Domenica 24 Marzo 2019
   
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Abbandono di animali e randagismo: quale soluzione?

Noicattaro. Problema randagismo front

 

Con il passare del tempo, capita sempre più spesso tra i cittadini di parlare del problema dell’abbandono degli animali, fenomeno particolarmente diffuso nel periodo estivo, per via di qualche cittadino non proprio esemplare che continua a non capire che gli animali domestici non sono oggetti, ma compagni di vita. C’è chi, per fortuna, si occupa senza chiedere nulla in cambio dell’intervenire in casi come questi per far tornare a vivere a cani, gatti e conigli abbandonati, e così via, una vita dignitosa con una nuova famiglia: è il caso dell’associazione “Occhi Randagi”, di cui abbiamo intervistato un’associata nojana, Arianna Ungaro (vedi foto in basso), che ringraziamo per l’estrema disponibilità, per parlare di questo problema nonché del randagismo ormai dilagante a Noicattaro. Buona lettura.

Prima di tutto ci racconti chi siete...

“Occhi Randagi” è una piccola associazione nata nel 2013 da un gruppo di comuni persone mosse per l’amore per gli animali; non siamo una Onlus, campiamo esclusivamente dalle persone che ci seguono e di quanti di questi donano. Noicattaro è un paese da cui ci sono pervenute numerose segnalazioni, ma il nostro raggio d’azione è piuttosto ampio, siamo arrivati anche all’Albania! Siamo insomma un gruppo di ragazze normalissime di vari paesi che fanno il massimo per assicurare un futuro dignitoso agli animali in difficoltà.

Come ci si muove dopo una segnalazione di un animale abbandonato?

Per prima cosa si cerca uno stallo, ovvero un posto dove l’animale possa restare fin quando non si trova qualcuno che lo adotti: qualcosa di suo molto complicato, visto che noi non abbiamo un rifugio e non sappiamo davvero più dove mettere gli animali che recuperiamo, visto che molto spesso ce ne occupiamo noi personalmente. Una volta cercato e trovato lo stallo, sulla nostra pagina Facebook cerchiamo qualcuno che adotti un animale, pubblicando un album dedicato con la sua storia, mentre ci occupiamo dell’iter sanitario per renderlo adottabile. Delle ragazze, le cosiddette “pubblichine”, ci aiutano in tutta Italia spargendo l’album su varie pagine per trovare qualcuno disposto all’adozione. Una volta trovata la persona, si procede all’iter dell’adozione, per la quale si fa il passaggio del microchip da noi associato all’animale e si firmano i moduli per l’affido. Il legame continua anche una volta concluso tutto il processo, con una nostra pagina, “Le famiglie di occhi felici”, che accoglie tutti i report sugli animali adottati, a volte si crea un vero e proprio rapporto di amicizia, come nel caso di una coniglietta adottata a Como.

Per avere un raggio d’azione così ampio dovreste essere parecchi, non è vero?

Dovrebbe essere così, ma in realtà siamo proprio in pochi a lavorare per l’associazione, soprattutto qui sul posto: ad esempio, a Noicattaro siamo solo in due, io e Cristina Frascolla, ed a Rutigliano solo una ragazza, Agnese Borraccesi; quindi, per le cose pratiche sul territorio dobbiamo davvero affannarci. Nel nostro paese, solo negli ultimi due mesi abbiamo salvato tre meticci volpini, più altri due cuccioli, ed essendo così pochi dobbiamo davvero impazzire per tutto l’iter; spesso siamo costretti a dire di no a chi ci chiede aiuto, a malincuore, perché non ci è fisicamente possibile. La fretta della gente d’altronde non ci aiuta, noi abbiamo bisogno dei nostri tempi per completare ogni caso, nonché di risorse: non è facile reperirle, nonostante siamo seguiti in tutti Italia, tra tutti i nostri impegni.

La situazione degli animali del Parco Comunale non è delle migliori...

Sì, è una questione molto delicata di cui ci siamo interessati da tempo, siamo dovuti intervenire per curare molti esemplari: i gatti ad esempio erano una ventina, ma sono stati decimati dalle malattie, tant’è vero che ne sono rimasti solo sette, per via dell’ambiente insalubre in cui sono costretti a vivere e del cibo che manca. Ci siamo impegnati anche nella castrazione, visto che continuavano a moltiplicarsi senza nessuno che li sostentasse: tutte cose che il Comune avrebbe dovuto curare, ma a cui non si è minimamente badato; anche grazie al custode abbiamo potuto dare il nostro contributo, coadiuvati da altre due associazioni, Oasi Felina ed Enpa di Bari.

Avete provato ad affrontare il problema del randagismo, che si sta sempre più amplificando nel paese? Pensiamo ad esempio ad un grande branco di cani che vaga ogni notte tra via Mola e via Rutigliano.

Assolutamente, ma noi da sole non abbiamo alcun mezzo per intervenire, è una cosa che spetta al Comune: ci siamo per questo interfacciati ma nulla si è mosso. So che vengono spesi tanti soldi per mantenere i cani accalappiati nel territorio e lasciati al canile di Japigia: noi abbiamo chiesto al Comune di avere l’elenco dei microchip dei cani lì accuditi, personalmente ci siamo offerte per un censimento perché vogliamo capire se questi cani esistono davvero, pensate ad esempio ad un chip levato ad un cane morto e messo ad un altro, potrebbero essere svelate delle inefficienze e dei grossi sprechi di denaro, ma non abbiamo avuto risposta. Quello dei randagi è un problema, ovviamente fa paura a vederli tutti assieme, abbaiano molto scatenando una reazione a catena tra i cani dei residenti, per dirne alcune. Bisogna presto trovare una risposta.

Bisognerebbe molto lavorare anche sul piano culturale...

Sì, c’è tanta disinformazione, l’animale spesso diventa un oggetto da regalare ai figli per poi finire abbandonato una volta passata la buona volontà nel curarli; ci sono veterinari che si sono resi disponibili per giornate ricreative magari qui al Parco, ma non si è riusciti a fare mai nulla. Sarebbe anche una buona idea entrare nelle scuole per educare i più piccoli, per sensibilizzare sul tema non solo dell’abbandono, ma anche sulla cura quotidiana dei propri amici animali: pensate magari a quanti sono convinti di poter dare del pane ai conigli quando in realtà sono erbivori stretti.

Se un lettore è interessato ad aiutarvi, in qualsiasi modo, come può contattarvi?

Può farlo tranquillamente dalla nostra pagina Facebook “Occhi Randagi”: ogni supporto sarà ben accetto!


[da La Voce del Paese del 2 Luglio]

Noicattaro. Problema randagismo intero1

Noicattaro. Problema randagismo intero2

Commenti 

 
#3 Pincopallino 2016-07-10 17:01
Capra: siete voi la colpa dei randagi, delle strade sporche di piscio ed escrementi. Prima di darvi ai cani imparate ad essere persone civili ed a rispettare di più il vostro paese.
 
 
#2 capracapracapra 2016-07-09 07:51
Pincopallino. Adotta un cervello
 
 
#1 pincopallino 2016-07-08 13:51
Invece di adottare sti c.... di cani, adottate un bambino. Che schifo....
 

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