Giovedì 17 Gennaio 2019
   
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Vandali a Torre a Mare, danneggiato un peschereccio

Torre a Mare. Danni al peschereccio front

 

Il porticciolo di Torre a Mare da tempo è in balia dell’inciviltà e dell’insicurezza. Un tempo approdo sicuro per pescatori e diportisti, regno incontrastato della nobile arte della pesca, oggi è teatro di inciviltà e vandalismo.

Nel numero della scorsa settimana ci siamo già occupati del degrado in cui versa lo specchio d’acqua pelosino, ormai appannaggio di incivili ed ignoranti, pescatori dilettanti abusivi senza scrupoli e piccoli delinquenti.

Gli episodi di inciviltà sono all’ordine del giorno, è sufficiente passeggiare sul molo durante le ore notturne per comprendere di cosa sia capace l’uomo. Bottiglie e rifiuti ovunque, odori di sostanze proibite, veicoli e ciclomotori parcheggiati nonostante l’espresso divieto. I pelosini non riescono proprio ad abituarsi a cotanto scempio, eppure il fenomeno non si placa, anzi cresce senza sosta.

Per molti il porticciolo è un luogo del cuore, quel posto che evoca ricordi di un tempo passato, ed al tempo stesso spalanca gli orizzonti ai sogni dei giovanissimi che si scambiano i primi baci, passeggiando mano nella mano, ma il porto per i nostri pescatori è il luogo della sopravvivenza, del lavoro, dei sacrifici.

I pochi pescatori professionisti, che ancora lavorano a Torre a Mare, da tempo sono costretti a combattere una battaglia impari. Il tanto atteso dragaggio, il mare ormai troppo sfruttato, i disagi quotidiani con cui devono inevitabilmente convivere per poter portare a casa “la giornata”, stanno facendo scomparire un pezzo di storia del nostro borgo.

Chi conosce la giornata di un pescatore sa cosa significa svegliarsi all’alba, uscire in mare, calare le reti, sfruttare le correnti, combattere con i dolori alla schiena, eppure questi uomini ogni giorno ripetono un rito vecchio di millenni. La barca e le reti rappresentano per questa categoria una risorsa fondamentale, sono gli strumenti che permettono loro di mantenere la famiglia.

Forse il gruppo di ragazzini che ha letteralmente “aggredito” lunedì scorso un’imbarcazione nel porticciolo di Torre a Mare non sa cosa sia il sacrificio ed il lavoro. Da quanto ci raccontano, nelle prime ore del pomeriggio di lunedì un gruppetto di ragazzini è salito a bordo di un’imbarcazione ormeggiata nel porto, ha creato scompiglio e confusione, gettando in acqua parte delle reti che erano a bordo. Un gesto che non conosce spiegazione e nè tantomeno può essere giustificato. Un atto vile, un’offesa al lavoro di un uomo che con dignità e sacrificio ogni giorno sfida il mare e la sorte.

Il titolare della licenza ci racconta che questi episodi non sono una novità. In passato ha dovuto ricorrere a metodi poco ortodossi per salvare la sua barca e le sue attrezzature. “Questi personaggi - ci racconta - confondono la mia imbarcazione per un luogo di bivacco, la usano per tuffarsi in acqua e si divertono a ‘fare casino’ a bordo”. Alcuni colleghi del nostro amico pescatore hanno subito furti e danneggiamenti alle attrezzature lasciate a bordo. La categoria è già fortemente danneggiata dalla crisi e dallo sfruttamento incontrollato del mare e, se si aggiungono anche i vandali, c’è ben poco da fare.

Il porticciolo e i pescatori meritano una tutela maggiore: da tempo il fanale rosso è spento, numerosi lampioni sono danneggiati e nell’oscurità accade di tutto. Molti pescatori, ormai anziani e prossimi alla pensione, hanno rinunciato a combattere e si sentono abbandonati, ma per quei pochi ancora giovani e lontanissimi dalla pensione, il futuro è peggio di una tempesta.


[da La Voce del Paese del 30 Luglio]

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