Domenica 24 Marzo 2019
   
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Le rose di Amin. Una storia che viene dal Bangladesh!

Torre a Mare. Amin vende le rose front

 

Dopo alcuni brevi chiarimenti dovuti alle comprensibili difficoltà linguistiche, otteniamo da Amin, un venditore di rose extracomunitario, il placet alla pubblicazione del presente articolo. Di bassa statura ma con un immancabile sorriso disegnato sul volto, Amin è da sempre un habitué delle piazze e delle strade di Torre a Mare, dove, illuminato dai lampioni che ne allungano l’ombra, non manca di dispensare la sua contagiosa allegria. “Pelosino” di adozione, lascia il natio Bangladesh per contribuire al necessario sostentamento della sua famiglia e, in mancanza di un lavoro di tipo classico, si adatta a vendere in Italia rose e portachiavi.

Amin non indossa l’abito buono per il debutto sui media: in maniche di camicia e tracolla al seguito, procede nell’instancabile ricerca di acquirenti. Con ben quattro figli da mantenere, del resto, il solo pensare di concedersi una pausa proprio quando il borgo pullula di gente, non è minimamente concepibile. Deve essere motivo di profondo orgoglio sapere di concorrere positivamente agli studi universitari dei suoi due figli maschi (rispettivamente ingegnere elettronico e informatico), con le due figlie femmine già accasate e con tanto di prole propria. Così, in un fare composto e privo di esibizionismi (come potrebbe?), ci racconta della severità delle leggi nel suo paese, oltre che, sempre a suo dire, della politica affatto buona, al pari dei rapporti con le persone, senza specificare quali siano le persone cui fa riferimento.

Facile, a questo punto, procedere per luoghi comuni; facile affermare che l’Italia è il paese dove tutto è concesso e tutto è permesso; facile affermare che l’America è qui e non altrove. Non è forse lecito coltivare il sogno di una vita migliore? Chi di noi venderebbe rose all’estero pur di sfamare se stesso e la propria famiglia, scivolando impietosamente ai margini della società civile nell’erronea concezione occidentale? Scelte di questo tipo denotano non solo un grande spirito di adattamento, ma anche e soprattutto la ferrea volontà di tirare avanti con tutti i mezzi a disposizione, costi quel che costi. Persone come Amin sono sempre degne di ammirazione e rispetto, di quel rispetto dovuto ai lavoratori instancabili.

Quando chiediamo ad Amin di fornirci alcune dichiarazioni circa il recente attentato avvenuto nel suo paese dove hanno perso la vita ben 9 italiani, ci risponde in un italiano incerto affermando che la sua famiglia è situata a circa 400 chilometri dal luogo dell’attacco, senza aggiungere altro. Gente come lui, d’altra parte, è qui unicamente per lavoro e i temi politici lasciano il tempo che trovano. Appena dopo, Amin, che per ritornare nella sua dimora di Bari deve attendere il primo treno del mattino seguente, ingannando l’attesa nella piccola stazione di Torre a Mare, ci saluta con un sorriso riprendendo l’immancabile perlustrazione.

Storie come quella descritta sono emblematiche. Cosa ne sappiamo noi della vita e della difficoltà delle persone, quando, allo sventolare di una rosa sotto il naso, voltiamo infastiditi il capo dall’altra parte continuando a sorseggiare il nostro drink? Dietro una rosa c’è una vita, una famiglia, un figlio all’università, un sogno di vita. In un calice traboccante di spensieratezza dove affogare gioie e mestizie, di sicuro non c’è un’intera vita, ma la fugacità di un istante. Meno calici e più rose allora: solo le seconde alimentano la vita!


[da La Voce del Paese del 16 Luglio]

Torre a Mare. Amin vende le rose intero

Commenti 

 
#5 Pisello 2016-07-25 18:19
Perplesso. Secondo me qui il giornalista si é fatto prendere in giro alla grande... cmq il personaggio mi fa tanta simpatia
 
 
#4 Giacomo Rizzello 2016-07-23 11:57
Evidentemente, qualcuno non ha compreso che l'articolo da risalto alla vicenda umana del singolo piuttosto che alla filiera economica. Conosciamo tutti le condizioni di sfruttamento in cui versa questa gente, ma lo scritto NON ha inteso evidenziare questo aspetto, avendo come sola "pretesa" quella di mettere in luce taluni aspetti della vita quotidiana di chi si adatta a svolgere i lavori più umili. Commenti razzisti e classisti sono davvero fuori luogo.
Ringrazio i tantissimi che hanno reso importante l'articolo con i loro "mi piace": non ho parole, sono commosso.
 
 
#3 Paolo 2016-07-23 09:24
Sono d'accordo con Pippo. C'è una mafia dietro quelle rose.
Per non parlare di quando mangia con le mani dai piatti di gente che si è alzata un attimo dal tavolo. E poi, se i figli sono ingegneri e le figlie son già sposate, chi deve mantenere? Tornasse a casa sua e si facesse mantenere dai figli. Chi ha pubblicato questo articolo sa quanto spende un italiano per pagare l'università ai propri figli? Lo sa che molti ragazzi non possono andare all'università perché i genitori non possono permettersi di pagare tutti quei soldi? Perché dobbiamo accettare che un extracomunitario può lavorare a nero e noi invece dobbiamo pagare le tasse? *****************
 
 
#2 Riflessioni 2016-07-22 09:17
Canzone di Marzia Strano
Non è colpa delle rose se devono viaggiare su barche che traghettano persone
che sognano d'arrivare
nel paese di san Valentino
non è colpa delle rose se devono subire l'arroganza di un rifiuto
che si indigna della loro presenza
nel paese di San Valentino
non è colpa delle rose se non hanno mai visto un giardino
non è colpa delle rose se interrompono le cene dei bianchi
non è colpa delle rose se pungono le dita di un bambino
non è colpa delle rose se non hanno mai visto un giardino
Non è colpa delle rose se devono viaggiare su barche che traghettano speranze che fuggono da una guerra
che fuggono da una guerra
Non è colpa delle rose se devono morire fra gli sguardi diffidenti e le orecchie sorde di questo occidente
di questo occidente
[…]
se semini veleno raccogli solo spine
se semini scintille raccogli solo incendi
[…]
 
 
#1 Pippo 2016-07-22 07:31
Ma che articolo è? Come fa quest individuo a permanere in Italia pur in assenza di reddito? Le rose dove le compra? Le vende a nero. E le famiglie italiane in difficoltà? Ci mettiamo tutti a vendere rose?
 

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