Mercoledì 16 Ottobre 2019
   
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Le “alghe” sgradite, ma altrettanto fondamentali per l’ecosistema

Torre a Mare. Posidonia

 

Durante la mattinata di martedì 19 Luglio i mezzi dell’Amiu erano al lavoro sul litorale torrammarese per rimuovere la posidonia depositatasi dopo le mareggiate della scorsa settimana. Le operazioni di pulizia si sono concentrate nell’area del porto di Torre a Mare ma hanno interessato anche diversi altri punti della costa. La zona antistante il porticciolo si presentava completamente ricoperta dalle “alghe” - così impropriamente definite - le quali sono state accumulate per poi essere rimosse in un secondo momento.

La presenza della posidonia è sgradita dalla popolazione e dagli esercenti per via del cattivo odore da essa prodotto durante la fase di decomposizione, il quale induce a continue lamentele e proteste da parte di questi ultimi. I vegetali marini, infatti, con il calore vanno in putrescenza, diffondendo nell’area circostante una esalazione sgradevole molto simile a quella prodotta dalle fogne; inoltre sui cumuli di alghe si creano imponenti colonie di insetti che possono creare problemi di ordine sanitario.

Il servizio di rimozione da parte dell’Amiu è stato tempestivo nonostante esso possa essere svolto solo su autorizzazione delle autorità competenti e nel rispetto della normativa vigente in materia che ne regola sia le modalità che i tempi; essa prevede che le operazioni di smaltimento e riciclo vengano svolte nel rispetto dei litorali per evitare che si produca un effetto di accelerazione dell’erosione degli stessi.

Ma se è vero quanto sostenuto da numerosi studiosi, e cioè che la produzione di alghe spiaggiate è l’indicatore della buona salute del mare, allora possiamo affermare che le acque dell’Adriatico godono di ottima salute a giudicare dalla quantità di foglie di posidonia che ogni anno si depositano sugli arenili del litorale barese in occasione di venti di maestrale piuttosto forti.

Questi cumuli, guardati più da vicino, sono costituiti da lunghi filamenti simili a foglie morte, infatti gli antenati della posidonia erano le piante terrestri che circa 120 milioni di anni fa si sono spostate a vivere nel mare. Essa in realtà non è affatto un’alga ma una pianta da fiore endemica del Mediterraneo: le sue foglie possono crescere fino ad 80 cm di lunghezza ma solo di 1 cm di larghezza. Cresce fino ad una profondità di 40 metri e predilige acque limpide e povere di nutrimento.

I prati di posidonia, oltre ad essere dei veri e propri polmoni marini, costituiscono un luogo di elevata biodiversità con più di 700 specie animali e vegetali catalogate. Essi formano una barriera subacquea che protegge le coste e fungono da riparo a svariate specie di pesci e molluschi. Queste praterie sono spesso paragonate alla foresta Amazzonica infatti, durante la fotosintesi producono circa 10 litri di ossigeno per metro quadrato di foglie.

Gli alti banchi che si depositano sugli scogli e sulle spiagge durante le mareggiate, invece, proteggono la sabbia dall’essere portata via dalle burrasche successive e non dobbiamo trascurare il fatto che in realtà la posidonia che si deposita fuori dall’acqua supporta l’ecosistema fungendo da ricovero per numerosi piccoli invertebrati grazie al ricco habitat da essa costituito.

È fondamentale quindi non demonizzare questo importante elemento naturale, imparando a conoscerlo più da vicino per poterne apprezzare le vitali caratteristiche volte a garantire la salute dei nostri mari e non solo.


[da La Voce del Paese del 23 Luglio]

Torre a Mare. Posidonia

Commenti 

 
#1 pincopallino 2016-07-26 17:20
Domenica 24 son dovuto andare via....un vero schifo ed aria irrespirabile.
 

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