Zone a mare, una storia infinita artigliata da disservizi e degrado

Noicattaro. Rifiuti zona La Reseda front

 

Nel descrivere l’ennesima situazione di sfacelo osservata non più tardi di qualche giorno addietro nell’area parcheggio attigua a “La Reseda”, casa di riposo per anziani ubicata all’altezza di Parchitello sulla provinciale Noicattaro-Torre a Mare, diamo spazio alle dichiarazioni di un residente della zona, Annalisa Riefolo, ormai stanca di un disservizio che continua a presentarsi nel tempo a intervalli incredibilmente ravvicinati.

Da quanto tempo sussiste la presente situazione?

Da tre-quattro giorni sicuramente. Butto qui la spazzatura ogni mattina e osservo addirittura dei topi sgattaiolare tra i piedi. Il 12 Settembre inizia la scuola e i nostri ragazzi prenderanno l’autobus proprio da qui, dalla fermata che è qui presente; accanto ci sono inoltre degli anziani che, si sa, sono più delicati. Se la spazzatura non viene smaltita perlomeno ogni due giorni, la zona diventa una vera e propria discarica a cielo aperto. In precedenza il pattume rasentava esattamente il muretto del “La Reseda”, poi, da un paio di mesi a questa parte, è stato spostato nell’attuale posizione. La situazione è sempre, esclusivamente, questa. Su tutta la strada che continua fino a Parco Scizzo, che in pratica segna il confine fra Bari e Noicattaro, si osserva la medesima situazione e, questo, come detto, da almeno 3 giorni. Nei cumuli di immondizia è presente di tutto, tra cui calcinacci e mattoni edili. Anche semplicemente avvicinandosi, c’è il rischio di venir assaliti dai topi; ci sono immondizie sparse ovunque, oltre che sterpaglie presenti da giorni. L’erba non viene tagliata da una vita, tant’è che, osservando la strada, non si riesce a vedere neanche l’imbocco della curva. Solo il mio nucleo familiare, formato da tre persone, paga 545 euro all’anno di tasse della spazzatura, e con questo ho detto tutto. Non ho alcuna difficoltà a pagare, ma in cambio voglio un servizio; non posso uscire dal borgo e trovarmi davanti a delle vere e proprie discariche. Questo è un punto che deve essere sistematicamente pulito, rappresentando l’incrocio di tutto il vicinato.

Normalmente, ogni quanti giorni dovrebbe essere attivo il servizio di raccolta?

La raccolta dovrebbe avvenire almeno ogni due giorni per consentire di smaltire il tutto volta per volta: organico, secco, indifferenziato, plastica e carta, senza dimenticare il deposito dei pannolini situato nei pressi di Borgo Fiorito. È così dappertutto: i bidoni sono pieni e stracolmi ovunque. Da 3 mesi a questa parte la situazione è peggiorata in modo esponenziale, anche perché i topi e i cani randagi che si concentrano in questa zona entrano poi nei nostri complessi. Il Comune di Noicattaro ha la grande ricchezza dei borghi, i quali portano soldi e consentono una bella visione della zona. Tuttavia, avendo io un marito marocchino, non ho osservato una situazione simile neanche a Casablanca o Rabat.

Vi sentite una realtà marginale rispetto a Noicattaro città?

Sì, tantissimo, soprattutto noi da Parchitello in giù: siamo molto più vicini a Bari e allora ci lasciassero lì. Per andare in città prendo la viabilità di servizio, dove, a giorni alterni, vedo puntualmente lo smaltimento dei rifiuti. Neanche quel tratto di Bari è sporco come le strade della provinciale di Noicattaro.

Con le passate amministrazioni la situazione mostrava di essere differente?

Sì, tale scadimento si verifica da tre mesi a questa parte. Prima avevamo comunque la possibilità di rivolgersi al Comune, adesso, essendo tutta gente nuova, non solo non sappiamo a chi rivolgerci, ma non ci sentiamo neanche ascoltati. Adesso è un degrado peggiore. Durante le elezioni è stata pulita un po’ la rotonda di Parchitello, dopodiché più nulla: siamo completamente dimenticati. Invito il sindaco a farsi un giro qui nei borghi, per constatare personalmente la situazione. All’attuale amministrazione vorrei dire di valorizzare i borghi e, soprattutto, di trarre quello che di positivo c’è, non solo dal punto di vista della bellezza architettonica, ma considerando anche quello che da qui si potrebbe guadagnare. Nonostante io viva in un posto bellissimo, oggi non consiglierei a nessuno di venire ad abitare qui.


[da La Voce del Paese del 27 Agosto]

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