Domenica 17 Novembre 2019
   
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Maratona di New York, il nojano Roberto Positano c’è!

Noicattaro. Maratona Roberto Positano front

 

La maratona di New York è una corsa annuale, disputata la prima domenica di Novembre, che si snoda attraverso i cinque grandi distretti di New York City: con partenza da State Island, la maratona prosegue attraverso Brooklyn, il distretto di Queens, Manhattan, il Bronx, per poi arrivare ad Harlem, giù per la Fifth Avenue con l’arrivo a Central Park. Quest’anno, a quella che è una delle maratone più sentite a livello mondiale, disputata domenica 6 Novembre, era presente anche il corridore nojano Roberto Positano, a cui abbiamo rivolto qualche domanda.

Come è nata l’idea di partecipare alla maratona di New York?

In occasione del mio 40° compleanno, mia moglie ha organizzato una festa a sorpresa e proprio in quella circostanza ha realizzato quello che è sempre stato un mio desiderio, regalandomi la partecipazione alla maratona. A livello locale ci sono sicuramente corridori che meritano più attenzione rispetto a me, i quali domenica dopo domenica portano grossi risultati a casa, vista anche la presenza nel nostro paese di una buona associazione sportiva, con un negozio tecnico importante di riferimento per chi corre in maniera professionale. Nonostante la corsa sia uno sport immediato, facilmente praticabile da tutti, non riceve molte attenzioni: si parla di corsa solo quando un italiano vince una maratona, poi viene dimenticata. Per un corridore come me, partecipare alla maratona di New York è la realizzazione di un sogno. Questa, poi, è stata la prima maratona della mia vita disputata.

Come si svolge la maratona?

La gara è tecnicamente particolare, ha un dislivello iniziale di 300mt, poi è un continuo sali-scendi. Come per ogni competizione, viene assegnato un pettorale con un “chip” integrato ed un numero obbligatorio di riferimento per l’assistenza sanitaria. Ciò che è particolare ed unico, però, è che ci sono vari riti che si consumano durante la maratona. Ad esempio, questa è pensata anche per raccogliere capi d’abbigliamento per i numerosissimi senzatetto, di cui la città è stracolma. Infatti, ogni corridore inizia la maratona vestito a strati, con giacche, felpe, magliette. Poi, però, appena la temperatura corporea aumenta, ci si inizia a spogliare lasciando gli indumenti per strada, che vengono raccolti dagli addetti e devoluti ai bisognosi. Ci sono inoltre varie associazioni che raccolgono fondi, ad esempio per la lotta contro il cancro.

In quanto tempo ha percorso la maratona?

Ho impiegato 5h, 1m, 23s. Ovviamente il mio non è un tempo record, ma ho affrontato serenamente la gara, dall’inizio alla fine. Non mi sono mai fermato e non ho avuto particolari momenti di sofferenza. La maratona si corre tanto con la testa, non solo con le gambe: il percorso è lungo, ed è necessario avere un determinato tipo di allenamento, abbinato a tanto sacrificio e tanto entusiasmo. Ma se ti fai prendere da un attimo di sconforto, cosa che mi è successa durante la preparazione vista anche la leggera infiammazione che ho avuto allo scafoide del piede destro, risulta difficile arrivare al traguardo. Io ho ammirato il panorama, notando degli scorci che da turista non osservi, come il Bronx o il Queens. Al 21° miglio poi, con l’arrivo a Central Park, tutte le energie ritornano: all’arrivo mancano 5 miglia, più o meno 7-8 km, inizi a pensare che non manca molto al traguardo e questo ti offre la carica finale per proseguire.

C’è qualcosa che le è rimasta impressa di questa maratona?

In Italia, o almeno da queste parti, una gara del genere viene vista da molti come un problema per la circolazione, perché la città viene bloccata; a New York invece ogni angolo della strada è animato da un gruppo musicale che suona. Ma ciò che è sorprendente per un italiano di paese che si approccia a New York è come il pubblico vive la gara: è una grande festa. Alle 80.000 persone che corrono si somma la gente che è lì dall’inizio alla fine a tifare per te. Ero meravigliato, notando anche le signore che avevano preparato torte per noi corridori. A questo si aggiungono i partecipanti agghindati per l’occasione: ad esempio, nel mio gruppo correva “Wonder Woman”, ed un signore che considero il vincitore morale della maratona: vestito da cameriere, ha percorso tutta la gara reggendo un vassoio con un bicchiere incollato su di esso.

È soddisfatto di questa esperienza?

Molti sono i corridori che hanno stampata sulle loro maglie la ragione per cui corrono, ad esempio “Race for my wife”, “Run for my baby”. Personalmente, la frase che ha accompagnato la mia maratona è stata: “I sogni non smettono mai di rincorrerci”. Non sono partito con l’idea di vincere, ma con l’intento di arrivare alla fine del percorso. E riuscire a giungere al traguardo, è sicuramente la mia vittoria.


[da La Voce del Paese del 10 Dicembre]

Noicattaro. Maratona Roberto Positano intero1

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