Giovedì 20 Giugno 2019
   
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Don Mimì Ciavarella: 50 anni di vita sacerdotale. FOTO

Noicattaro. 50° anniversario di sacerdozio di don Mimì Ciavarella front

 

Per festeggiare il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Mons. Domenico Ciavarella, la comunità nojana si è riunita sabato 16 Luglio presso il piazzale adiacente la Chiesa Madre in una sentita Messa di lode al Signore per ricordare proprio in questo particolare giorno della Madonna del Carmine la celebrazione della sua prima Messa nel lontano 1966. “Questa sera voglio rendere lode e ringraziamento al Signore per voi, a questa comunità di Noicattaro perché qui sono sorte molte vocazioni”, racconta Mons. Ciavarella a conclusione della celebrazione. “Qui c’è don Nicola Boccuzzi, don Peppino Saponaro, don Angelo Latrofa, Padre Giuseppe, don Jerry, e tanti altri padri e missionari partiti da Noicattaro”.

Il suo percorso verso l’amore in Dio incomincia in età giovanile. Poco più che un dodicenne, lascia la sua Noicattaro per entrare in seminario, dove affronterà il percorso che lo porterà verso il sacerdozio. “Una volta ordinato sacerdote da Papa Paolo VI a Roma nel 1966, mi sono trattenuto un anno in Italia e nel Novembre del ’67 sono partito per il Brasile”, asserisce Mons. Ciavarella, affettuosamente chiamato don Mimì. Oggi, per volontà del vescovo, dal 2000 è vicario generale presso la diocesi di Bari.

A rendere omaggio all’anniversario di ordinazione sacerdotale, oltre all’illustre presenza di Sua Ecc.za l’Arcivescovo Mons. Cacucci, il neo sindaco Raimondo Innamorato ha dedicato un pensiero di augurio e di ringraziamento a nome dell’istituzione che ricopre e della comunità nojana che rappresenta. “Oggi, in questa importante ricorrenza, sentiamo il dovere di esprimere tutta la nostra gratitudine per aver dedicato la sua vita e il suo apostolato al servizio dei più deboli e dei più bisognosi. La vocazione sacerdotale è un dono di Dio. Costituisce un grande bene per colui che ne è destinatario. Ma anche un dono per l’intera Chiesa e la comunità che gli ha dato i natali”, ha proferito il sindaco Innamorato. “Che il Signore le dia ancora tanta energia, voglia e gioia per continuare a rendere testimonianza dell’amore di Dio e a illuminare il nostro cammino. Con rispetto e devozione in Gesù Cristo, le auguriamo buon cammino”. Anche il corpo di Polizia Locale ha porto fervidi auguri per il 50° anniversario sacerdotale, donando un Crest a nome del Comando, per mano del Comandante, dott. Oscar Rubino.

Omaggi sono stati offerti anche dai sacerdoti operanti a Noicattaro. “Il dono sacerdotale è una stola che le quattro parrocchie di Noicattaro donano a lei, don Mimì, in quest’anno particolare, che è l’anno della Misericordia”, dice don Giovanni Caporusso. Piccoli doni, tuttavia, sono stati offerti anche alla comunità nojana e alle associazioni religione che, con grande devozione, hanno preso parte alla cerimonia. Un piccolo libricino che racconta gli anni di vita sacerdotale di don Mimì attraverso illustrazioni fotografiche prese dall’archivio che don Oronzo Pascazio ha ben conservato in tutti questi anni, come ha ricordato don Vito Campanelli e, accanto ad esso, una piccola fotografia che ritrae don Mimì con le mani strette nella morsa di Papa Paolo VI nell’atto di ricevere l’ordinazione presbiterale. “Per me quelle mani rappresentano non quelle di Papa Paolo VI, ma indicano soprattutto le mani di un Dio e vorrei che queste sue mani sempre mi stringessero”, dice con un filo di commozione don Mimì. E nel rivivere quell’emozione, racconta la predica di Benedetto XVI il quale ha asserito che al centro di tutto c’è il gesto antichissimo dell’imposizione delle mani con le quali “Egli ha preso possesso di me dicendomi ˈTu mi appartieniˈ. Ed io appartengo a Lui, appartengo a Cristo. Ma con ciò ha anche detto: tu stai sotto la protezione delle me mani, tu stai sotto la protezione del mio cuore. Tu sei custodito nel carro delle mie mani e proprio così ti trovi nella vastità del mio amore. Rimani nello spazio delle mie mani e dammi le tue”. E continuando nel racconto, don Mimì rivela: “Quanto vorrei che in questi ultimi anni le mie mani potessero sempre rimanere in quelle mani di Dio. E prego proprio questa sera nella festa della nostra protettrice la Vergine Maria che sia Lei a guidarmi e faccio mia la preghiera della colletta in questa Messa della Madonna del Carmine”. Un bagno di folla ha accolto don Mimì non appena la celebrazione si è conclusa. Strette di mani, riconoscenza e devozione è stato il modo in cui la comunità nojana ha voluto salutare il suo amato concittadino offrendo un piccolo rinfresco. Dopo un piccolo momento conviviale, abbiamo rivolto qualche domanda a don Mimì Ciavarella.

Che sensazione ha avuto nel ritornare a Noicattaro?

Ci torno ben volentieri perché qui sono nato, qui ho vissuto e ho passato tutta la mia fanciullezza. Ho avuto un bel cammino di fede che mi ha preparato al sacerdozio. Ci torno volentieri per vedere queste belle comunità cristiane e parrocchiali di Noicattaro.

Com’è stato l’inizio del suo cammino verso la fede in Cristo?

Io credo che all’inizio c’è la fede verso i proprio genitori. Ho ricevuto tanto amore da loro, a livello di preghiera e di ascolto della parola di Dio, e a livello soprattutto di buon esempio. Mio padre ci teneva molto alla famiglia, così come mia madre. Hanno lavorato tanto per la nostra famiglia, affinché noi fossimo uniti. Io credo quindi che gli inizi siano proprio partiti da lì, dalla mia famiglia.

Come ha vissuto i suoi anni di sacerdozio in Brasile e come ha affrontate la sua missione?

C’erano già delle comunità cristiane in Brasile, solo che non avevano un sacerdote fisso. Il sacerdote appariva una volta ogni mese per cui avevano bisogno veramente di una guida. Sono partito appunto per dare una mano alla diocesi di Campina Grande in Paròquia. Oltre all’aver riscontrato tanta povertà economica, c’era soprattutto povertà a livello sacerdotale. Mentre, ad esempio, nella nostra diocesi di Bari eravamo in 220 preti, lì eravamo soltanto 35.

Vuole lanciare un messaggio a coloro che si allontanano dalla fede?

Che siano persone sempre in ricerca. Che non restino mai soddisfatte di quello che sanno, ma che si mettano sempre in cammino.

A don Mimì Ciavarella vanno i nostri migliori auguri, con la speranza che la sua forte esperienza di fede possa essere luce per tutta la comunità.


[da La Voce del Paese del 23 Luglio]

Qui alcune foto, a cura di Mario Marinoni

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