Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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“L’ultima peste”, inaugurata la mostra al Palazzo della Cultura

Noicattaro. Inaugurazione mostra sulla peste front

 

Sono ormai trascorsi duecento anni dal tragico evento della peste nojana, ricordata da molti non solo per aver provocato la morte di più di 700 concittadini, ma anche perché quella di Noicattaro è stata l’ultima epidemia registrata in Europa.

In occasione del bicentenario quindi, sono state organizzate due mostre: la prima, presso l’Archivio di Stato a Bari, è stata inaugurata lo scorso venerdì 21 Ottobre e resterà aperta al pubblico fino al 5 Novembre; la seconda, organizzata a Noicattaro presso il Palazzo della Cultura, è stata inaugurata nella serata di mercoledì 26 Ottobre.

A presenziare all’inaugurazione il prof. Vito Didonna, il presidente e gestore del servizio di informazione ed Accoglienza Turistica (I.A.T.), Enzo Iovele, Rita Tagarelli, da sempre studiosa attenta ed appassionata di storia locale, i quali, con l’aiuto di molti studiosi, tra cui anche il docente nonché scrittore di storia locale Michele Sforza, hanno collaborato per organizzare l’evento.

La mostra accoglie lettere, carte in parte bruciate, manoscritti dell’epoca di chi ha vissuto la peste, essendo parente dei malati, ma anche testimonianze di infermieri, medici, sacerdoti. Compare, ad esempio, un documento in cui vengono richiesti articoli sanitari per la cura dei malati; in un altro, invece, è presente un elenco delle varie attività commerciali, con annessa quota devoluta in favore della cura dei malati.

Immancabile poi la zona in cui sono esposti gli abiti dell’epoca, fedelmente riprodotti a cura della costumista Angela Gassi, con la scenografia di Leonardo Di Bari.

“Tengo a sottolineare che abbiamo ricreato la scena del nostro dramma per evidenziare la stratigrafia sociale”, spiega Rita Tagarelli. “Avevamo i nobili, il clero, i militari ed il popolo; soprattutto le donne si dedicavano alla filatura ed alla cardatura perché Noicattaro allora, non avendo ancora un economia agricola basata sull’uva, possedeva delle grandi estensioni di canapa e lino. Proprio per questo, la zona soprannominata ‘abbas’c i p-scein’ dopo via Carmine, è così chiamata perché lì c’erano delle grandi vasche che raccoglievano le fibre prima che potessero essere utilizzate”.

“Voglio ringraziare Mimmo Didonna, lo Iat, gli ‘Amici del Teatro’ con Rita Tagarelli per il loro impegno assiduo”, commenta il prof. Didonna. “Per quanto mi riguarda invece, il mio impegno personale nella ricerca di documenti e testimonianze non viene fatto come storico, come documentarista, ma come nojano legato alla storia del proprio paese, fortemente ancorato alle sue radici”.

“Questo è un evento straordinario, di cui dobbiamo essere fieri”, aggiunge Enzo Iovele. “La mostra ha attirato l’attenzione di studiosi locali e non, che si sono mobilitati per conoscere la nostra storia. Ed è questo ciò che desideriamo: vogliamo che le nostre radici vengano conosciute, soprattutto dai giovani, in modo che possano far tesoro del nostro passato”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 9 Novembre, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, e dalle ore 11.00 alle ore 13.00 la domenica.

Un imperdibile tuffo nel passato, nella storia e nella cultura nojana: non mancate!


[da La Voce del Paese del 29 Ottobre]

Qui tutte le foto

Commenti 

 
#2 Patriota 2016-11-01 17:36
Finalmente qualcosa si muove, bravi...
 
 
#1 pippo 2016-11-01 09:33
della peste contemporanea non se ne occupa nessuno
 

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