Martedì 26 Marzo 2019
   
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L’importanza della memoria per gli anziani: gli specialisti rispondono

Noicattaro. Convegno sulla memoria front

 

Venerdì 25 Novembre si è tenuto a Noicattaro, presso l’Aula Magna della scuola primaria “De Gasperi”, il primo di una serie di seminari organizzati dalla Libera Università della Terza Età (Lute): “L’importanza della memoria nell’anziano”. Tematica protagonista assoluta, dunque, la memoria, analizzata in tutte le sue sfaccettature, dal punto di vista psicologico, “anatomico”, psichiatrico e perfino in correlazione con l’alimentazione.

Dopo i saluti della presidente della Lute Maria Zaccaro, le battute d’esordio sono state affidate al coordinatore scientifico Mauro Scattarella, medico chirurgo. Il dottore ha spiegato come la memoria possa naturalmente iniziare a un certo punto della vita a scricchiolare; è importante, però, per gli anziani, o “diversamente giovani”, continuare a mantenerla allenata ed in esercizio.

La psicologa Dalila Gigante ha illustrato in seconda battuta i processi cognitivi, chiarendo quanto la memoria sia fondamentale nello sviluppo dell’apprendimento, del linguaggio, del pensiero. Secondo una teoria, esistono tre tipi di memoria: quella sensoriale, quella a breve termine e quella a lungo termine. Invecchiando, in particolare, può succedere che la capacità di richiamare informazioni si riduca, anche alla luce della riduzione dell’attività, e così capita che il soggetto ricordi più facilmente il passato anziché i fatti recenti. E comunque la capacità di memorizzare, oltre che dagli stimoli sensoriali, viene nutrita dall’attenzione, che può affievolirsi in base all’umore, alla depressione o agli shock emotivi.

Ancora il dottor Scattarella è intervenuto per spiegare, con l’aiuto di un filmato, che il nostro cervello è diviso in due emisferi e che la memoria, in particolare, si trova nella regione del sistema limbico, più precisamente nell’ippocampo, dove vengono immagazzinate tutte le nozioni che apprendiamo. Gli stimoli percepiti dai nostri sensi passano alla corteccia cerebrale attraverso i nervi, fasci di neuroni che si rigenerano per tutta la vita.

La psichiatra Stefania Lerro, poi, ha chiarito che, escluse le cause patologiche, la diminuzione della memoria è fisiologica: ognuno invecchia a modo proprio, a seconda della propria storia psicofisica; alcuni ricordi possono rimanere più impressi perché legati a emozioni molto forti, altri al contrario possono svanire prima del tempo perché non ci servono, e ci sono ricordi traumatici che noi rimuoviamo perché ci fanno troppo male. È importante ridurre le situazioni di stress, inserirsi in attività stimolanti, riposare bene perché nel sonno il cervello rielabora gli stimoli della giornata e si rigenera, condurre uno stile di vita corretto.

I collegamenti tra memoria e stile di vita sono stati spiegati dalle docenti Lute Maria Rosa Debellis e Cristina Pavone. Il fumo e l’alcol sono dannosi per la memoria, quanto invece sono utili l’attività fisica e l’alimentazione corretta. “Siamo quello che mangiamo”, perciò bisogna mangiare in misura equilibrata macronutrienti (proteine, lipidi e carboidrati) e micronutrienti (sali minerali e vitamine), che svolgono sinergicamente funzioni plasmatiche, protettive e difensive nel nostro corpo. La dieta mediterranea la fa da padrona, e la memoria trae benefici dagli Omega 3 e Omega 6 contenuti nel pesce, nei legumi, nelle verdure e nelle noci, e, perché no, moderate quantità di cioccolato fondente.

Dopo la proposta al pubblico di esempi di “giochi” rinforzanti della memoria da parte della dott.ssa Lerro, la psicologa Gigante ha illustrato le metodiche che possono servire a mantenere giovane la memoria: una vita sociale attiva anziché la solitudine; la lettura e i giochi linguistici come le parole crociate; la scrittura di una sorta di diario personale in cui annotare le esperienze della giornata; la tecnica dei “loci” o palazzo della memoria: ricordare attraverso l’associazione dei “luoghi” fisici in cui si possono collocare un’esperienza fatta o un oggetto da ritrovare.

In conclusione le domande dal pubblico hanno chiarito alcuni aspetti salienti sull’argomento. E i “diversamente giovani” ora saranno certamente più tranquilli.

 

[da La Voce del Paese del 3 Dicembre]

Noicattaro. Convegno sulla memoria intero

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