Domenica 16 Giugno 2019
   
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Mondiali di Pankration: pioggia di medaglie per la C.S. Athlon

Noicattaro. Pankration front

 

Storica affermazione della C.S. Athlon Lecce nella 7^ edizione del “World Championship Pankration” (Eboli- 11/14 Novembre ), i mondiali di Pankration che - come da tradizione - si caratterizzano per lo svolgersi di ben tre discipline “figlie”: Agon (combattimenti), Palesmata (tecniche di difesa a mani nude) e Polydamas (tecniche di difesa a mani nude contro tre avversari armati).

La compagine presieduta dal Maestro Gaetano Briamo, infatti, ha contribuito - con le 17 medaglie, di cui 6 ori, 3 argenti ed 8 bronzi - alla prestigiosa vittoria della nazionale italiana nel medagliere. Tra le diciassette medaglie conquistate dalla C.S. Athlon Lecce - di cui , ricordiamo, una succursale è sita proprio a Noicattaro - emergono in primo piano i successi degli atleti nojani e rutiglianesi guidati dall’istruttore, nonché collaboratore tecnico, Filippo Faccilongo. Giungono dalla disciplina dell’Agon quasi tutte le affermazioni degli atleti nostrani : Gianluigi Faccilongo (oro nella cat. Giovani 45 kg), Piervito Didonna (argento nella cat. Juniores 65 kg) e, per finire, i bronzi ottenuti da Nicolas Faccilongo (cat. Junior 60 kg), Lorenzo Laporta (cat. Senior105 kg) e Giacomo Latrofa (cat. Senior 66 kg). Da segnalare, accanto a questo, il bronzo nel Polydamas per Latrofa, Laporta, Didonna e Faccilongo N.

“Ho vissuto giorni bellissimi - ci ha rivelato il coach Filippo Faccilongo - i miei ragazzi mi hanno regalato soddisfazione e attimi di pura emozione”. Tra le vittorie una, in modo particolare, commuove , anche nel semplice racconto, Filippo Faccilongo: “Indescrivibile la gioia nel vedere mio figlio Gianluigi diventare Campione del Mondo di categoria”. In un breve scambio di battute abbiamo ripercorso la “quattro-giorni” vissuta in terra campana dalla C.S. Athlon con vista sul futuro  di questi ragazzi che, a detta del loro “Maestro” e nostro intervistato Filippo Faccilongo, “dovranno saper rimanere umili e vogliosi di lavorare e migliorarsi”.

Complimenti anzitutto per i successi ottenuti. Ci descriva in breve l’esperienza vissuta con particolare attenzione sulle sensazioni maturate a caldo.

Grazie. Sono stati quattro giorni bellissimi. Dall’ansia immediatamente dopo l’arrivo alle lacrime di gioia dopo i vari podi. Mi sono sentito molto coinvolto nei combattimenti dei ragazzi. Ho avvertito quasi la sensazione di essere al loro fianco sul tatami. Nonostante in passato abbia partecipato anche io a campionati mondiali nelle vesti di atleta, posso garantire che non ho notato alcuna differenza nel viverli da istruttore (ride).

Un dato di fatto emerge incontrastato: nonostante fosse la prima partecipazione ad un mondiale, i risultati maturati sono stati eccellenti. Si aspettava tutto ciò?

Il sol fatto di essere tra i migliori d’Italia, dopo l’affermazione ai campionati nazionali che ci ha fatto staccare il pass per i Mondiali, delineava, per me, spiragli di speranza. Su questa scia ho incoraggiato i miei ragazzi ricordando loro, però, che avrebbero dovuto fare i conti con i migliori di ogni nazione. L’aspettativa di poter ben figurare e portare a casa plurime medaglie è maturata giorno dopo giorno, gara dopo gara. I miei ragazzi, con le loro abilità, sono stati la linfa per tramutare in realtà tutto ciò.

Concentriamoci sui ragazzi. Cosa ha letto nei loro occhi man mano che giungessero dapprima alle finali e poi sul podio per l’ “Inno di Mameli”?

Non vi nascondo che, inizialmente, li ho visti timorosi. Credo sia normale laddove si tenga conto dello spessore della competizione e, soprattutto, del fatto che per tutti fosse la “prima volta”. Hanno acquistato fiducia nei loro mezzi vittoria dopo vittoria. Ritengo sia stata quella la giusta dose di autostima. Per quanto riguarda la premiazione sul podio, sarà un momento che i ragazzi non dimenticheranno mai.

Come sappiamo, le vittorie degli atleti sono state condite dal raggiungimento della cintura nera. Qual è ora il modo per far rimanere i ragazzi con i piedi per terra?

Come hai già anticipato, ogni ragazzo salito sul podio ha ottenuto la cintura nera. Un risultato che, da un lato, li deve rendere orgogliosi del lavoro svolto sino ad ora, dall’altro non deve saziarli. Questo prestigioso traguardo deve esser visto come un nuovo inizio.

In tal senso avete già ripreso gli allenamenti? Quali sono i prossimi obiettivi?

Certo. La pausa per i ragazzi è durata pochissimo (ride). Siamo già lavorando al completo, anche con coloro i quali non sono riusciti a centrare la qualificazione al Mondiale. A tal proposito come obiettivo c’è sicuramente quello di presentarsi “pronti” ai prossimi campionati nazionali (Marzo 2017, ndr) e, più in là, di far staccare il pass per gli Europei del 2017 a quanti più atleti possibili.

In ultima sintesi, usciamo dall’ambito meramente sportivo. Le chiedo una valutazione complessiva sull’evento in quanto tale.

Credo che la F.I.P.K. (Federazione Italiana Pankration, ndr) abbia svolto un lavoro encomiabile. Ospitare settanta nazioni circa, con annesse peripezie organizzative che comporta, non è di certo facile. Ci sono riusciti alla grande. Darei una valutazione positiva anche al riscontro che questa competizione ha avuto. C’è stato in primis un grande interessamento della gente che, dal giovedì alla domenica, ha riempito progressivamente le gradinate del Palazzetto. In secondo piano da non tralasciare l’importanza data dalle emittenti televisive all’evento, con tanto di diretta sul canale Sport della Rai.

Lo scorso mercoledì 23 Novembre, infine, i ragazzi della C.S. Athlon - vittoriosi nei campionati mondiali - sono stati presentati e premiati al Palazzo della Cultura di Noicattaro in un evento organizzato dall’A.S.D. Spazio Fitness.


[da La Voce del Paese del 26 Novembre]

Noicattaro. Pankration intero

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