacrazione l’ostia cominciò a sanguinare, macchiando il corporale. Grande fu lo stupore del monaco, che avvolse l’ostia nel corporale e si recò da papa Urbano IV, che risiedeva con la sua corte ad Orvieto. Il Pontefice, accertata la veridicità del fatto, emanò la Bolla “Transiturus”, con la quale estese la solennità a tutta la Chiesa.


[da La Voce del Paese del 3 Giugno]

Noicattaro. Corpus Domini intero

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