Lunedì 25 Marzo 2019
   
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“Basket Day”, la pallacanestro del circondario in scena al Palazzetto

Noicattaro. Basket Day front

 

Sabato 18 e domenica e 19 Giugno si è tenuto al Palazzetto dello Sport “S. Pertini” di Noicattaro il torneo amichevole di pallacanestro “Basket Day”, organizzato dalla società Asd Basket Noicattaro. Alla prima giornata, rivolta alle categorie di “minibasket” - Pulcini (6-7 anni), Scoiattoli (8-9 anni), Aquilotti (10-11 anni) - hanno partecipato, oltre alla società organizzatrice, l’Asd Sporting Club Bitonto, il Raimbow Valenzano e l’Orsa Capurso. Domenica si è tenuta invece la manifestazione, più competitiva, rivolta agli atleti delle giovanili Under 14: un torneo triangolare fra Asd Basket Noicattaro, Ad Basket Conversano e Asd Pallacanestro Bari. Un’opportunità per portare a Noicattaro alcune società forestiere di buon livello e per offrire un bello spettacolo agli appassionati di questo sport. Ne abbiamo parlato con Donatello Digiglio, allenatore delle giovanili dell’Asd Basket Noicattaro e dirigente della stessa società, che gestisce ormai da tre anni insieme al fratello Michele.

Com’è andato il torneo?

Per quanto riguarda la giornata di domenica, abbiamo vinto il primo incontro, disputato contro il Conversano, dimostrando una certa superiorità sugli avversari, specialmente a livello difensivo. Nel secondo match ci siamo dovuti arrendere al Bari: si può dire che non c’è stata partita sia sul piano tecnico che su quello atletico, anche se devo comunque dire che abbiamo avuto diverse occasioni offensive che potevamo concretizzare meglio. Siamo comunque soddisfatti: per noi è stata un’occasione per provare nuovi movimenti, fare esperienza con squadre avversarie competitive e inserire in gioco i ragazzi nati nel 2002, amalgamandoli ai già collaudati della classe 2003.

In che cosa, in particolare, gli avversari baresi si sono dimostrati superiori?

I ragazzi del Bari erano più pronti sia sul piano fisico, perché più alti, veloci e robusti, sia su quello tecnico-tattico. Il loro percorso storico però è diverso rispetto al nostro: loro lavorano insieme da più anni, mentre i miei ragazzi fino all’anno scorso facevano ancora parte della categoria del “minibasket” e io li alleno solo da quest’anno. Devo dire che la crescita dei ragazzi durante questo primo anno insieme è stata comunque evidente: basti pensare che, pur avendo subito sette sconfitte all’inizio del campionato, nella seconda fase ci siamo risollevati e abbiamo vinto quasi tutte le partite. Un grandissimo miglioramento, dunque, per forza di cose molto graduale: riteniamo che al giocatore di questa età sia più utile l’insegnamento prima della tecnica, dei fondamentali della pallacanestro; acquisite le basi, si può affrontare l’aspetto tattico del gioco, che è quello su cui lavoreremo l’anno prossimo. Sono convinto che il Bari fosse qualche spanna sopra di noi proprio perché ha già avuto i tempi necessari a questo tipo di preparazione.

Quanto, a questa età, la pallacanestro è vissuta come un gioco tanto più che uno sport agonistico?

A mio parere questa è l’età della svolta, in cui il ragazzo si rende conto se vuole diventare veramente un giocatore di pallacanestro. È adesso che si vede chi ha una vera passione per questo sport: chi ce l’ha continua, gli altri abbandonano per una serie di motivi che possono essere la maggiore difficoltà degli allenamenti, l’aumento degli impegni, l’inizio delle scuole superiori ecc. Chi vuole davvero continuare me lo dimostra allenandosi duramente e costantemente. Io, poi, convoco solo chi dà il massimo durante gli allenamenti; chi non si impegna non gioca, e dopo un po’, giocoforza, perde la volontà di continuare. Si viene a creare, dunque, una specie di selezione naturale.

Quali obiettivi vi ponete per il prossimo futuro?

Uno dei nostri obiettivi prioritari, fin da quando, tre anni fa, abbiamo preso il timone della società, è quello di operare un lavoro a lungo termine, facendo crescere i ragazzi dal punto di vista tecnico e, soprattutto, umano. Un altro obiettivo importante è quello di riuscire a mandare a giocare qualche talento altrove: ci rendiamo conto che a Noicattaro non possiamo offrire grandi prospettive, quindi, una volta insegnato tutto il possibile, preferiamo incoraggiare i giovani più promettenti a trasferirsi verso categorie superiori. Voglio evidenziare che un auspicio è quello di avvicinare ulteriormente la gente a questo sport: abbiamo già una bella cornice di pubblico ma si può fare di meglio, attirando ulteriori spettatori al Palazzetto per sostenerci. Un altro aspetto migliorabile, infine, sono le strutture: durante la settimana ci alleniamo nella tensostruttura del Parco Comunale, mentre le partite le disputiamo al Palazzetto dello Sport dalla seconda metà dello scorso campionato. E allora l’ideale sarebbe fare al Palazzetto anche gli allenamenti, visto che al Parco d’inverno l’umidità ci impedisce di lavorare come vorremmo e d’estate la struttura diventa un forno; inoltre non abbiamo né un bagno per i bisogni fisiologici né una doccia per lavarci a fine allenamento. Purtroppo non ci è concesso di allenarci al Palazzetto perché i costi da sostenere sono troppo elevati per l’economia della nostra società. Con qualche sponsor in più, però, chissà…

Non ci resta che fare il tifo per questa giovane società che con passione trasmette valori sani ai nostri bambini e ragazzi. Se non le istituzioni, almeno i privati dovrebbero sostenere economicamente più iniziative in questo paese che ha così poco da offrire alle nuove generazioni.


[da La Voce del Paese del 25 Giugno]

Noicattaro. Basket Day intero

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