“Immagini e Corpi”: è la psicologia il tema del secondo incontro

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“Il corpo nella psicologia”: questo il tema sviscerato lunedì 7 Novembre in occasione del secondo incontro della rassegna “Immagini e Corpi”, curata da Massimo Guastella e comprendente una serie di eventi che si svolgeranno fino a Marzo 2017.

Un’ottima cornice di pubblico in Chiesa del Carmine è stata “catturata” dalle note del violino di Annarita Lorusso e dalle parole del relatore dell’incontro, lo psicologo e psicoterapeuta Saverio Abbruzzese. Prima, però, lo storico dell’arte Vito Dibenedetto ha fornito alcune indicazioni a proposito della Chiesa, che ospita l’intera rassegna, focalizzando l’attenzione sugli elementi architettonici di cui è composta, e raccontando, ad esempio, la travagliata storia del campanile. Quello che possiamo osservare oggi, racconta Vito, è solo una ricostruzione del campanile, molto più alto, che nel 1910 è andato distrutto in seguito alla caduta di un fulmine, e che a sua volta aveva subito, nel secolo precedente, un ulteriore danno da parte del medesimo fenomeno atmosferico.

Terminato il preludio, che sarà presente ad ogni incontro e che descriverà elementi del patrimonio artistico della Chiesa del Carmine, la violinista Annarita Lorusso ha fornito prova delle sue capacità musicali suonando alcuni brani delle “Fantasie” di Telemann. Il pubblico, trasportato ed emozionato dai suoni del violino di Annarita Lorusso, ha avuto l’occasione, a inizio e a fine incontro, di ascoltare il repertorio “da camera” proposto dalla musicista.

“Il corpo influenza la mente e la mente influenza il corpo”. L’affermazione dello psicologo psicoterapeuta Saverio Abbruzzese introduce il discorso sul tema principale dell’incontro: “Il corpo nella psicologia”. Abbruzzese fornisce inizialmente alcuni cenni storici a proposito della correlazione tra mente e corpo, citando Ippocrate, Sheldon e Lombroso, il quale aveva determinato dei tratti somatici necessariamente correlati alla cattiva fede dell’individuo analizzato. La psicologia moderna, invece, sostiene l’idea che ci sia una “circolarità” che metta in relazione mente e corpo. Lo psicologo e psicoterapeuta, a questo punto, incuriosisce ed attira l’attenzione dei presenti con esempi in grado di avvalorare la seguente tesi: “Si può curare la mente curando il corpo”. Ecco quindi citati i casi di un impiegato affetto da gastrite perché vessato dal proprio capo, o di un figlio unico con problemi di asma perché “soffocato” dalla madre. Proprio il rapporto madre-figlio è oggetto dell’analisi successiva. Partendo dalle teorie di Freud, il dottor Abbruzzese ha espresso il concetto di “attaccamento sicuro”, ovvero la nesso che esiste tra la presenza costante della mamma nelle prime fasi della vita del bambino e il corretto sviluppo dello stesso, che in età adulta sarà maggiormente sicuro di sé. Il relatore dell’incontro ha poi trattato il delicato argomento dell’adolescenza e, ancora una volta con esempi pertinenti derivanti dalla sua esperienza, ha illustrato, con l’ausilio di celebri opere d’arte, problemi legati ad obesità, bulimia, anoressia e bigoressia.

Il fatto che mente e corpo siano un’entità indivisibile appare chiaro a tutti al termine dell’incontro, e il compito di uno psicoterapeuta esperto come il dott. Saverio Abbruzzese è, citando le sue parole, quello di “restituire la percezione del proprio corpo”, perché “curare il proprio corpo, tutelarlo, difenderlo, significa volersi bene”.


[da La Voce del Paese del 12 Novembre]

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