La Madonna del Soccorso, tra storia e innovazione. FOTO

Noicattaro. Festa del Soccorso 2016 front

 

La saggezza popolare ci insegna che il mese “pazzo” per antonomasia è Marzo. “Marzo pazzerello, esce il sole e prendi l’ombrello”, così siamo stati abituati a salutare il terzo mese dell’anno fin da bambini. In questo 2016, però, siamo costretti smentire tale detto. Giugno, infatti, con la sua instabilità meteorologica, ha dato filo da torcere alle due feste popolari che lo caratterizzano: Sant’Antonio e la Madonna del Soccorso.

Per quest’anno il parroco don Giovanni Caporusso ha messo su un programma di tutto rispetto: il triduo in preparazione alla festa, le luminarie realizzate dalla ditta Dipierro Light Events del sig. Salvatore Dipierro, la presenza di due vescovi: mons. Cacucci, sabato 18 Giugno e mons. Padovano, domenica 19 giugno. Purtroppo, però, la pioggia, caduta abbondante fino al primo pomeriggio del 19 Giugno, ha impedito lo svolgimento della fiaccolata con l’icona della Vergine del Soccorso, che è stata rimandata alla domenica successiva.

Il 26 Giugno, complice la calda e soleggiata giornata, si è svolta la S. Messa vespertina, seguita dalla fiaccolata con l’icona della Madonna, che si è snodata lungo alcune vie del territorio parrocchiale. Tanta gente ha partecipato sia alla Liturgia che alla processione, a riprova della forte devozione mariana del popolo nojano. Noicattaro, infatti, con le sue Chiese in maggioranza dedicate alla Vergine, potrebbe essere considerata a tutti gli effetti “Civitas Mariae” (Città di Maria).

In realtà il titolo della Madonna del Soccorso è antico: deriva, infatti, da un’antica Chiesetta cinquecentesca, abbattuta nel 1973 assieme ad alcuni storici palazzi che impreziosivano la piazza del paese. Nell’antica Chiesa si veneravano i Santi Medici, i cui simulacri sono attualmente custoditi nella bellissima Chiesa dell’Immacolata, San Biagio, Sant’Eligio e l’Assunta, la cui effigie si trovava sull’altare maggiore. Questi antichi culti sono ormai spariti, anche perché “Ae Sant-r viecchie nan s’appicc-n cannae-l” (ai Santi vecchi non si accendono candele).

Tuttavia, il ripristino della festa della Vergine del Soccorso rappresenta qualcosa di speciale: è il tentativo di rimarginare una ferita ancora aperta nei ricordi di molti nojani e ancora visibile nel vuoto urbano dell’attuale piazza, interessata da un restauro che - si auspica - le dia un volto migliore.


[da La Voce del Paese del 2 Luglio]

Qui alcune foto, a cura di Valentina Dituri