Sabato 24 Agosto 2019
   
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Alzheimer, percorso conoscitivo presso la Nuova Fenice. FOTO

Noicattaro. Giornata Mondiale sull'Alzheimer alla Nuova Fenice front

 

In occasione della Giornata Mondiale sull’Alzheimer, lo scorso 21 Settembre, la R.S.S.A. Nuova Fenice ha inteso sensibilizzare gli interessati alla problematica, organizzando un percorso conoscitivo della patologia e dei principali interventi messi in campo al suo interno, avente i “ricordi” come tema centrale.

Come riferisce l’assistente sociale, dott.ssa Grazia Favia, la Residenza Socio Sanitaria Assistenziale fornisce servizi integrati ai cittadini, specie a quelli aventi delle fragilità, finalizzato all’accoglienza, alla cura e al mantenimento delle residualità degli ospiti. Si punta dunque alla centralità dell’individuo, al suo vissuto e alla sua salute psico-sociale. Veicolati principalmente attraverso i ricordi, gli interventi sono finalizzati e individualizzati, in sinergia con tutte le figure professionali presenti, oltre che mediante la collaborazione dei parenti.

Terminata l’introduzione al tema, la psicologa, dott.ssa Antonella Giustino, ha guidato i presenti in un giro della struttura in modo da ripercorrere assieme quanto appartenente agli ospiti. Come la stessa dottoressa riferisce, le demenze rappresentano una condizione patologica riguardante un declino delle funzioni cognitive, con la memoria a venir danneggiata per prima. Non a caso, uno dei primi sintomi a fare la sua comparsa è proprio il dimenticare quanto fatto nell’arco della giornata o il ripetere le azioni compiute.

Il percorso guidato inizia con la visione dei pensieri dei dipendenti e dei parenti degli ospiti, affissi su cartaceo in appositi spazi, dove, il tema comune, è sempre stato la memoria, uno degli aspetti causa di maggior sofferenza degli alloggianti. Poiché non esiste ancora una valida terapia farmacologica capace di prevenire o di rallentare efficacemente i sintomi della demenza, gli interventi praticati nella struttura sono di tipo non farmacologico. Classica, ad esempio, è la terapia della reminiscenza, dove gli ospiti si dimostrano più tranquilli allorché percepiscono di trovarsi in un ambiente sicuro e familiare.

Lo step successivo ha riguardato la visita alla stanza dei ricordi dove, mediante delle brevi interviste rilasciate principalmente dai parenti, sono state raccolte su pergamena le descrizioni degli ospiti - afferenti in tal caso a uno stadio moderato terminale - antecedenti la malattia. Va detto che le terapie non farmacologiche aiutano quantomeno a rallentare i disturbi del comportamento; nei casi gravi e per due volte l’anno viene proposta la “Pet Therapy”, terapia “dolce” basata sull’interazione uomo-animale, con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo e psicosociale.

Visionati successivamente gli ospiti intenti a praticare della ginnastica dolce con movimenti lenti, coadiuvati dalla terapista preposta alla riabilitazione motoria individuale e collettiva. Lo scopo è quello di mantenere le abilità motorie residue o, comunque, stimolare le capacità residue. Agli esercizi è comunque associata una stimolazione cognitiva in quanto, per poter eseguire i comandi, il paziente deve poter riconoscere la destra e la sinistra, l’alto e il basso, ecc., oltre che una ginnastica respiratoria, fondamentale per un buon invecchiamento.

In spazi successivi, è stato successivamente osservato un gruppo di pazienti più deteriorato impiegato nel creativo, poiché anche la manipolazione degli oggetti sembra avere un effetto rilassante per la demenza e i disturbi del comportamento. Viceversa, gli affetti da un disturbo moderato, lieve, vengono indotti allo “Yoga della risata”. Si tratta di una disciplina basata su specifici esercizi di respirazione e sulla risata incondizionata, autoindotta, poiché il tono dell’umore è una delle variabili che influenzano positivamente l’aspetto cognitivo.

Visionata infine l’ultima ala dell’edificio ospitante i disabili psico-fisici, dove si lavora sulla prevenzione dell’invecchiamento mentale, poiché si è visto che il 5% circa delle demenze è causato dall’insorgenza di malattie psichiatriche. Alle infermiere presenti spetta un compito delicato: controllare che non insorgano complicanze a livello fisico, tali da peggiorare il decorso della demenza.

L’invito rivolto alla collettività è quello di non emarginare le persone affette da tale patologia, ricordando che “l’Alzheimer cancella il loro passato, l’indifferenza cancella il loro futuro”.


[da La Voce del Paese del 24 Settembre]

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