Venerdì 18 Gennaio 2019
   
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Filippo Anelli eletto vice segretario nazionale della F.I.M.M.G.

Noicattaro. Dottor Filippo Anelli front

 

Il dott. Filippo Anelli - nojano doc - è il nuovo vice segretario nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (F.I.M.M.G.). Inizia dunque un nuovo percorso per il dott. Anelli, già presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (O.M.Ce.O.) della provincia di Bari, il quale ha dichiarato ai nostri microfoni di essere pronto per dare una svolta all’interno del sindacato. Buona lettura.

Come è avvenuta la sua elezione?

L’elezione è avvenuta lo scorso 20 Novembre, giorno in cui si è concluso il Congresso Straordinario della F.I.M.M.G.. È stata presentata una lista unitaria, con Silvestro Scotti segretario nazionale. Il processo è iniziato circa 60 giorni fa: addirittura c’era il mio nome per la segreteria nazionale, ma ho preferito fare un passo indietro, scegliendo un percorso condiviso.

Che aria si respira nella F.I.M.M.G.?

Con le dimissioni del precedente segretario Giacomo Milillo si chiude un decennio di storia per la F.I.M.M.G.. Ora si va verso un processo di innovazione e di discontinuità con il passato, per certi versi. I modelli che stavamo provando a costruire in Puglia, in termini di Medicina Generale, costituiscono un punto di partenza. L’obiettivo è quello di arrivare a gestire nel migliore dei modi le malattie croniche, che colpiscono il 40% della popolazione pugliese. I malati cronici spendono circa l’80% del bilancio sanitario nazionale, e quindi regionale, e il controllo di queste problematiche farebbe sbloccare le liste d’attesa, riorganizzare realmente gli ospedali per patologie acute e fornire cure “comode” ai pazienti.

Sì, ma come?

Per fare questo c’è bisogno di una Medicina Generale complessa: non si può più pensare ad un medico di famiglia che opera da solo. È necessaria la presenza di un equipe, con collaboratori di studio, infermieri, fisioterapisti e psicologi. Ma siamo sulla buona strada, perché in Puglia su 3.300 medici di base abbiamo circa 2.200 collaboratori di studio. Da qui può partire una gestione della criticità che può essere anche utile a tutto il resto d’Italia. La mia presenza all’interno della segreteria nazionale rappresenta questa esperienza pugliese, che abbiamo costruito dopo tanti anni di lavoro. In particolare, a me sarà affidato anche il compito di ridisegnare la nuova F.I.M.M.G. grazie alla delega alla “Modifica dello Statuto”. Parliamo di un sindacato impostato secondo le regole del dopoguerra quasi, e per questo abbiamo bisogno di creare un modello snello e partecipato.

Che risultati sta dando e può dare il Servizio Sanitario Nazionale?

Ottimi. La sfida più importante è quella di difendere il Servizio Sanitario Nazionale, che è una delle grandi risorse che l’Italia ha. Ad esempio, nella rianimazione possiamo trovare un imprenditore, che versa migliaia di euro al Servizio Sanitario Nazionale, e nel letto affianco un disoccupato, che non versa un euro: entrambi sono assistiti allo stesso modo. Quindi è un sistema che ha creato una grande solidarietà fra i cittadini italiani, un servizio che garantisce una equità di accesso alle cure. E solo così si riesce a fare prevenzione. In Puglia abbiamo i più alti risultati in termini di aderenza per la cura di alcune malattie, come l’ipercolesterolemia, che è la causa maggiore di morte per malattie cardiovascolari. Possiamo dire che il nostro Servizio Sanitario Nazionale dà una serie di risposte e che, nonostante una serie di difficoltà, rimane uno dei migliori al mondo. Dobbiamo migliorare l’efficienza, e per fare ciò dobbiamo fare dei grandi cambiamenti all’interno del Sistema, portando più Medicina sul territorio e dando maggiori garanzie soprattutto ai più poveri, che magari non possono rivolgersi alla Sanità privata. Il rischio che ci sia una Medicina per i ricchi, fatta di assicurazioni, e una Medicina per i poveri, fatta dallo Stato, è molto concreto.

L’anno scorso fa parlavamo di tagli dal Governo Centrale per quanto riguarda il Servizio Sanitario Nazionale...

I tagli hanno avuto già le loro ripercussioni, e la Puglia ha pagato ad un carissimo prezzo una politica fatta sotto il profilo economico. Si sono tagliati posti di lavoro. Basti vedere la differenza tra l’Emilia Romagna e la Puglia, due regioni con la stessa popolazione: in Emilia Romagna ci sono 1.800 posti letto in più, 20.000 addetti in più che lavorano nell’ambito sanitario. È chiaro che lì hanno un Servizio Sanitario più efficiente, ma è anche vero che spendono un miliardo e ottocento milioni in più rispetto alla nostra regione. Noi abbiamo la necessità di recuperare tutto questo. E come Ordine dei Medici abbiamo chiesto al Governo nazionale di modificare i criteri di ripartizione dei fondi dedicati al Servizio Sanitario Nazionale. Fondi che oggi non sono divisi per quota capitaria ma con una ponderazione, a vantaggio delle regioni che hanno più soggetti che hanno una età maggiore dei 65 anni. Quindi le regioni del nord, che hanno una presenza maggiore di over 65, ottengono maggiori finanziamenti. Abbiamo chiesto anche che fossero aumentati i fondi dedicati al Servizio Sanitario Nazionale e, anche grazie alla nostra battaglia di opposizione, quest’anno il Governo ha previsto un aumento di due miliardi. Siamo tra le nazioni che investono meno nella Sanità, ma ci auguriamo che questi fondi possano aumentare.

Per quanto riguarda l’Ordine dei Medici, quali obiettivi state perseguendo?

Abbiamo fatto un manifesto, il quale riporta uno studio fatto dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Tumori di Milano, che dimostra come la sopravvivenza per tumori migliora nelle nazioni che hanno investito maggiormente nella Sanità. Più finanziamenti significa più salute per i cittadini. Inoltre, abbiamo evidenziato il problema del disagio all’interno degli ospedali: da una parte il cittadino che chiede un determinato esame e lo ottiene dopo un paio d’anni, dall’altra il medico che è rimasto solo, impotente davanti alle richieste dei pazienti. Un doppio disagio dunque, due facce della stessa medaglia. Abbiamo anche realizzato uno spot di appena 30 secondi, che vedremo nei cinema a Natale, per riflettere su questo problema. In attesa di una risoluzione.

 

[da La Voce del Paese del 3 Dicembre]

Noicattaro. Dottor Filippo Anelli intero

Commenti 

 
#1 Nojano 2 2016-12-07 14:43
Filippo vivissimi auguri.
 

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