Giovedì 22 Agosto 2019
   
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Bullismo e cyberbullismo, alla “Pascoli” si fa sensibilizzazione

Noicattaro. Scuola Media Pascoli

 

Martedì 31 Maggio, presso l’Istituto Comprensivo “Pascoli-Parchitello”, si è svolto l’incontro “Conoscere e comprendere il bullismo”, presieduto dalla psicologa e psicoterapeuta, dott.ssa Valentina Settineri, oltre che dall’esperto giurista, avv. Gargiulo.

Come ricorda il Dirigente Scolastico, prof.ssa Daniela Menga, “Diritti a Scuola” nasce come supporto scolastico agli studenti in difficoltà, offrendo quest’anno l’ulteriore supporto di uno sportello di consulenza, prevedendo la figura dello psicologo. “Occorre trasmettere ai ragazzi una serie di regole di correttezza - esordisce l’avv. Gargiulo - che valgono tanto nella vita quotidiana, quanto on-line, al fine di indurre alla riflessione su come stabilire una certa solidarietà”.

La dott.ssa Settineri ricorda poi come il termine bullismo indichi specifici comportamenti aggressivi, ripetuti nel tempo e dannosi per lo sviluppo psico-fisico del minore perpetrati da un persecutore nei confronti di una vittima designata all’interno di un processo dove, solitamente, il bisogno di potere di dominanza del cosiddetto “bullo” incontra la fragilità e l’insicurezza della vittima. In questo processo è opportuno tenere in considerazione anche il ruolo svolto da un “pubblico” e solitamente costituito da altri minori, o dal gruppo classe nel suo insieme e che contribuisce al processo in atto con modalità  astinente e silente, oppure incoraggiante le stesse azioni aggressive.

Solitamente il persecutore risulta incapace di compassione, mostra totale assenza di empatia e piacere nell’insultare, oltraggiare, picchiare la vittima in vario modo; per questo è da considerarsi “vittima” lui stesso di un disagio che deve essere opportunamente accolto. L’esito di questi processi aggressivi causa sia per il persecutore che per la vittima un vissuto di solitudine, diversità ed emarginazione. La problematica chiave è proprio la mancanza di consapevolezza del minore oggetto di azioni aggressive di poter chiedere aiuto, di poter parlare con qualcuno, in modo da attuare delle strategie alternative alla vittimizzazione accentuata nel tempo. I fattori di rischio sono l’insicurezza, la chiusura e l’introversione, la difficoltà a riconoscere le proprie capacità, oltre che l’assenza di strategie di fronteggiamento.

L’approccio psicologico prevede, dunque, la creazione di spazi di ascolto e di dialogo sia per il presunto bullo sia per la vittima designata e per il pubblico partecipe al fine di migliorare la qualità di vita di tutti i soggetti coinvolti, nessuno escluso”.

La pre-adolescenza e l’adolescenza sono i momenti di passaggio più critici, in quanto il minore si trova una serie di compiti infiniti che vanno dal cambiamento del proprio corpo al cambiamento dei propri pensieri, dei propri sentimenti, dovendo cercare i modi per portare a termine questi compiti e sentendosi spesso confuso e incerto. Allo stesso tempo sperimenta un grande desiderio di comunicazione e di dialogo, prima di tutto con gli altri, poi anche con se stesso. Il mezzo Internet - luogo di relazione per eccellenza, spesso nell’anonimato - è fonte di fascinazione potentissima in quanto risponde a un bisogno affiliativo di appartenenza e di comunicazione, senza assumersi direttamente responsabilità di vario tipo, soddisfacendo un’esigenza nel modo più veloce e semplice possibile, esponendo il minore, tuttavia, ad altre forme di aggressione da parte di terzi, che vengono connotate come cyberbullismo

Nel corso dell’incontro non sono mancati i lunghi e continui interventi dei presenti in sala, i quali hanno manifestato in primis il proprio pensiero, per poi passare a raccontare episodi di bullismo che vedono coinvolti i propri figli in prima persona. Per quanto incredibile possa sembrare, il bullismo è un fenomeno dilagante agente spesso per vie traverse e subdole. Chi osserva, non dovrebbe mai dimenticare di segnalare gli episodi a chi di dovere e mostrare solidarietà e comprensione nei confronti delle vittime. Piccoli gesti possono produrre grandi risultati!

Gli adulti significativi (famiglia, scuola, contesto sociale) devono sapere rispondere al bisogno di relazione e di comunicazione del minore, informandolo opportunamente sui rischi della navigazione attraverso il medium tecnologico e provvedendo alla creazione di luoghi consoni alla sua maturazione armoniosa.

 

[da La Voce del Paese del 3 Giugno]

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