Giovedì 22 Agosto 2019
   
Text Size

Terremoto, la testimonianza di una studentessa nojana

Noicattaro. Terremoto front

 

Nel centro Italia la terra continua a tremare, anzi a dirla tutta da quel 24 Agosto, giorno in cui si è verificata una scossa di magnitudo 6.5 che ha portato a circa 300 vittime, ci sono state più di 1.000 scosse, le cui di intensità maggiore il 26 e 30 Ottobre 2016. Da Amatrice, Accumoli, le onde sismiche continuano a propagarsi lungo tutto l’Appenino, e questa volta a farne le spese sono stati principalmente i paesi di Camerino e Ussita, in provincia di Macerata.

La scossa del 26 Ottobre è stata ovviamente fortemente avvertita in tante città limitrofe all’epicentro, persino a Roma e Pesaro, ma proprio nel capoluogo delle Marche era presente una ragazza nojana, Alessia Laudadio, dalla quale abbiamo raccolto la testimonianza.

Per quali ragioni il 26 Ottobre, giorno in cui si sono verificate le prime due forti scosse, eri a Macerata?

Vivo a Macerata da fine Settembre 2016, perchè mi sono iscritta al corso di Laurea Magistrale in Management dei Beni Culturali, e quindi ho deciso di studiare e quindi vivere qui.

Dove ti trovavi mercoledì sera, nel momento in cui si sono verificate le scosse?

Sia durante la prima che la seconda scossa ero a casa, da sola.

Come hai reagito? Cosa hai pensato di fare in quei momenti?

Inizialmente non ho realizzato che si trattasse di una scossa di terremoto, pensavo piuttosto che fosse una bufera di vento, visto anche il forte boato e i vetri che tremavano. Non appena ho avvertito che anche il tavolo e il lampadario oscillavano con forza, ho preso subito chiavi di casa e cellulare e mi sono riparata sotto l’architrave della porta per poi, una volta smesso, uscire per strada. La seconda scossa invece, quella delle 21.00, è stata talmente forte che mi ha spinto subito a scendere. Tanti erano i ragazzi, universitari come me, che si sono riversati per strada, impauriti e terrorizzati dalla possibilità che si verificassero altre scosse.

Hai avuto paura? Sei rientrata in casa dopo le scosse? O hai preferito restare all’aperto?

La paura è stata tanta, anche perché da pugliese non avevo mai vissuto il terremoto. Dopo la prima scossa sono rientrata in casa, ma la seconda, intorno alle 21.00, è stata così violenta che io ed una mia amica abbiamo deciso di passare le prime ore successive per strada.

La tua abitazione ha subito danni? Ci sono state crolli nella tua zona?

La mia abitazione non ha subito danni dopo il terremoto del 26 Ottobre, ma adesso attendiamo notizie sulle condizioni dopo quello di domenica 30 e dei giorni successivi.

Gli abitanti di quelle zone, sicuramente più abituati di te a convivere con il terremoto, hanno cercato di tranquillizzarvi e aiutarvi?

I miei vicini di casa sono stati davvero gentilissimi. Hanno rassicurato me e le altre mie coinquiline, immedesimandosi anche nella nostra condizione di studenti fuori sede con famiglie lontane molti chilometri.

C’era caos nelle strade, nelle stazioni e nei centri di aggregazione? È intervenuta la Protezione Civile?

Macerata è una piccola città perlopiù frequentata da studenti universitari, e mercoledì 26 tutti ci siamo riversati per strada. Molti si sono riuniti nella piazza principale, piazza Libertà, ma io ho preferito evitare di camminare per il centro storico, a maggior rischio crolli. La Protezione Civile è intervenuta subito, allestendo anche il Palazzetto dello Sport con brandine e servizi igienici per chi non voleva passare la notte in casa, anche se molti hanno preferito stare in macchina, nei diversi parcheggi sparsi per la città. Il giorno successivo le diverse stazioni dei dintorni erano affollate soprattutto da ragazzi e studenti che tornavano a casa a causa del terremoto.

Possiamo solo immaginare l’apprensione di amici e parenti che vivono qui a Noicattaro. Come hanno reagito quando hanno saputo delle scosse?

Subito dopo la prima scossa ho chiamato i miei genitori per informarli direttamente ed evitare che apprendessero la notizia dai Tg. Purtroppo le linee telefoniche erano bloccate e si riusciva a comunicare solo tramite Whatsapp. Genitori, amici e parenti erano preoccupati ed in ansia, e mi chiedevano solo di tornare a Noicattaro il prima possibile. Infatti il giorno dopo ho preso il primo treno utile da Macerata.

Quando ritornerai a Macerata? L’Università sarà regolarmente aperta, e con quale stato d’animo continuerai la tua vita lì?

L’Università è stata chiusa in via precauzionale fino al 6 Novembre, anche per permettere di effettuare tutti i controlli e verificare che tutte le strutture siano agibili. Io torno a Macerata il 7 Novembre, per riprendere le lezioni e la mia vita universitaria. Risalgo con tanta preoccupazione e ansia, sicuramente tutto sarà diverso.

Ringraziando Alessia per la sua disponibilità, cogliamo l’occasione per mostrare la nostra vicinanza a tutti coloro che vivono in quelle zone, coloro che non hanno più una casa e quelle persone alle quali il terremoto ha portato via tutto.


[da La Voce del Paese del 5 Novembre]

Noicattaro. Alessia Laudadio intero

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI