Giovedì 22 Agosto 2019
   
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Anche a Noicattaro impazza il “minchia parking”

Noicattaro. Minchia Parching front

 

Più volte, su questa testata, si è trattato l’argomento “barriere architettoniche”. Ma il messaggio sembra non essere chiaro. Le lacune strutturali esistono, ne siamo consapevoli. E, si sa, i tempi sono lunghi, i soldi sono pochi, la cera si consuma, la processione non cammina. Eppure, non si può dire che nulla sia stato fatto.

Se lasciate da parte per un attimo lo smartphone mentre siete alla guida, forse vi renderete conto che dai marciapiedi, di tanto in tanto, sbocciano dei pali. Alla loro sommità, talvolta, hanno un cartello che dice: “Se non sei in possesso del tagliando che ti autorizzi a parcheggiare qua, sei in grado di cercare un altro posto”. Se vi pesa fare qualche metro a piedi, immaginate di farlo con una carrozzina.

Questo problema, se lo è posto la mamma della piccola Anna - nome di fantasia per tutelare l’anonimato - su segnalazione della quale ci siamo scontrati con la necessità di dover ribadire del disagio che taluni, purtroppo molti, arrecano contravvenendo a semplici disposizioni che, per quanto possano sembrare irrisorie visti “i problemi più gravi che affliggono il paese”, tali non sono. Vorremmo riportare la sua indignazione ma non troviamo parole più chiare delle sue.

“Buongiorno Vito, grazie per aver ascoltato il mio sfogo. Purtroppo non tutti sono disponibili ad ascoltare i lamenti di una madre stanca. Perché ha avuto la disavventura di dover combattere contro la malattia della propria bambina, affetta da una patologia rara che l’ha costretta a subire ben 5 interventi, con un sesto programmato a fine Novembre, per una grave scoliosi congenita. È chiaro che sarebbe stato molto più semplice tapparsi le orecchie e bendarsi gli occhi, come fanno molti genitori che frequentano la scuola della mia bambina. Si permettono il lusso di parcheggiare dove ci sono dei posti riservati esclusivamente a chi purtroppo impedito a deambulare come mia figlia o ancora peggio perché è costretto alla sedia a rotelle. Sono ormai 4 anni che mia figlia frequenta quella scuola e ogni anno si presenta lo stesso problema: dover combattere con quella gente che se ne frega di quei cartelli e di quella segnaletica. E, ancora peggio, andare a elemosinare ad un Vigile di farmi parcheggiare e di far spostare questi incivili e sentirmi rispondere che è meglio aspettare che escano tutti prima di andare a prendere mia figlia. Sono una madre che lavora e per questo ho i tempi ridotti e non posso aspettare che si liberino i posti, che mi spettano di diritto, prima di accompagnare mia figlia in classe. Comunque non la ritengo una risposta valida, tanto di più che purtroppo mi hanno tolto anche l’accompagnatrice e per questo dovrò fare i salti mortali per accompagnare la bambina a scuola e all’Istituto di riabilitazione. Amo il mio paese, ed è per questo che sono assolutamente dispiaciuta e rammaricata che nel 2016 si debba combattere ancora contro questa mentalità, senza rispetto per chi è più sfortunato. Adesso basta, le cose devono assolutamente cambiare”.

Durante una lunga chiacchierata, sono stati tanti gli aneddoti raccontati. Tutti descrivono un malcostume diffuso che la rende vittima e testimone di atteggiamenti arroganti ed egoisti nei confronti di chi si vede negato un diritto. Talvolta, considerato un privilegio. Non parla solo per sé la mamma della piccola Anna. Si mette nei panni di chi sia costretto a spostarsi con una carrozzina. O della mamma che debba portare a spasso un passeggino. O della signora anziana che abbia necessità di un carrello per sorreggersi, o anche solo per trasportare la spesa. Perchè, diciamocelo, in questo siamo coerenti. Una volta che decidiamo di partecipare alla competizione per il miglior “minchia parking”, i premi li vogliamo vincere tutti. E allora vediamo macchine parcheggiate sui marciapiedi, sulle strisce pedonali (talvolta irriconoscibili. Ma che non valga da attenuante. Tanto, ci avremmo parcheggiato lo stesso!), a spina di pesce dove non è consentito. E l’elenco potrebbe continuare. Ma vi basterà fare un giro per trovare categorie nuove nelle quali inserire il “dritto” di turno.

Abbiamo incontrato un cittadino nojano che da tempo tenta di sensibilizzarci a riguardo. Giuseppe ha già fatto sentire la sua voce su questa testata e su Facebook. Gli abbiamo chiesto quali siano state le sue conquiste. La risposta si potrebbe riassumere in “nessuna”. Come la signora che ci ha scritto, ha manifestato il proprio disappunto. Ma il suo appello è rimasto inascoltato. Talvolta gli si è anzi ritorto contro. Ha chiesto l’intervento alle autorità competenti. Ma, a quanto pare, la carenza di organico non permetterebbe agli Agenti in forze di effettuare adeguati controlli. Allora si è rivolto direttamente alla cittadinanza, ma l’abitudine a occupare gli spazi destinati a chi, come lui, ha bisogno di una carrozzina per muoversi, sembra essere una maleducazione difficile da estirpare. Mi riferisce di casi in cui il tagliando non verrebbe utilizzato esclusivamente da chi ne ha diritto, trasformandosi in privilegio nelle mani di chi lo utilizza al di fuori degli usi consentiti dalla legge.

Perchè questo non rimanga un ennesimo articolo di denuncia, gli abbiamo chiesto quali potrebbero essere le azioni adeguate a dare concretezza allo scritto. Le alternative sono tante. Certo una maggiore attività di controllo avrebbe il suo impatto (anche nelle casse del Comune, se le abitudini non cambiassero). E se il Comune non dispone dei mezzi adeguati ci si potrebbe rivolgere ad autorità con competenze più ampie. La Prefettura. O la Procura. Ma ci siamo resi conto che presentare un esposto in Procura sarebbe l’ammissione dell’incapacità della cittadinanza nel gestire problemi dei quali basterebbe averne consapevolezza perché si risolvano. Basterebbe che le nuove attività dispongano di zone di sosta e accessi per i disabili. E che gli automobilisti non utilizzino le rampe come una via più comoda per occupare il marciapiede. Basterebbe fare un giro in più dell’isolato per trovare un parcheggio ed evitare di intralciare il passaggio a carrozzine e passeggini. Basterebbe che noi che disponiamo di gambe che ci consentono di camminare, le adoperassimo. Perchè quello è un privilegio che potrebbe, speriamo mai, esserci portato via. E in quel caso non vorremmo essere nei panni di Giuseppe. O della piccola Anna. O della sua mamma. O di tutti i Giuseppe e le Anna che nel silenzio vivono rassegnati all’idea di non vivere in un paese per disabili.


[da La Voce del Paese del 15 Ottobre]

Noicattaro. Minchia Parching intero

Commenti 

 
#3 Angelo1 2016-10-20 20:14
Le autorità latitano ma i m***** sono quelli che se ne fregano del rispetto delle regole.
 
 
#2 Vito Noja 2016-10-20 17:22
E dei parcheggi auto sui marciapiedi o contro senso di marcia? Ognuno a Noicattaro fa quello che gli passa per la testa infischiandosene degli altri. Le autorità, latitano!
 
 
#1 pincopallino 2016-10-20 11:46
Purtroppo il minchia parking a Noicattaro è la regola ovvero non c'è il rispetto di alcuna regola del codice della strada. Ovviamente le persone meno fortunate hanno sempre la peggio. Ma gli organi preposti al controllo circa il rispetto delle leggi dove sono? Posti per disabili, scivoli per disabili, passi carrabile, divieti di sosta....non si salva nessuno. Eppure il paese si attraversa a piedi in 10 minuti....si potrebbe lasciare l'auto a casa ed invece si intasano strade e si parcheggia "ad minkiam".
 

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