Martedì 15 Ottobre 2019
   
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Federazione Italiana Vela, nojano il numero 1 dei Revisore dei Conti

Il dott. Franco Innamorato front

 

Nell’ambito della Federazione Italiana Vela (F.I.V.), in seguito alla riconfermata Presidenza del Collegio dei Revisori dei Conti conferita al dottore commercialista Francesco Innamorato, nojano di nascita, abbiamo ascoltato il diretto interessato al fine di commentare il prestigioso incarico dallo stesso conseguito. Come si vedrà, ne emerge l’amore per uno sport profondamente sano.

Parliamo della sua riconfermata carica…

È questa la seconda volta che vengo nominato, avendo già ricoperto l’incarico nei quattro anni precedenti legati al quadriennio olimpico. Sono stato rieletto con circa 350 voti su 500, probabilmente a conferma di aver ben operato in precedenza. Come tutte le federazioni sportive, la Federazione Italiana Vela dispone al suo interno di un Collegio dei Revisori composto da tre membri. Mentre uno di questi è nominato dal Coni e l’altro dal Ministero delle Finanze, il Presidente del Collegio viene eletto in seno alla stessa federazione da tutte le società italiane affiliate. Sostanzialmente, la federazione si nutre dei contributi del Coni, delle iscrizioni dei tesserati e delle sponsorizzazioni, aspetto quest’ultimo da tenere sotto controllo. È una delle poche federazioni a godere di ottima salute dal punto di vista finanziario, in quanto utilizza strutture periferiche non di proprietà. Non vi sono dunque grossi costi di gestione, come invece avviene nel nuoto, nel tennis e in altre attività, dove sono presenti strutture finanziate e manutenute dalle stesse federazioni.

Come si estrinseca questo suo impegno e, soprattutto, come si concilia con la sua attività professionale?

In realtà l’impegno fa un po’ parte della mia professione, essendo io Revisore negli Enti locali. Ho infatti svolto l’attività di Revisore anche nel Comune di Noicattaro per due mandati, dove sono tra l’altro stato Presidente del Nucleo di Valutazione per tre anni. Attualmente sono Revisore in un Comune della provincia di Foggia. Come detto, il tutto fa un po’ parte della mia attività, con la differenza che io sono un appassionato velista, partecipando attivamente alle regate. È dunque un qualcosa che mi coinvolge in prima persona. Compito del Collegio è quello di verificare che la federazione segua le linee guida impartite dal Coni e, soprattutto adesso in periodo di spending review, risparmi su alcune cose piuttosto che su altre. Gli sforzi sono indirizzati alla preparazione della squadra olimpica, con l’attenzione rivolta ai vivai presenti in tutta Italia, lì dove nascono i giovani campioni da portare a un certo livello.

Quanto è diffuso il fenomeno vela nella nostra regione?

Be’, poiché la nostra è la regione avente forse la maggior quantità di coste, la vela è abbastanza diffusa. È inoltre in continua espansione dal momento che, specie nel periodo post scolastico, si effettuano i cosiddetti kinderheim, scuole di vela per i bambini. Questi ultimi, finita la scuola e in attesa del vero e proprio inizio delle vacanze, cominciano a frequentare i campi scuola citati.

Restando in ambito locale, in particolare su Noicattaro, cosa si potrebbe fare per incrementare la vela in zona?

Fino a qualche anno fa, la vela veniva erroneamente considerata uno sport d’élite. Tuttavia, forse molti non sanno che a due passi da Noicattaro esiste la Lega Navale di Mola di Bari, dove vengono organizzati corsi di vela per neofiti, per bambini e per chiunque desideri avvicinarsi a questo mondo. Nella stessa Bari sono inoltre presenti sei diverse società velistiche, tra cui il “Circolo della Vela”, il C.U.S. (Centro Universitario Sportivo, ndr), il “Barion” e il “Circolo Nautico Bari”. Conosco personalmente alcuni bambini che da Noicattaro si spostano in questi centri, appassionandosi moltissimo all’attività. Tutto dipende dai genitori: non indirizzare i bambini solo al calcio o al tennis, ma anche ad altre attività sportive quali la vela che, secondo me, è un mondo eccezionale. Il contatto con la natura provato già a 5-6 anni, apre un modo di vivere totalmente diverso. Andare per mare a vela è una filosofia di vita non comune a tutti, rappresentando un fattore di crescita estremamente importante. Io sono tra l’altro nato a Noicattaro, dove ho vissuto fino all’età di 27-28 anni. Ci torno sempre volentieri e quando capita di scoprire talenti di una qualche disciplina sportiva sono felicissimo. Se dovesse succedere nell’ambito della vela, farei di tutto per supportare il talento emergente in ogni senso.

Ha un sogno nel cassetto?

Quello di creare a Bari un Centro Federale, sia per l’avviamento alla vela dei ragazzi, che per consentire lo svolgimento dei i raduni federali delle classi olimpiche. Dunque un centro dove poter accogliere ragazzi provenienti anche da altre regioni d’Italia, i quali si allenano con i componenti delle stesse classi olimpiche.

Un messaggio ai giovani per avvicinarli a questo sport…

Molti giovani hanno cominciato ad apprezzare la vela osservando le regate di Coppa America, che tuttavia rappresentano la Formula 1 di questo sport. Vincendo il pregiudizio che la vela sia uno sport d’élite, i giovani devono provarci e occasioni per farlo ce ne sono ovunque. È uno dei pochissimi sport esente da doping dove non c’è alcun trucco, alcuna scommessa. Non si vincono soldi, ma solo coppe, trofei o titoli. Quando sei in mare sei tu e la tua barca, con il vento uguale per tutti. È vero che si gareggia con la voglia di vincere, ma è anche vero che dopo la regata si va a pranzo tutti insieme.


[da La Voce del Paese del 26 Novembre]

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