Lunedì 17 Giugno 2019
   
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Padre e cugino svaniti nel nulla. Storia di una dramma

Noicattaro. Scomparso Monteleone front

 

Vi proponiamo una storia che ha dell’incredibile, in cui la vita del nojano Rocco Monteleone, geometra comunale, viene contraddistinta da una doppia scomparsa di persone a lui care, seppur in anni tra loro molto distanti. Gli episodi segnano profondamente la vita dell’uomo, tanto da spingerlo ad avvicinarsi all’associazione “Penelope”, la quale si occupa proprio di persone scomparse, promuovendo tra l’altro numerose occasioni di incontro tra chi ha vissuto gli spiacevoli eventi e l’informazione sugli stessi. Un filo nostalgico misto a impotenza è il fil rouge che lega le righe seguenti, dove tra le stesse diventa quasi possibile percepire il gusto acre scaturito dal senso di desolante rassegnazione dell’ascoltato.

Di cosa si tratta?

La mia vita è stata caratterizzata da due episodi tragici, i quali non possono non segnarti per sempre. Si tratta di una doppia scomparsa, la prima risalente al 1978 quando, all’età di 10 anni, scompare nel nulla mio cugino di Adelfia, Vincenzo Monteleone, mio coetaneo dell’epoca. Da allora, non si sono più avute sue notizie, né tantomeno è mai stato ritrovato e, come detto, questo mi ha profondamente segnato.

Avrete sicuramente condotto delle ricerche in proposito…

Teniamo presente che si parla del 1978, dunque di 38 anni fa, quando al dramma delle persone scomparse non veniva dato particolare risalto, anche e soprattutto dal punto di vista mediatico. Ricordo che in quello stesso anno scomparve la Orlandi a Roma, caso ugualmente irrisolto, il che rappresenta un’ulteriore testimonianza di come all’epoca non sussistesse l’attuale sensibilità sugli scomparsi.

Quali ipotesi avete formulato sul caso?

Le ipotesi si sono principalmente indirizzate verso la tratta dei minori. Mio cugino scompare il 5 Agosto del 1978, periodo della festa patronale in Adelfia, quando erano in atto le procedure di smontaggio del luna park. Si è subito pensato ad una sottrazione di minore ad opera dei giostrai, sebbene sia stata una pista a non aver portato a nulla di concreto. Considerato il periodo, le indagini successive non sono state svolte con la sensibilità attuale, ma con un approccio differente (es. denuncia di scomparsa effettuata dopo 48 ore per esplicita richiesta). Si tratta dunque di un “cold case”, un caso freddo, dove mio cugino sembra essere svanito nel nulla. Poiché il suo corpo non è stato mai ritrovato, possiamo escludere trattarsi di scomparsa dovuta a morte, accidentale o meno.

Qual è il secondo episodio di scomparsa che la riguarda?

Quello del più recente anno 2008, periodo in cui ero Agente di Polizia Municipale, quando il 17 Dicembre scompare anche mio padre anziano. La tragica coincidenza è che sia lui che il nipote, nonchè mio cugino, erano portatori dello stesso nome e cognome. Mio padre fu purtroppo rinvenuto cadavere dopo tre mesi in avanzato stato di decomposizione, con il riconoscimento effettuato da me personalmente. Fu ritrovato in contrada Schiamante, a circa 3 chilometri in direzione Torre a Mare. Poiché era affetto da un po’ di demenza senile, potrebbe essersi smarrito. Con buon margine di probabilità, aveva intenzione di recarsi a casa mia, perdendo poi l’orientamento. Mentre il più delle volte per gli anziani si tratta di un allontanamento causato da patologie in atto, per i minori subentra sia il discorso della tratta che quello del traffico di organi.

Cosa l’ha spinta a rendere pubbliche le sue vicissitudini?

Credo che quello delle persone scomparse sia un dramma abbastanza diffuso, non solo sul territorio regionale, ma anche a livello nazionale e internazionale. In Italia non si hanno più notizie di circa 27.000 scomparsi ed è pertanto un dramma che investe l’intera collettività. Chiunque in futuro potrebbe essere interessato dal problema. Un cittadino che scompare nel nulla, riguarda tutti e non solo la famiglia interessata.

In seguito a quanto accaduto, ha avvertito l’esigenza di chiedere ulteriori aiuti esterni?

Sì, durante il dramma di mio padre mi sono rivolto ad un’associazione radicata sull’intero territorio nazionale, l’associazione “Penelope”, dove sono stato molto assistito riguardo le ricerche e la diffusione dei volantini, oltre che sull’ampia diffusione mediatica attraverso il Comitato Puglia. Non solo vi ho aderito, ma ho anche collaborato in maniera piuttosto fattiva su altri casi di scomparsa in ambito regionale. A prescindere dalla concretezza della dipartita, in associazione si parla di vite sospese, tanto per gli scomparsi quanto per i familiari. Addirittura, per mio cugino non si parla neanche di dipartita, quindi né di morte né di vita, ma, appunto, di vita sospesa. Quando vieni toccato dal dramma, ti estranei da tutto e da tutti, avendo il pensiero rivolto verso un’unica direzione.

Come è cambiata la sua vita dopo gli eventi descritti?

Con l’acquisizione di una maggiore sensibilità nei confronti del presente dramma, vista l’esperienza vissuta sulla mia pelle per ben due volte. La vita ti cambia poiché si guarda al futuro con un’altra ottica.

Un ricordo piacevole di suo cugino e uno di suo padre…

Di mio cugino ricordo le litigate fatte quando si andava a trovare i parenti ad Adelfia. Un ragazzo abbastanza vivace di cui ho un ricordo particolarmente simpatico e gioioso. Mio padre era una persona molto umile, modesta, un grande lavoratore, conosciuto poco in giro poiché si dedicava solo a casa, famiglia e lavoro. Non meritava di fare quella fine da solo, ed è un pensiero che continua ancora a turbarmi con numerosi scrupoli di coscienza, essendomi inoltre auto-colpevolizzato in passato per quanto accaduto. In determinate situazioni si vive un dramma dove anche l’irrazionale ti prende, avvolgendoti in pensieri nefasti.

Le piace rincorrere qualche particolare pensiero?

Mi piace pensare che mio cugino si sia rifatto una vita, continuando ancora a vivere sotto differente identità. A dire il vero, non so come possa accadere che un bambino di 10 anni dimentichi il passato; ciononostante mi piace pensare che lui continui a esistere, non ricordando nemmeno di essersi chiamato Vincenzo Monteleone.


[da La Voce del Paese del 15 Ottobre]

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