Martedì 10 Dicembre 2019
   
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“Immagini e Corpi”, il prof. Troiani cura il quarto incontro

Noicattaro. Prof. Troiani front

 

La rassegna “Immagini e Corpi”, curata da Massimo Guastella, non poteva esimersi dal curare, data la struttura in cui è ospitata, il tema dell’arte sacra. L’occasione di farlo si è presentata il 28 Novembre, quando si è svolto, in Chiesa del Carmine, il quarto appuntamento della rassegna che ha visto protagonista il prof. Nicola Troiani (foto di Luigi Grande), docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Classico “D. Morea” di Conversano.

Lo storico dell’arte Vito Dibenedetto ha descritto, nella prima parte dell’incontro, le caratteristiche della sagrestia e della volta a botte, spostando poi l’attenzione sulle fonti luminose della Chiesa del Carmine. Non è facile notare, ci racconta Vito, che il matroneo della Chiesa, dal quale è possibile ancora oggi seguire le celebrazioni, nasconde delle finestre laterali dalle quali entra buona parte della luce utile all’illuminazione della struttura.

La parola è poi passata a don Giuseppe Bozzi, che ha presentato il relatore dell’appuntamento marcando l’importanza dell’espressione artistica in funzione della sublimazione delle ambizioni umane che questa è capace di interpretare. Il prof. Nicola Troiani ha avuto l’opportunità di dimostrarlo catturando le attenzioni del pubblico attraverso un itinerario, fatto di parole e soprattutto di immagini, che ha toccato le opere di alcuni dei maggiori artisti dediti all’arte sacra. Piero della Francesca, ad esempio, con il suo “Battesimo di Cristo”, raffigura il corpo di Gesù con un immagine che si può definire geometrica, assimilabile al tronco d’albero posto alla sua destra, e quindi fortemente “spirituale”. Il professore ha posto poi in evidenza l’influenza che un’opera in particolare ha esercitato su molti artisti, ovvero la scultura classica raffigurante Laocoonte, citata anche da Plinio il Vecchio, esposta all’interno dei Musei Vaticani. La posizione del corpo di Laocoonte è stata infatti ripresa da artisti come Tiziano, nel “Polittico Averoldi”, Raffaello, nella “Deposizione borghese”, e Veronese, nella sua raffigurazione della “Cena in casa Levi”, opera originariamente denominata “L’Ultima Cena”, ma che ha visto mutare il suo nome a causa dell’intervento dell’Inquisizione. Anche Michelangelo Buonarroti disegna numerose volte la figura di Laocoonte, in particolare quando è confinato nei sotterranei della “Sagrestia Nuova” per proteggersi dai Medici.

Il prof. Nicola Troiani coglie l’occasione, suscitando interesse nel pubblico con la chiarezza e l’enfasi di chi è abituato a parlare ai ragazzi, per descrivere alcune opere del grande Michelangelo. L’analisi del “David” evidenzia come il soggetto della scultura, appartenente al casato di Cristo, sia nudo perché, secondo il parere di Michelangelo, il “corpus Christi”, il “corpo di Cristo”, non si possa coprire. Nel “Giudizio Universale”, invece, il corpo di Cristo non è longilineo come nel “David”, ma è possente, quasi grasso, perché, ci spiega il professore, il corpo di Cristo deve sfamare tutti gli uomini.

La rassegna “Immagini e Corpi”, come informa Massimo Guastella a fine serata, si prende una pausa per tornare con il prossimo appuntamento, “Il corpo nell’amore. Il cantico dei Cantici”, che si terrà in Chiesa del Carmine il 16 Gennaio.


[da La Voce del Paese del 3 Dicembre]

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