Pallacanestro, un giovane talento nojano vola a Torino

Noicattaro. Simone Marrone front

 

Torniamo a parlare di talenti nojani e vi presentiamo Simone Marrone, 16 anni, appassionato di sport e, nello specifico, di pallacanestro. Dopo aver brillato tra le file dell’A.S.D. Basket Noicattaro è arrivata una chiamata importante per lui: per quest’anno giocherà con il C.U.S. Auxilium Torino, società piemontese molto ambita per quanto riguarda il settore giovanile. E così il giovane nojano si è trasferito a Torino, dove disputerà il campionato Under 18 di Eccellenza, torneo dove in cui si sfideranno le migliori squadre U18 del Piemonte. Soddisfatto Donatello Digiglio, allenatore dell’A.S.D. Basket Noicattaro, che ha seguito da vicino, da 5 anni circa, il giovane nojano: “Per noi è una grande soddisfazione ed è motivo d’orgoglio. Far crescere e lanciare i ragazzi nojani è l’obiettivo principale per noi che siamo una piccola realtà. Sono contento per Simone, un grande professionista. Si è sempre sacrificato, allenandosi in qualsiasi momento della giornata, con il freddo e con il caldo torrido. Ho visto in lui delle potenzialità non indifferenti e si è fatto apprezzare dai colleghi torinesi. Una grande gioia per noi”. Vi raccontiamo questa bellissima storia attraverso le parole di Simone Marrone, raggiunto telefonicamente dai nostri microfoni.

Quando è nata la tua passione per il basket?

La passione è nata all’età di 5 anni, quando mio fratello ha provato per la prima volta questo sport. In realtà ho cominciato a giocare con lui controvoglia, avevo paura del pallone e nessuno mi passava mai la palla, sia perché ero piccolo sia perché ero abbastanza impedito. Negli anni sono cresciuto in altezza, sono migliorato grazie all’allenamento e mi sono avvicinato sempre di più alla pallacanestro. Dopo che ho lasciato la squadra di Rutigliano e ho iniziato a giocare a Noicattaro: il numero di allenamenti è aumentato, ho iniziato ad allenarmi con i più grandi fino ad arrivare in prima squadra. Infine lo scorso anno ho giocato in prestito a Mola, e quest’esperienza è stata abbastanza positiva.

Quando hai deciso di iniziare a fare sul serio e di puntare su questo sport?

Fino a qualche anno fa non avevo alcun desiderio di diventare un giocatore professionista, giocavo per divertirmi e perché ormai era diventata un’abitudine. Quando fui scartato dalla selezione regionale capii che non bastava più fare il minimo indispensabile e che per avere qualche possibilità avrei dovuto lavorare sodo. E così ho deciso di dedicare la mia vita alla pallacanestro: una scelta non semplice; è molto facile dirlo a parole ma difficilissimo da realizzare, e questo è stato possibile soprattutto grazie al mio allenatore, Donatello Digiglio, che mi ha insegnato che tutto ciò che vuoi devi guadagnartelo, sul campo e fuori, con sudore e dedizione.

Poi è arrivata la chiamata da Torino? Cosa hai provato?

Anche dopo essere stato confermato dalla società torinese, non ho mai abbassato la guardia, ho lavorato tutta l’estate per preparami ed ho fatto finta di nulla fino a quando, a fine Agosto, sono stato ufficialmente chiamato a Torino, dove attualmente vivo e mi alleno. Ho cercato di godermi le mie ultime settimane al Sud, tra amici e famiglia, senza mai trascurare il mio obiettivo. Anche quando ero ormai certo di trasferirmi, mi sentivo normale, sereno, perché ho sempre saputo di dover fare dei sacrifici per raggiungere il mio sogno. In effetti adesso la nostalgia si fa sentire, ma quando sono in campo mi sento più forte che mai, perché so che giù in Puglia c’è un piccolo paese che fa il tifo per me.

Riesci a far conciliare i tuoi impegni sportivi con la scuola?

Sì, un atleta deve saper analizzare tutte le situazioni che gli si pongono davanti, ed essere una persona colta aiuta molto nelle scelte di vita ma anche, stranamente, in quelle di gioco. Molti non lo sanno, ma alla base della partita c’è lo studio dell’avversario e delle situazioni di gioco, ed avere un metodo corretto può sempre aiutare. A volte sono costretto a studiare a scuola o di notte, ma è una cosa importante che non va trascurata a vantaggio dello sport.

Dove vuoi arrivare? Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è di diventare il miglior giocatore possibile, voglio capire fino a dove riuscirò a spingermi. Vorrei dimostrare alla gente che non serve essere predestinati per realizzare i propri sogni, ma occorrono tanto lavoro e sacrificio. Dove voglio arrivare? Non lo so ancora, per ora mi sto concentrando sul presente ma da sempre punto in alto. Questo è solo un punto di partenza, un buon risultato sarebbe ottenere un posto nella squadra di Serie C.

La redazione di NoicattaroWeb – La Voce del Paese augura al giovane Simone Marrone un futuro ricco di soddisfazioni. In bocca al lupo!


[da La Voce del Paese dell'8 Ottobre]

Noicattaro. Simone Marrone intero

Noicattaro. Simone Marrone intero2