Lunedì 16 Settembre 2019
   
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Onofrio, Leonardo ed Ezio continuano a vivere! FOTO

Noicattaro. Torneo 'Angeli, Donatori e Riceventi' front

 

Un gran bell’evento si è svolto lo scorso 5 Novembre, presso il campo sportivo “U’Soul”, sulla Strada Provinciale per Casamassima. Un torneo di calcio a 5 con due grandi obiettivi: ricordare Onofrio Pepe, Leonardo Epifanio ed Ezio Colella, scomparsi tragicamente in seguito ad incidente stradale, e diffondere la cultura della donazione degli organi.

“Ho incontrato più volte i genitori di Onofrio, Leonardo ed Ezio, e con loro ho deciso di mettere su questo torneo di calcetto. Un modo per stare insieme e ricordare i tre Angeli che ci guardano dall’alto”, ha aperto Mimmo Dipinto, organizzatore dell’evento e presidente della sezione di Noicattaro dell’A.I.D.O., Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule. “Ci tengo a sottolineare l’importanza del gesto dei genitori dei tre ragazzi. Donare è vita, e solo così possiamo salvare altre vite”.

A proposito di vita, il calcio d’inizio delle partitelle è stato dato da tre persone diverse, ognuna delle quali ha ricevuto un dono molto grande: la vita. E l’hanno ricevuta grazie alla bontà dei genitori degli Angeli che sono volati via troppo presto, dando una speranza ad altre persone. Loro sono Savio Savarino, Ivana Natilla e Giuseppe Renna, i quali hanno ricevuto gli organi di Onofrio Pepe e Leonardo Epifanio. Per dovere di cronaca è corretto precisare che i genitori di Ezio Colella hanno espresso la volontà di donare gli organi, ma questi, secondo i medici, erano troppo compromessi, e non sarebbero stati idonei per sostenere una nobile causa come questa.

Mentre il torneo si svolgeva regolarmente, noi abbiamo avuto l’onore di chiacchierare con i tre Angeli Donatori. Qui in seguito vi riportiamo i loro interventi, senza alcuna domanda. Per non essere troppo banali e invadenti, abbiamo preferito far parlare loro.

Savio Savarino, 44enne di Calascibetta, provincia di Enna, in Sicilia: ha ricevuto il cuore di Onofrio Pepe. “Sono davvero onorato di essere qui stasera, per ricordare il mio Angelo Donatore Onny, perché mi ha salvato la vita. Sono due anni che Onny è andato via, ma vive dentro di me. Ho fatto il trapianto il 5 Novembre 2014. Soffro tuttora di una malattia rara, la sarcoidosi, una malattia infiammatoria che colpisce gli organi. Di solito la sarcoidosi colpisce i polmoni, ma il mio è un caso rarissimo, unico in tutta l’Italia, in quanto ha colpito il cuore. Questa malattia mi portava ad avere una serie di scompensi cardiaci. Non potendo più andare avanti, dopo una serie di interventi, i medici mi hanno comunicato che era necessario il trapianto di cuore, e a Marzo del 2014 sono stato messo in lista. Dopo 8 mesi, finalmente, è arrivata la chiamata. L’intervento è andato bene, e sono felice di essere vivo e di portare con me il cuore di Onny. Ora, dopo il trapianto, sono tornato a vivere una vita dignitosa. Perché il trapianto è vita, e per questo mai smetterò di ringraziare Donato e Annamaria, i genitori di Onny, per questa scelta coraggiosa. Una scelta che mi ha portato a condurre una nuova vita. La cosa più bella è averli conosciuti, sono una famiglia straordinaria, e sono in contatto con loro quotidianamente. Fanno parte della mia famiglia, ormai”.

Ivana Natilla, 37enne di Bitonto: ha ricevuto il rene di Onofrio Pepe. “Siamo qui anche per ringraziare tutti i genitori che fanno la scelta coraggiosa di donare gli organi dei propri figli. La nostra è una felicità striminzita. Perché la nostra felicità è legata alla sofferenza di altre persone. Sono mamma di un ragazzo di 16 anni, ed essere genitore di un ragazzo della stessa età della persona che ti ha dato la vita, è dura. La mia patologia, la glomerulosclerosi focale cronica, è stata scoperta casualmente, quando avevo 4 anni. Un caso raro, solo 7 nel mondo. Mai avuto un sintomo. Poi ben 9 anni e 20 giorni di dialisi, per 4 volte a settimane, fino al 5 Novembre 2014, giorno in cui ho ricevuto uno dei due reni di Onofrio. Sono stata più volte chiamata al trapianto, ma sono tornata indietro perché non era mai il mio turno. Tanto che l’ultima volta, il giorno in cui poi sono stata effettivamente operata, non volevo neanche recarmi in ospedale. Ormai avevo perso le speranze. Tra tutti quelli chiamati per il trapianto, io ero la riserva, ma sono stata fortunata ad essere chiamata in quanto quelli prima di me non erano idonei in quel momento. Ora la mia vita è cambiata. E questo grazie ai genitori dei donatori, che hanno fatto del loro più grande amore, un dono. Il rapporto che si è instaurato con i genitori di Onny è straordinario. Li ho conosciuti l’anno scorso in un evento simile a questo, ed è come se ci conoscessimo da una vita”.

Giuseppe Renna, 32enne di Rutigliano: ha ricevuto il rene di Leonardo Epifano. “Sono in dialisi dal 23 Settembre 2008, a causa della sindrome di Alport. Ho scoperto di avere questa malattia sin da piccolo, grazie agli accertamenti che ho fatto in seguito ad uno strano svenimento. Ebbi la prima chiamata per il trapianto il 9 Gennaio 2015 da Udine. Ero pronto per partire ma mi richiamarono e mi dissero di non muovermi da casa in quanto c’erano state complicazioni con l’organo. Poi il destino mi ha portato da Leonardo Epifanio. Era il 12 Agosto quando trovai in giro per caso un amico di Leon, il quale mi comunicò la triste notizia della scomparsa del giovane nojano, e seppi che i genitori avevano autorizzato la donazione degli organi. In tutto questo, stavo preparando la valigia perché il giorno dopo, il 13 Agosto, sarei dovuto partire in vacanza con alcuni amici. La sera del 12 Agosto, intorno alle 23.30, tornai a casa e, sentivo che qualcosa stava per succedere. Poco prima di mezzanotte mi chiamò il dottore e mi comunicò che c’era disponibilità di un rene, di un ragazzo di 17 anni. Senza sapere il nome, subito ho pensato che poteva essere di Leonardo. Così il giorno dopo mi recai in ospedale e verso l’ora di pranzo entrai in sala operatoria. L’intervento è andato benissimo, il rene di Leonardo mi ha salvato la vita. La sera del 13 Agosto, dopo il trapianto, a casa arrivò un’altra telefonata dall’ospedale di Udine: il rene era tornato disponibile e quindi potevo partire per l’intervento. Grazie a Dio ne avevo ricevuto uno, quello di Leon, qualche ora prima, e non era necessario più un altro trapianto. Insomma, dopo sette anni di dialisi, due reni erano disponibili per me in un solo giorno. Ma sono contento di aver, seppur involontariamente, accettato il rene di Leonardo. Perché ora posso ringraziare i suoi famigliari e, come già faccio, tutti i giorni mi reco al cimitero per salutarlo e ringraziarlo. Da quando ho ricevuto il rene di Leon, il 13 Agosto 2015, la mia vita è cambiata. Così come, purtroppo, è cambiata la vita della famiglia di questo splendido ragazzo che oggi vogliamo ricordare”.

Alla manifestazione ha anche partecipato Enzo De Rosa, di 47 anni - nato a Napoli ma residente a Valenzano - presidente dell’associazione “Continuerò a vivere in te”. Anche la sua vita è cambiata dopo il trapianto - ha ricevuto un rene dopo due anni e mezzo di dialisi - tanto da spingerlo a costituire una associazione, con l’obiettivo di sensibilizzare la gente. Continuerò a vivere in te. Sì, perché con la donazione, una parte di chi muore continua a vivere in un’altra persona. “Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere i familiari di colei che mi ha donato l’organo. So solo che si tratta di una donna di 40 anni circa, colpita da aneurisma celebrale durante la sua vacanza in Salento”, ha detto Enzo. “Avrei voluto incontrarli, così come hanno fatto Savio, Ivana e Giuseppe oggi, per ringraziarli. Spero di conoscerli quanto prima”.

Il torneo è stato vinto dagli amici di Leon. Secondo posto per gli amici di Ezio, seguiti dagli amici di Onny. Al termine dell’evento Mimmo Dipinto ha consegnato una coppa per ciascuna squadra. Riconoscimento che i giovani atleti hanno donato ai genitori dei tre Angeli. Un lungo applauso ha chiuso la bella manifestazione.

È stato commovente incontrare Savio, Ivana e Giuseppe. Troppo emozionante sapere che dentro di loro c’era una parte dei nostri cari concittadini. Magnifico pensare che i nostri Angeli continuano a vivere. Con un altro nome, con un altro aspetto. Ma continuano a vivere!

“I nostri Angeli vegliano su di noi. Basta socchiudere gli occhi, la loro presenza è fissa e costante”.


[da La Voce del Paese del 12 Novembre]

Qui tutte le foto, scattate da Serena Epifanio

Commenti 

 
#1 Stefano_PGN 2016-11-17 08:12
sempre eccellenti queste iniziative!
 

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