Martedì 26 Marzo 2019
   
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A Torre a Mare il cimitero delle tartarughe

Torre a Mare. Tartaruga morta front

 

Ancora una carcassa di Caretta Caretta sugli scogli di Torre a Mare. Risale infatti a pochi giorni fa il ritrovamento di un altro esemplare di tartaruga marina privo di vita e in avanzato stato di decomposizione. La carcassa, di notevoli dimensioni, è stata avvistata nei pressi del “bunker” non molto distante dalle abitazioni di Parco Atlantide. Ad allarmare i bagnanti ha contribuito lo sgradevole odore emanato dalla povera creatura, che ha spinto i più curiosi a ricercarne le cause fino a giungere al ritrovamento di quest’ultima.

L’esemplare di Caretta Caretta presentava una evidente lesione nella parte bassa a sinistra del carapace, provocata molto probabilmente dall’elica di un motore o dall’impatto con un natante.

Ogni anno il W.W.F. registra centinaia di ritrovamenti di tartarughe morte lungo il tratto che va da Zapponeta a Monopoli, e possiamo con certezza dichiarare che si tratta di morti causate principalmente della mano dell’uomo. Basti pensare alla pesca a strascico, all’ingestioni di ami e lenze, e così via.

Le tartarughe ferite e agonizzanti vagano in mare per lunghi periodi, così come le loro carcasse; sono le correnti e le mareggiate a restituirci i loro corpi feriti o privi di vita, e non va dimenticato a tal proposito l’enorme sforzo compiuto dai volontari e dal W.W.F. per salvarne quante più possibile.

Le tartarughe marine, infatti, rischiano seriamente l’estinzione e Torre a Mare non è rimasta insensibile a questa problematica, occupandosi più volte dell’argomento attraverso mostre ed incontri all’interno delle scuole ed avvalendosi anche della collaborazione di Pasquale Salvemini, responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine del W.W.F. di Molfetta.

Le iniziative erano volte a sensibilizzare ed informare i cittadini non solo sui rischi e sulle cause, ma soprattutto su come comportarsi in caso di ritrovamento di esemplari in difficoltà.

Questi rettili abitano il nostro pianeta da più di 100 milioni di anni e oggi - per via della pesca, dell’inquinamento e della perdita progressiva degli habitat di nidificazione - la loro sopravvivenza è messa a duro rischio. Ancora una volta l’incuria dell’uomo ed il suo innato antropocentrismo stanno facendo si che a pagare sia qualcun altro.


[da La Voce del Paese del 2 Luglio]

Torre a Mare. Tartaruga morta intero

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