Venerdì 23 Agosto 2019
   
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Legalità, a Torre a Mare il silenzio è dolo 2.0

Torre a Mare. Legalità a scuola front

 

La legalità, un concetto forse troppo ampio per poter essere discusso ed affrontato. Una tematica che inevitabilmente spazia attraverso interpretazioni soggettive, che riconducono alla giustizia, al rispetto degli altri e delle regole, ma soprattutto al coraggio. Discutere e comprendere il concetto di legalità, per poi diffonderlo, anzi urlarlo, far conoscere agli studenti la forza della legalità, il concetto di giusto, è l’obiettivo del progetto “Il silenzio è dolo”.

Il progetto, ideato da Ismaele La Vardera, giornalista delle Iene e Marco Ligabue, cantautore, in collaborazione con ScuolaZoo - la più grande Community di studenti d’Italia - è un tour di educazione e sensibilizzazione alla lotta alla mafia, che si sposterà per tutta la penisola incontrando gli studenti di numerosissime scuole italiane.

Il progetto è stato presentato la settimana scorsa alla Camera dei Deputati e racconta del coraggio di alcuni uomini, che hanno deciso di rompere quel silenzio che oggi ci rende complici della mafia. “Il silenzio è dolo” sbarca a Torre a Mare, grazie al parroco don Fabio Carbonara, che da tempo ha sposato il progetto di Ismaele e Marco Ligabue. I due sono legati a Torre a Mare da uno speciale legame di amicizia: il cantautore è stato ospite diverse volte nel piccolo borgo di pescatori, mentre Ismaele quest’anno ha già incontrato la cittadinanza per raccontare la sua storia di giornalista, paladino della legalità e della giustizia, capace di combattere con un servizio giornalistico il sistema mafioso nel suo Comune di nascita.

Il tour racconta le storie di coraggio di uomini come Benedetto Zoccola, la cui storia è stata raccontata da Ismaele La Vardera, nel libro “Il mio nome è Zoccola, ma per la camorra sono un figlio di puttana”, la cui prefazione è stata scritta da Roberto Saviano.

Le scuole di Torre a Mare hanno ospitato il tour, mostrando ancora una volta la propria sensibilità circa la legalità, ribadendo il proprio impegno per sensibilizzare i giovani studenti sul tema. I locali della scuola media “Rita Levi Montalcini” erano gremiti dei giovani studenti, ipnotizzati dal bravissimo Ismaele, che ha spiegato loro il concetto di legalità, interagendo direttamente, dimostrando che la legalità non si attua con gesta eclatanti, ma basta poco, rispettare le regole più semplici del vivere comune, rispettando il prossimo, evitando di essere “mafiosi”, ovvero arroganti e bulli.

“Il mafioso è in ognuno di noi”. Con queste parole Ismaele La Vardera ha ricordati ai ragazzi che non occorre sparare o far saltare in aria le macchine per essere mafiosi; anche gettare una carta per terra, essere spacconi, non rispettare gli altri, parcheggiare in doppia fila è un atteggiamento mafioso.

L’incontro è stato molto stimolante, i ragazzi hanno inoltre ascoltato la testimonianza diretta di Benedetto Zoccola, un commerciante di Mondragone che ha detto no alla camorra, un uomo che ha fatto il suo dovere, denunciando il tentativo di estorsione subito, facendo arrestare i suoi aguzzini. Il racconto di Benedetto è davvero toccante: il povero commerciante ha pagato a caro prezzo la difesa della legalità. Benedetto è stato minacciato, sequestrato, picchiato e vittima di un attentato dinamitardo in casa sua, che gli è costato la vista da un occhio e l’udito da un orecchio, ma non si è arreso, oggi vive sotto scorta e racconta la sua storia, la sua battaglia per il giusto.

Il gesto di Benedetto merita attenzione e sostegno. Uomini come Benedetto devono poter contare sul supporto di altri uomini, non devono essere isolati per la paura che anima la nostra società, ciò che è giusto non deve far paura.

Il tour si auspica di raccontare il giusto e di cantare la legalità, proprio come l’ultima canzone di Marco Ligabue, perché la musica è il mezzo più rapido per raggiungere i giovani.

Torre a Mare, la scuola, i suoi ragazzi, la sua gente vogliono dire “No” alla mafia, all’illegalità, alla paura. Ma urlare non basta, denunciare è il punto di arrivo e non di partenza, dobbiamo imparare a rispettare le regole, ad evitare i soprusi, di qualsiasi forma e natura essi siano, dalla raccomandazione all’insulto, dal furto all’intimidazione.

Occorre fare quadrato, armandoci della nostra voce, senza che il respiro di chi vive nell’illegalità contamini l’aria del nostro amato borgo, vittima spesso dell’illegalità e della “pagnotta”. Il silenzio non paga, il silenzio non muove nulla, il silenzio è dolo, in quanto una voce può abbattere una montagna, ma dieci, cento, mille voci possono cambiare il mondo.


[da La Voce del Paese del 12 Novembre]

Torre a Mare. Legalità a scuola intero

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