Martedì 26 Marzo 2019
   
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Presentato a Torre a Mare il libro di poesie di Matiah Eckhard

Torre a Mare. Raccolta poesie di Matiah Eckhard front

 

Il 22 Agosto scorso, presso la saletta della Chiesa San Nicola in Torre a Mare, è stata presentata la raccolta di poesie “Lontani canti sacri di dove sono nato” di Matiah Eckhard (Edizioni Levant, 2016), ragazzo francese scomparso prematuramente nel 2014 a causa di una grave malattia. Voluto e organizzato da don Sergio Biancofiore, l’evento ha tra gli altri contemplato la presenza di Comasia Acquaro, poetessa di Martina Franca, di Angela Biancofiore (foto in basso), madre del giovane autore, nonché dell’attrice teatrale Monica Contini.

Come scrive la stessa Angela Biancofiore, pelosina doc e dal 1993 docente di Arte e Letteratura Italiana presso l’Università Paul-Valéry di Montpellier in Francia, “come piccole gocce di luce sulla pagina, Matiah ha distillato il suo percorso poetico. Il dolore gli ha reso la vita preziosa, la malattia ha aggiunto valore alla luce del sole, alla mano di un amico, ad uno sguardo d’amore. Poesie piene di luce, che sgorgano da un’intimità oscura dove forze incommensurabili si scontrano a piegare la vita del corpo”. Proprio alla madre del giovane autore, la nostra testata ha rivolto alcune domande, qui di seguito riportate.

Cosa può dirci in merito all’evento?

È il libro di mio figlio, il libro di un ragazzo scritto fra i 16 e i 19 anni durante la fase difficile della sua malattia, in cui ha espresso i suoi sentimenti rispetto alla vita. Traspare la volontà di apprezzare ogni istante della vita stessa in quanto ogni istante è prezioso e, più che la sua sofferenza, Matiah ha in fondo espresso la sua gioia di vivere ed è questo il messaggio importante. Abbiamo collegato questa pubblicazione a un Concorso di poesia per i giovani autori dai 12 ai 25 anni di tutto il mondo e, per chiunque volesse maggiori informazioni, può cercare la pagina Facebook “Concours de poésie Matiah Eckhard”. Ci pervengono opere da tutto il mondo e sono ormai due anni che nel mese di Maggio elargiamo i relativi premi. Quest’anno ha vinto uno studente del Congo che, con il nostro piccolo contributo, è riuscito a pagare le tasse della sua università.

Come si auto-alimenta il premio?

Intanto il Comune di Matel, dove noi abitiamo e dove ha sede l’associazione Euromedia, che io animo, si è impegnato con un un piccolo contributo da destinare ai premi; in secondo luogo ci pervengono diverse offerte private da persone che comprendono la nostra intenzione di favorire la poesia e la creazione poetica. Allo scopo, anche i proventi derivanti dalle vendite del libro di Matiah vengono destinati al contributo per i ragazzi. Noi prevediamo assegni di 300, 200 e 100 euro, rispettivamente per il primo, secondo (licei, ndr) e terzo premio (scuole medie, ndr). Quest’anno c’è stato inoltre un premio di 200 euro alla canzone, oltre ai 40 libri di poesia regalati ai restanti partecipanti, i quali hanno ricevuto una menzione speciale da parte della giuria.

C’è stata una buona partecipazione di pubblico in Chiesa?

Sì, il pubblico è stato molto caloroso. Tutte le famiglie hanno in fondo vissuto degli eventi spiacevoli quali malattie, lutti o comunque, anche se passeggeri, momenti difficili. Credo che ognuno dei presenti si sia identificato in questo percorso difficile di Matiah verso la liberazione e anche verso la distanza dal suo stesso corpo che tanti problemi di salute gli dava. Non a caso ha riposto la sua attenzione soprattutto sull’interiorità, sullo spirito; questo gli ha dato tanta forza come, del resto, ha dato tantissima forza anche a noi. Quello che aiutava più spesso Matiah a superare il disagio era la musica, in quanto era sia pianista classico presso il Conservatorio, che pianista di jazz. Suonava in un gruppo guidato da un musicista americano, Abdou Selim. I concerti che faceva assieme al lavoro-studio degli spartiti classici a casa, lo ha aiutato moltissimo.  Un contributo importante è anche venuto dalla fraternità con gli altri membri del gruppo musicale che lo ha molto sostenuto. Mio figlio era consapevole della gravità della malattia, sebbene in famiglia e con gli amici cercassimo di beneficiare di ogni istante. Un esempio è l’ospedale, dove abbiamo festeggiato il suo compleanno, senza aspettare il giorno dopo per trovare quella felicità negata.

Qual è stato il percorso seguito dal libro?

Abbiamo sottoposto le poesie di Matiah alla supervisione della poetessa Comasia Acquaro, la quale ha dato un tocco davvero poetico alla scrittura curandone la veste letteraria per quanto riguarda la traduzione dalla lingua francese, senza stravolgerne il senso. La resa poetica in italiano è risultata molto efficace rispetto all’originale francese, dove traspare una grande musicalità in entrambe le lingue, poiché, come detto, Matiah è stato anche musicista.

Durante le presentazioni del libro, sente in qualche modo di impersonare suo figlio, l’autore?

Sì, sento che Matiah è vivo non solo in me, ma anche in tutte le persone presenti all’evento. Ho avvertito uno spirito di comunione fortissimo, oltre che un’energia molto bella presente in sala, grazie sia all’attrice Monica Contini che leggendo i suoi testi ne ha consentito il riverbero, che all’energia trasmessa dalla scrittrice Acquaro, senza dimenticare il contributo di don Sergio Biancofiore che ha interpretato alcuni pezzi musicali di Fauré assieme alla soprano. Quando c’è una tale comunione di creatività, di creazione e di accoglienza, sento che Matiah è veramente presente. Mentre il corpo è destinato a scomparire, lo spirito e la coscienza sono sempre lì, senza dei quali potremmo imputridirci in tre giorni. In un certo senso il libro è un invito a prenderci cura non solo del nostro corpo, dell’aspetto fisico, ma anche della nostra coscienza, la quale si trova spesso in condizioni di sofferenza a nostra totale insaputa.


[da La Voce del Paese del 27 Agosto]

Torre a Mare. Angela Biancofiore intero

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